Vedere l'invisibile
Viaggio tra antenne, percezioni e dati sui campi elettromagnetici
Articolo
I campi elettromagnetici sono ovunque attorno a noi, ma non possiamo vederli né percepirli direttamente. Forse è anche per questo che continuano a suscitare dubbi, domande e talvolta timori. Per descrivere e quantificare ciò che rimane impercettibile ai nostri sensi, il ruolo delle misure, dei controlli e del monitoraggio ambientale diventa essenziale. Un viaggio tra percezioni e dati, alla scoperta di come vengono valutati e controllati i campi elettromagnetici che accompagnano la nostra vita.
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Quando i sensi non bastano
Siamo abituati a valutare il mondo che ci circonda attraverso i nostri sensi. Se vediamo del fumo immaginiamo un problema di qualità dell'aria. Se sentiamo un rumore intenso possiamo intuire una situazione di inquinamento acustico.
Con i campi elettromagnetici è diverso.
In questo senso, i tecnici che si occupano di campi elettromagnetici assomigliano un po' agli esploratori di un territorio nascosto. Utilizzano strumenti che consentono di descrivere un fenomeno altrimenti impercettibile, trasformando qualcosa di invisibile in un dato concreto.
È un lavoro silenzioso che negli anni ha assunto un ruolo sempre più importante. Le città sono diventate più connesse, i dispositivi mobili si sono moltiplicati e le esigenze di comunicazione sono cresciute rapidamente.
Molti dei dubbi che accompagnano i campi elettromagnetici nascono proprio da questa difficoltà di percepire direttamente il fenomeno.
Simulazione di campo elettromagnetico.
Il 5G: un'evoluzione ormai consolidata
Quando la tecnologia 5G ha iniziato a diffondersi, ha suscitato interesse, aspettative e, in alcuni casi, preoccupazioni legate ai possibili effetti ambientali dei campi elettromagnetici.
Oggi il 5G rappresenta una tecnologia consolidata e ampiamente diffusa sul territorio. In Friuli Venezia Giulia, alla fine del 2025, il Catasto Elettromagnetico Regionale (CER), ovvero il catasto regionale degli impianti per le telecomunicazioni, indicava la presenza di 1.300 impianti di telefonia mobile dotati anche di tecnologia 5G su un totale di 2.866 impianti censiti (45%), distribuiti su 1.000 tralicci dei 1.700 complessivamente installati (59%).
Dal punto di vista delle telecomunicazioni, la "quinta generazione" della telefonia mobile costituisce l'evoluzione di un percorso iniziato decenni fa. Le sue caratteristiche consentono di gestire in modo più efficiente una quantità crescente di servizi digitali, sensori, dispositivi e applicazioni che fanno ormai parte della vita quotidiana e richiedono connessioni affidabili e continuative.
Anche le infrastrutture sono evolute. Le nuove antenne sono in grado di indirizzare il segnale verso gli utenti che ne hanno bisogno in un determinato momento, anziché distribuirlo uniformemente in ogni direzione.
Le tecnologie cambiano, ma dal punto di vista ambientale il principio rimane invariato: ciò che conta non è il nome della tecnologia utilizzata, ma il livello di campo elettromagnetico effettivamente presente nell'ambiente.
Per questo motivo Arpa FVG ha progressivamente aggiornato strumenti, procedure e modelli di valutazione. Ogni nuovo impianto o modifica di impianto esistente viene infatti sottoposto a verifiche preventive che consentono di stimare, sulla base di ipotesi molto cautelative, i livelli di campo attesi e di verificarne la conformità ai limiti previsti dalla normativa prima della sua attivazione.
Le misure effettuate capillarmente sul territorio confermano l'efficacia di questo approccio. In Friuli Venezia Giulia, migliaia di controlli e campagne di monitoraggio effettuati nel corso degli anni hanno evidenziato livelli di campo elettromagnetico ampiamente inferiori ai limiti di legge.
