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Consumo di suolo

Il consumo del suolo, ovvero il passaggio da un suolo naturale a uno artificiale, è un tema delicato sia in termini di preziosa risorsa vitale che economica, il che talvolta sfocia in resistenze nella realizzazione di una robusta normativa di tutela, sia a livello comunitario che nazionale.

Nel 2006 la Commissione Europea propose la Direttiva Quadro sulla Protezione del Suolo che avrebbe dovuto proteggere questa indispensabile risorsa da degradazione e inquinamento nei paesi membri. In seguito alla forte opposizione da parte di Regno Unito, Germania e Austria, la proposta venne ritirata nel 2014.

Sono passati quindici anni da allora e finalmente, il 17 novembre 2021, la Strategia europea del Suolo per il 2030 è stata adottata dalla Commissione Europea. Siamo ancora lontani dalla realizzazione di una Direttiva Quadro ma un primo promettente passo è stato fatto. La Strategia definisce misure per proteggere e ripristinare i suoli e disciplinare un loro uso sostenibile per raggiungere i seguenti obiettivi:

  • proteggere la fertilità del suolo;
  • ridurre l'erosione e l'impermeabilizzazione;
  • aumentare la sostanza organica;
  • individuare i siti contaminati;
  • ripristinare i suoli degradati;
  • definire il "buono stato ecologico" dei suoli.

Nei propositi della Strategia, anche la realizzazione del primo intervento normativo a livello comunitario, ovvero di una nuova legge sulla salute dei suoli da approvare entro il 2023.

Consumo di suolo in Italia e in FVG

Per quanto concerne la situazione attuale, a livello nazionale il consumo di suolo mostra modesti segnali di rallentamento rispetto agli anni passati. A tutt'oggi si perdono circa due metri quadrati al secondo, quindi siamo ancora lontani dall'obiettivo europeo di azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050.

A livello regionale, ARPA FVG è impegnata da anni nel monitoraggio del consumo di suolo mediante strumenti satellitari, aggiornando annualmente la mappatura del territorio che confluisce nel Report del SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente). Inoltre fornisce consulenze per le VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) relative alla realizzazione di opere strutturali e infrastrutturali, suggerendo prescrizioni per la tutela del suolo.

In sintesi, per il 2020 in Friuli Venezia Giulia la situazione appare leggermente migliore rispetto al resto d’Italia, quantomeno per alcuni indicatori. In primo luogo la Regione presenta una percentuale di suolo consumato tra le più alte in Italia (il 7,99%), attestandosi al settimo posto, il che si riflette anche sull’elevato consumo pro capite (525 m2/abitante rispetto alla media nazionale di 359). Tuttavia questo indicatore è solo apparentemente elevato poiché è parzialmente dovuto alla densità di popolazione medio-bassa rispetto al panorama italiano.

L’aspetto sicuramente positivo è rappresentato dal cambio di tendenza rispetto agli anni precedenti. L’incremento percentuale di consumo di suolo dal 2019 al 2020 è, infatti, tra i più bassi d’Italia (0,10%, pari a 65,27 ettari, rispetto alla media nazionale di 0,24%) e si è addirittura dimezzato rispetto al biennio precedente (da 0,20% a 0,10%).

In Friuli Venezia Giulia si assiste quindi a una significativa “frenata” nel consumo di suolo, interpretabile in termini di una migliore gestione del territorio.

Percentuale del consumo di suolo per superficie amministrativa aggiornato al 2020. Fonte: SNPA, Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2021

A livello comunale, i primi tre Comuni per incremento di consumo di suolo dal 2019 al 2020 sono Udine (5,09 ettari), San Giorgio di Nogaro (4,02 ettari) e Faedis (2,66 ettari). Rapportando invece il consumo di suolo con l’estensione territoriale, il Comune più “consumato” è Monfalcone (45,9%), seguito da Udine (42,4%) e Pordenone (40,6%).

Tra le buone notizie, nel biennio 2018-2019 diminuisce, rispetto al precedente biennio, la percentuale di consumo di suolo per attività di logistica e distribuzione organizzata (fabbricati, piazzali, strade di accesso ai grandi poli, etc.), che è pari a 1,50% rispetto al 3,31% della media del Nord Est.
Infine, il Rapporto SNPA 2021 evidenzia come in Friuli Venezia Giulia il consumo di suolo nelle aree protette è tra i più bassi d’Italia, assieme a Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta.

Per informazioni più esaustive: Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2021

Ultimo aggiornamento 24/3/2022

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