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Funghi di importazione: controlli sulla radioattività

Tra il 2014 e il 2019 presso il laboratorio di Gorizia del Centro Regionale di Radioprotezione (CRR) sono state eseguite numerose misure sui funghi importati dall'estero. La grande mole di dati analizzati è stata in seguito riassunta in tabelle e grafici.

In questa pagina viene presentata una sintesi dell' attività che è stata condotta in gran parte dal nostro collega e amico Danilo Feliciosi prematuramente mancato nell'estate del 2021 senza poter vedere pubblicato tutto questo.

A Danilo va tutta la nostra riconoscenza, sia sul piano lavorativo che sul piano umano.

Misure e analisi dei risultati

Il Centro Regionale di Radioprotezione (CRR) di Arpa FVG dal 2014 al 2019 ha eseguito presso il laboratorio di Gorizia numerose analisi di spettrometria gamma su campioni di funghi di importazione per determinarne il contenuto di cesio-137 e cesio-134.

Tali controlli, in precedenza effettuati a cura di altri laboratori, erano prescritti da alcuni regolamenti europei e in particolare dal Regolamento n. 1635/2006 (CE) secondo cui tutte le partite di funghi provenienti da paesi terzi in quantità superiori a 10 kg di peso fresco o equivalente dovevano essere sistematicamente sottoposte ad analisi radiometrica.

In questo periodo più di 1700 partite di funghi sono transitate dalla stazione confinaria di Gorizia, principale via d’accesso su gomma dai paesi dell’est europeo. Presso la stazione di confine l’Unità di Sanità Marittima ed Aerea di Frontiera (USMAF) di Trieste si è occupata del prelievo dei campioni e del trasporto per le successive indagini.

Dal 2020, anno di emanazione del nuovo regolamento europeo (UE 2020/1158), il laboratorio del CRR non è più stato chiamato ad eseguire misure.

In seguito all’incidente nucleare di Chernobyl del 1986 ed alla conseguente contaminazione da Cs-137 e Cs-134 che ha interessato vari paesi europei, sono stati emanati dei regolamenti UE secondo i quali alcuni prodotti provenienti da paesi terzi, tra cui le partite di funghi in quantità superiore ai 10 kg di peso fresco o equivalente, dovevano essere sottoposti al prelievo e all’analisi radiometrica.

Alcuni di questi prodotti presentano ancora oggi una contaminazione da cesio radioattivo superiore ai livelli massimi ammissibili.

Studi condotti negli ultimi anni hanno dimostrato infatti che la contaminazione da cesio-137 rimane elevata in campioni derivati da specie che vivono e crescono nelle foreste e nelle aree boschive dei paesi interessati dalla ricaduta radioattiva.

Ciò è vero per diverse ragioni legate principalmente alla persistenza in tali aree di livelli significativi di cesio radioattivo e al tempo di dimezzamento fisico di quest’ultimo, pari a 30 anni.

I regolamenti stabilivano che la somma delle concentrazioni massime di Cs-137 e Cs-134 nel prodotto pronto per il consumo doveva risultare inferiore al valore di 600 Bq/kg perché ne fosse possibile la commercializzazione.

Poiché il radionuclide cesio-134, con un tempo di dimezzamento fisico di circa due anni, è completamente decaduto dall’incidente di Chernobyl, si considera il solo contributo del cesio-137.

Lo stesso regolamento UE 2020/1158 stabilisce che il livello massimo di 600 Bq/kg si riferisca solo al cesio-137 e i controlli possono essere effettuati sul 20 % delle partite in ingresso nell'Unione.

Paesi per i quali era obbligatorio il controllo: Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Liechtenstein, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Moldova, Montenegro, Norvegia, Romania, Russia, Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina.

Il regolamento UE 2020/1158 ha modificato la lista dei paesi eliminando Bulgaria, Croazia, Liechtenstein, Norvegia, Romania e aggiungendo Kosovo e Regno Unito di Gran Bretagna esclusa l’Irlanda del Nord.

Circa l'85 % dei funghi di importazione sono porcini (Boletus edulis) e nella maggior parte dei casi sono funghi congelati o essiccati. Più di un terzo dei funghi proviene dalla Serbia, mentre circa il 3 % proviene dall' Ucraina, dove si trova l'impianto nucleare di Chernobyl e il 2 % dalla Bielorussia, paese confinante.

Su più di 1700 partite di funghi analizzate, solo una è risultata avere una concentrazione di Cs-137 pari a circa 800 Bq/kg superiore al livello di radioattività ammissibile (600 Bq/kg). Più dell’80 % dei campioni misurati per un intervallo di tempo di 900 secondi ha una concentrazione di attività superiore alla Minima Attività Rilevabile (MAR) che varia da 1 a 6 Bq/kg in relazione alla strumentazione di misura utilizzata.

La concentrazione media annua di Cs-137 dal 2014 al 2019 è compresa tra i 5 e i 12 Bq/kg e varia in modo significativo a seconda del paese di origine, con un valore medio nell'intero periodo di 37.4 Bq/kg per le partite provenienti dalla Bielorussia fino a valori intorno a 2 Bq/kg per le partite di funghi provenienti da Turchia e Bulgaria.

Maggiori dettagli sulla preparazione dei campioni e sulla strumentazione di misura si trovano nell'articolo presentato al XXXVI Congresso Nazionale di Radioprotezione svoltosi a Matera nel 2015 con i risultati aggiornati a quella data.

Ultimo aggiornamento 21/11/2022

URL: https://www.arpa.fvg.it/temi/temi/radiazioni/sezioni-principali/radioattivita-negli-alimenti/funghi-di-importazione-controlli-sulla-radioattivita/