Cosa raccontano i dati del monitoraggio
I numeri aiutano a trasformare la percezione in una fotografia concreta del territorio. Nel solo 2025 Arpa FVG ha monitorato quasi 2.500 punti distribuiti sull'intero territorio regionale e ha effettuato circa 300 interventi di verifica sugli impianti attivi per le telecomunicazioni, mentre nei primi 8 mesi del 2026 sono stati eseguiti circa 200 interventi con l’esecuzione di oltre 1.600 misure.
La distribuzione territoriale delle misure, che tengono conto di tutte le tecnologie presenti nell'intorno del punto monitorato fornendo un valore complessivo dell'esposizione, è sempre disponibile sul sito dell’Agenzia, ed è aggiornata in tempo reale. Le misure sono eseguite prevalentemente nelle vicinanze degli impianti per le telecomunicazioni e pertanto risultano più concentrate nelle zone densamente abitate dove le antenne sono in numero maggiore.
Questa attività di monitoraggio restituisce un quadro rassicurante, che a fronte del progressivo aumento del numero delle antenne e dell’evoluzione tecnologica delle reti di telecomunicazione, evidenzia valori di campo dappertutto inferiori ai limiti nazionali fissati per la protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici, che a tutt’oggi rimangono tra i più cautelativi d’Europa.
In particolare nel 2025 oltre il 99% delle misurazioni sono inferiori alla metà del limite di legge.
I dati disponibili non mostrano quindi situazioni di criticità nelle aree frequentate dalla popolazione né incrementi significativi dei livelli di esposizione associabili all'introduzione della nuova tecnologia.
Dal dato di un momento alla storia completa
Una fotografia può raccontare molto, ma un filmato racconta di più. Lo stesso vale per il monitoraggio ambientale.
Le tradizionali campagne di misura consentono di fotografare una situazione in un preciso momento. Oggi, però, le nuove tecnologie permettono di andare oltre: con le centraline per il monitoraggio continuo è possibile osservare come il fenomeno si sviluppa nel tempo.
Le centraline installate sul territorio registrano infatti l'andamento dei livelli di campo elettromagnetico per giorni o settimane consecutive. Scuole, strutture pubbliche e aree residenziali diventano così punti privilegiati di osservazione.
Non si tratta soltanto di raccogliere un maggior numero di dati, ma di costruire una conoscenza più completa del territorio, capace di descrivere le variazioni dei livelli di campo elettromagnetico nelle diverse condizioni di esercizio delle reti e di fruizione del territorio, confermando nel tempo il quadro emerso dalle campagne di misura puntuali.
Andamento del campo elettrico nel periodo di misura.
Prevedere l'invisibile
Le misure e i monitoraggi raccontano ciò che accade sul territorio. Il quadro positivo restituito oggi dalle attività di controllo e monitoraggio è reso possibile grazie a un'attività meno evidente, ma fondamentale: la valutazione preventiva degli impianti prima ancora che entrino in funzione.
Attraverso modelli di calcolo e simulazioni, è possibile prevedere scenari futuri e verificare che l’impatto elettromagnetico prodotto dalle installazioni garantisca il rispetto dei limiti di legge ancor prima che il segnale venga trasmesso.
Nel corso del 2025 Arpa FVG ha espresso 441 pareri tecnici preventivi relativi alle stazioni radio-base, dei quali 297 riguardanti sistemi dotati di tecnologia 5G.
Prima che una nuova antenna venga installata o modificata, i tecnici ne ricostruiscono il comportamento in un ambiente virtuale. Le simulazioni permettono di stimare come il segnale generato dall’impianto si diffonderà nello spazio e quale sarà il contributo al livello complessivo di campo elettromagnetico nell'area circostante. Solo dopo aver verificato che i valori previsti rispettano i limiti stabiliti dalla normativa, l'impianto può essere autorizzato. Le misure effettuate successivamente sul territorio permettono poi di confrontare le previsioni con la realtà.
È proprio la sinergia tra previsione, monitoraggio e controllo, che caratterizza il lavoro quotidiano di Arpa FVG, a trasformare ciò che direttamente non possiamo percepire in dati oggettivi e conoscenza, conciliando innovazione tecnologica e tutela della popolazione.
Per approfondire: