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Richiesta formale di accesso agli atti, documenti o informazioni

Di seguito sono riportate le varie tipologie di accesso agli atti e le relative modalità di invio delle richeste.

Modalità di invio richieste

Le richieste possono essere inviate con le seguenti modalità:

Le richieste sono gestite dall’ufficio URP e sono protocollate.

Tipologia di richieste

Le tipologie di accesso agli atti sono le seguenti:

  • Accesso alle informazioni ambientali (D.Lgs. 195/2005 – D.Lgs. 152/2006 – art. 3 sexies)
  • Accesso agli atti documentale (L. 241/1990 – art. 22 e seg; D.P.R. 184 del 12/04/2006)
  • Accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013 – art. 1, com. 1, come mod. dall’art. 2 D.Lgs.97/16)
  • Accesso civico semplice (D.Lgs. 33/2013 – art. 5, comma 1, - D.Lgs.n. 97/2016)

Seleziona l'etichetta con la tipologia di richiesta di proprio interesse:

Come inoltrare la richiesta

  • Compila il modulo on line di Sì-URP
    Attenzione! Selezionare come ente destinatario della richiesta: ARPA FRIULI VENEZIA GIULIA
  • Scarica il modulo DOC per invio via PEC o consegna manuale.

Cos’è

Il diritto d’accesso alle informazioni ambientali viene riconosciuto come un diritto “civico” a legittimazione universale. Tale diritto vuole realizzare, attraverso la più ampia diffusione dei dati, una migliore e più efficace tutela preventiva dell’ambiente.

La definizione di informazione ambientale è rinvenibile all'art.2 del d.lgs. 195 del 2005.

L’informazione ambientale ha dunque ad oggetto il complesso delle condizioni esterne in cui vive l’uomo. All’interno di tale nozione rientrano tutti i dati in possesso dell’autorità pubblica, indipendentemente dal fatto che gli stessi siano stati formati dalla pubblica amministrazione o utilizzati nell’ambito di procedimento amministrativi, gli unici limiti ipotizzabili sono i casi di esclusione tassativamente elencati dall’art. 5 d.lgs. 195/2005.

Il codice dell’ambiente, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, all’art. 3-sexies, afferma che, in attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241 e delle previsioni della convenzione di åarhus e ai sensi del d.lgs. 195 del 2005, «chiunque, senza essere tenuto a dimostrare la sussistenza di un interesse giuridicamente rilevante, può accedere alle informazioni relative allo stato dell’ambiente e del paesaggio nel territorio nazionale».

Il legislatore ha voluto estendere l’accesso anche alle «informazioni, sottolineando che l’accessibilità alle informazioni ambientali (che implicano un’attività elaborativa da parte dell’amministrazione debitrice delle comunicazioni richieste) assicura al richiedente una tutela più ampia di quella garantita dall’art. 22 della legge 241 del 1990, oggettivamente circoscritta ai soli documenti amministrativi già formati e nella disponibilità dell’amministrazione».

Procedura

La richiesta di accesso alle informazioni ambientali non deve essere motivata.

Nella richiesta deve indicarsi specificamente l'informazione a cui si desidera accedere oppure gli estremi del documento che la contiene e di cui si vuole prendere visione o avere copia (ovvero gli elementi che consentano di individuarlo).

Tempistiche e costi

L’amministrazione, dal ricevimento dell'istanza, ha trenta giorni di tempo per concludere il procedimento, a meno che la richiesta sia così complessa da consentire all’amministrazione di protrarre il termine di ulteriori trenta giorni.

Il rilascio di documenti o dati in forma cartacea o elettronica è gratuito salvo il rimborso dei costi effettivamente sostenuti e documentati dall’amministrazione per la riproduzione o per le attività di ricerca ed elaborazione connesse alla documentazione richiesta.

