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Consumo di suolo in Italia - Rapporto 2018: la situazione in FVG

20/07/2018

E’ stata pubblicata l’edizione 2018 del Rapporto sul Consumo di Suolo in Italia, presentato il 17 luglio scorso a Roma a Palazzo Montecitorio, frutto del lavoro congiunto di ISPRA e delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente delle Regioni e delle Province Autonome, nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA).

Arpa FVG, in qualità di componente della “Rete dei referenti per il monitoraggio del territorio del consumo di suolo”, ha collaborato all’elaborazione dei dati a livello regionale.

L’attività di monitoraggio del consumo di suolo avvenuto nel periodo 2016-2017, è stata coordinata da ISPRA, ed è stata condotta prevalentemente mediante l’utilizzo dei dati rilevati dal satellite Sentinel 2 (Programma Europeo di osservazione della terra Copernicus), oltre che di altre immagini telerilevate disponibili e di dati ancillari.

L’analisi effettuata ha consentito di distinguere tra consumo di suolo permanente (edifici, fabbricati; strade asfaltate; sede ferroviaria; aeroporti; porti; altre aree impermeabili/pavimentate non edificate - piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi; serre permanenti pavimentate; discariche) e consumo di suolo reversibile (strade sterrate; cantieri e altre aree in terra battuta - piazzali, parcheggi, cortili, campi sportivi, depositi permanenti di materiale; aree estrattive non rinaturalizzate; campi fotovoltaici a terra; altre coperture artificiali la cui rimozione ripristina le condizioni iniziali del suolo).

L’interpretazione delle immagini e le successive elaborazione dei dati ottenuti ha permesso di valutare il bilancio netto tra nuovo consumo e aree rispristinate (in genere cantieri). I valori assoluti dei cambiamenti a livello nazionale sono stati stimati da ISPRA pari a circa 52 km2. La ripresa del consumo di suolo nel Nord-est e in altre regioni del Nord Italia viene messa in relazione con la ripresa economica che si avverte in queste aree del Paese.

La tendenza degli ultimi decenni ha mostrato come vi sia un disaccoppimento tra la crescita demografica e la trasformazione del suolo naturale in quanto spesso i processi di urbanizzazione sono aumentati anche in presenza di stabilizzazione, in alcuni casi di decrescita, della popolazione residente.

A livello regionale nel 2017 la regione Friuli Venezia Giulia si pone al quinto posto tra le regioni che presentano il più elevato consumo di suolo, raggiungendo un valore pari al 8,92%.

Consumo di suolo in Italia - Rapporto 2018

In termini di incremento di consumo di suolo rispetto alla superficie artificiale dell’anno precedente (differenza 2016-2017), in regione, si è assistito ad una perdita di suolo naturale pari a 292 ettari (+0,41%), valore che ci pone al secondo posto nel panorama nazionale, dopo il Veneto (+0,50%). L'incremento medio a livello nazionale è stato dello 0,23%.

Gran parte dei cambiamenti rilevati risultano rientrare all’interno del consumo di suolo reversibile nella classe “Cantieri e altre aree in terra battuta” (Cantieri stradali, altri Cantieri edili in generale, Piazzali, parcheggi, cortili, depositi permanenti di materiale). Queste aree, in molti casi, verranno trasformate in consumo di suolo permanente ma, almeno in parte, potrebbero essere recuperate e rinaturalizzate una volta terminata la cantierizzazione.

A livello provinciale i dati dimostrano come gli incrementi maggiori si siano avuti nelle provincia di Udine (+182 ha, incremento pari allo 0,48%) e Pordenone (+83 ha incremento pari allo 0,41%).

«L’Europa e le Nazioni Unite ci richiamano alla tutela del suolo, del patrimonio ambientale, del paesaggio, al riconoscimento del valore del capitale naturale e ci chiedono di azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050 (Parlamento Europeo e Consiglio, 2013), di allinearlo alla crescita demografica e di non aumentare il degrado del territorio entro il 2030 (UN, 2015). Tali obiettivi sono ancor più importanti per noi, alla luce delle particolari condizioni di fragilità e di criticità del nostro Paese, rendendo urgente la definizione e l’attuazione di politiche, norme e azioni di radicale contenimento del consumo di suolo e la revisione delle previsioni degli strumenti urbanistici esistenti, spesso sovradimensionate rispetto alla domanda reale e alla capacità di carico dei territori» (Rapporto 2018 par. 1.4).

In linea con tali previsioni, a livello regionale è stata emanata la  L.R. 21/2015 (“Disposizioni in materia di varianti urbanistiche di livello comunale e contenimento del consumo di suolo”) che promuove il riuso del patrimonio edilizio esistente, favorendo la valorizzazione e la tutela dell’ambiente, del paesaggio, la rigenerazione urbana e il contenimento del consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile.

Come previsto dalla L. 132/2016 (Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) le attività di monitoraggio del territorio in termini di uso, copertura e consumo di suolo nel nostro Paese, vengono assicurate dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e permettono di avere un quadro aggiornato annualmente dell’evoluzione dei fenomeni del consumo di suolo, delle dinamiche di trasformazione del territorio e della crescita urbana.

 

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