Limiti ed esclusioni

L'accesso all'informazione ambientale è negato quando la divulgazione dell'informazione reca pregiudizio:

  • alla riservatezza degli atti delle autorità pubbliche, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia;
  • alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblica o alla difesa nazionale allo svolgimento di procedimenti giudiziari o alla possibilità per l’amministrazione di svolgere indagini per l'accertamento di illeciti;
  • alla riservatezza delle informazioni commerciali o industriali, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia, per la tutela di un legittimo interesse economico e pubblico, ivi compresa la riservatezza statistica ed il segreto fiscale, nonché ai diritti di proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30;
  • ai diritti di proprietà intellettuale;
  • alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una persona fisica, nel caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazione dell'informazione al pubblico, tenuto conto di quanto stabilito dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
  • agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito di sua volontà le informazioni richieste, in assenza di un obbligo di legge, a meno che la persona interessata abbia acconsentito alla divulgazione delle informazioni in questione;
  • alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferisce l'informazione, come nel caso dell'ubicazione di specie rare.

Tutela amministrativa/giurisdizionale

Qualora l’amministrazione non dovesse rispondere alla richiesta, o contro il provvedimento di rifiuto, di limitazione e differimento dell'accesso, il richiedente può proporre ricorso al competente Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) o in alternativa alla commissione per l'accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La commissione per l’accesso entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza di riesame si pronuncia sulla determinazione di diniego o di differimento all’accesso. Se la commissione non si pronuncia dinanzi a tale istanza, questa si intende respinta; se la commissione invece ritiene illegittimi i provvedimenti di diniego o differimento all’accesso, ne informa il richiedente e l’amministrazione interessata. Se quest’ultima non emana un provvedimento confermativo del diniego o del differimento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione della commissione l’accesso è consentito.

Come si inoltra la richiesta

  • Compila il modulo on line di Sì-URP
    Attenzione! Selezionare come ente destinatario della richiesta: ARPA FRIULI VENEZIA GIULIA
  • Scarica il modulo DOC per invio via PEC o consegna manuale.

Cos’è

Il diritto di accesso può essere esercitato da tutti i soggetti che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. E' necessaria quindi una stretta correlazione tra il documento amministrativo oggetto del diritto di accesso e uno specifico interesse del soggetto richiedente.

La legge non ammette istanze di accesso finalizzate ad un controllo generalizzato dell’operato della pubblica amministrazione. Il diritto di accesso è strumentale all’acquisizione di quella conoscenza necessaria per verificare se il comportamento dell’amministrazione è lesivo nei confronti di un interesse specifico. Quando si parla di “interesse” non si fa riferimento esclusivamente all’interesse del singolo soggetto richiedente, ma anche ad interessi pubblici o diffusi; quindi anche il soggetto portatore di questo tipo di interesse è titolare del diritto di accesso (ad esempio un’associazione di categoria).

Procedura

La richiesta deve essere scritta e motivata. Nella richiesta deve indicarsi specificatamente l’interesse personale, concreto e attuale che giustifichi il ricorso all’accesso agli atti.

Tempistiche e costi

L’amministrazione, dal ricevimento dell'istanza, ha trenta giorni di tempo per concludere il procedimento.

Nel caso in cui l'amministrazione individui dei soggetti controinteressati (si debbano intendere tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento, che dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza), è tenuta a dare loro comunicazione della presentazione dell'istanza di accesso ricevuta. I controinteressati hanno dieci giorni per presentare la loro motivata opposizione alla richiesta.

La visione dei documenti è gratuita; l’estrazione di copie è eventualmente soggetta al pagamento del costo di riproduzione che sarà comunicata direttamente all'interessato dopo l'individuazione degli atti richiesti.

Limiti ed esclusioni

La richiesta può essere oggetto di esclusione, differimento, limitazione e divieto temporaneo. In tutti questi casi, l’amministrazione deve darne espressa motivazione. Non sono ammesse richieste generiche di “intere categorie di documenti”, che comportino lo svolgimento di attività di indagine o di elaborazione da parte degli uffici.

Non possono essere oggetto di accesso i seguenti documenti:

  • i documenti che riguardino dati sensibili delle persone fisiche e gruppi di impresa, quando riguardino diritti inviolabili e garantiti dalla costituzione, quali, in via esemplificativa: appartenenza razziale, religiosa, opinioni politiche, salute, fedi religiose, casellario penale, corrispondenza, stati familiari, rapporti economici e di alimenti. è comunque garantito l’accesso a questi documenti quando siano strettamente indispensabili alla cura e difesa di interessi giuridici e, nel caso siano presenti dati idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale, nei limiti dell’art. 60 del d.lgs. n. 196/2003;
  • i documenti relativi a procedure selettive del personale contenenti informazioni di carattere psico-attitudinale relative a terzi;
  • i documenti coperti da segreto di stato o da divieto di divulgazione previsti dalla legge o da regolamenti governativi;
  • i documenti relativi a procedimenti tributari di terzi;
  • i documenti oggetto di sequestro giudiziario e detenuti dall’amministrazione.

Tutela amministrativa/giurisdizionale

Qualora l’amministrazione non dovesse rispondere alla richiesta o contro il provvedimento di rifiuto espresso, di limitazione e differimento dell'accesso, il richiedente può proporre ricorso al competente Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) o in alternativa alla commissione per l'accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ovvero al difensore civico territorialmente competente. In quest'ultimo caso il termine di trenta giorni, per proporre ricorso al TAR, decorre dalla data di ricevimento dell’esito dell’istanza al difensore civico.

La commissione per l’accesso entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza di riesame si pronuncia sulla determinazione di diniego o di differimento all’accesso. Se la commissione non si pronuncia dinanzi a tale istanza, questa si intende respinta; se la commissione invece ritiene illegittimi i provvedimenti di diniego o differimento all’accesso, ne informa il richiedente e l’amministrazione interessata. Se quest’ultima non emana un provvedimento confermativo del diniego o del differimento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione della commissione l’accesso è consentito.

Come si inoltra la richiesta

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Cos’è

É la libera modalità di accesso (ovvero FOIA - Freedom of Information Act) ai dati e documenti in possesso delle amministrazioni da parte di qualunque soggetto interessato, a prescindere dal possesso di un particolare requisito di qualificazione.

Il legislatore ha voluto estendere il diritto di trasparenza prevedendo una libera modalità di accesso a dati e documenti in possesso delle amministrazioni.

Scopo della trasparenza non si riduce al solo “favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche”, ma anche a garantire una forma di accessibilità totale, in funzione di tutela dei diritti fondamentali che, come si intuisce dalla lettura del comma 2 dell’art. 1 del D.lgs. 33/2013, sono da farsi riferire a “libertà individuali e collettive”, nonché ai “diritti civili, politici e sociali”, al diritto ad una buona amministrazione e alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino.

Procedura

La richiesta di accesso generalizzato non deve essere motivata. Nella richiesta devono indicarsi specificamente i documenti, gli atti o le informazioni oggetto di accesso.

Tempistiche e costi

L’amministrazione, dal ricevimento dell'istanza, ha trenta giorni di tempo per concludere il procedimento.

Nel caso in cui l'amministrazione individui dei soggetti controinteressati (si debbano intendere tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento, che dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza), è tenuta a dare loro comunicazione della presentazione dell'istanza di accesso ricevuta. I controinteressati hanno dieci giorni per presentare la loro motivata opposizione alla richiesta.

Il rilascio di documenti o dati in forma cartacea o elettronica è gratuito salvo il rimborso dei costi effettivamente sostenuti e documentati dall’amministrazione per la riproduzione.

Limiti ed esclusioni

Nel caso di richieste relative ad un numero manifestamente irragionevole tale da compromettere il buon funzionamento dell’amministrazione, quest’ultima può effettuare un bilanciamento tra l’interesse all’accesso e l’interesse al buon andamento dell’attività amministrativa (delibera ANAC n. 1309 del 28.12.2016). Non è ammissibile una richiesta meramente esplorativa volta a effettuare indagini sulle informazioni detenute dall’amministrazione.

L'accesso può essere negato (con espressa motivazione) per la tutela di interessi pubblici e privati. Il rifiuto per la tutela di interessi pubblici deve essere inerente a:

  • sicurezza pubblica e ordine pubblico;
  • sicurezza nazionale;
  • difesa e questioni militari;
  • relazioni internazionali;
  • politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato;
  • conduzione indagini su reati e loro perseguimento;
  • regolare svolgimento di attività ispettive.

L'accesso è altresì rifiutato per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno dei seguenti interessi privati:

  • protezione dei dati personali;
  • libertà e segretezza della corrispondenza;
  • interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresa la proprietà intellettuale, il diritto d'autore e i segreti commerciali.

Tutela amministrativa/giurisdizionale

In caso di ritardo, mancata risposta o diniego, il richiedente può chiedere il riesame al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT/RT).

Il riesame

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Il RPCT/RT decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni. Il RPCT/RT può interpellare il Garante per la protezione dei dati personali laddove l’accesso sia stato negato o differito per motivi attinenti la tutela della «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 2, lettera a, D.Lgs. n. 33/2013). In tali ipotesi, il Garante si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, durante i quali il termine per l’adozione del provvedimento da parte del RPCT/RT trasparenza è sospeso.

In alternativa può essere proposto ricorso al Difensore Civico competente per ambito territoriale.

Anche i controinteressati, in caso di non accoglimento della loro proposta di diniego dell'accesso, possono presentare richiesta al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT/RT). Il RPCT decide con provvedimento motivato entro il termine di venti giorni dall'istanza di riesame. Il termine è sospeso qualora il RPCT senta il Garante per la protezione dei dati personali se l'accesso è stato negato o differito a tutela degli interessi di cui all'art. 5 bis, comma 2, lettera a) (relativi alla protezione dei dati personali). Il Garante si pronuncia entro dieci giorni dalla richiesta. Gli stessi termini valgono nel caso in cui la richiesta di riesame sia avanzata dal controinteressato in caso di accoglimento dell'istanza nonostante la sua opposizione.

Come si inoltra la richiesta

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L’istanza va presentata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT/RT) per il tramite dell’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico dell’/Agenzia.

Cos’è

Il diritto di accesso “semplice”, ovvero ai sensi di quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, del d.lgs 33/2013 così come modificato e integrato dal d.lgs. 97/2016, prevede che le pubbliche amministrazioni abbiano l'obbligo di pubblicare sul proprio sito web istituzionale documenti, informazioni o dati e ciò comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in cui la prevista pubblicazione sia stata omessa.

Sono oggetto di pubblicazione obbligatoria i documenti/dati/informazioni indicati nel Allegato n. 1 della delibera n. 1310 del 28/12/2016 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Procedura

La richiesta di accesso civico non deve essere motivata.

Nella richiesta devono indicarsi specificamente i dati, le informazioni o i documenti oggetto dell’accesso.

Tempistiche e costi

L’amministrazione, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta, procede alla pubblicazione sul sito del documento, dell’informazione o del dato richiesto comunica al medesimo l’avvenuta pubblicazione, indicando il collegamento ipertestuale a quanto richiesto.

La richiesta di accesso civico è gratuita.

Tutela amministrativa/giurisdizionale

Qualora l’amministrazione non dovesse rispondere ovvero opporre diniego totale o parziale alla richiesta di accesso civico, il richiedente può ricorrere al titolare del potere sostitutivo come individuato dall'art. 2, comma 9 bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241

Come fare ricorso

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Ai sensi dell’articolo 5 comma 7 del D.lgs.33/0213, avverso la decisione dell'amministrazione competente o, in caso di richiesta di riesame, il richiedente può proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ai sensi dell'articolo 116 del Codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo ovvero al Difensore Civico competente per ambito territoriale.

Ultimo aggiornamento 26/4/2022

URL: https://www.arpa.fvg.it/contatti/richiesta-formale-di-accesso-a-dati-documenti-o-informazioni/