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Avviata l'attività di campionamento e analisi dei sedimenti marini del Friuli Venezia Giulia in applicazione al DM 173/2016

28/06/2017
Avviata l'attività di campionamento e analisi dei sedimenti marini del Friuli Venezia Giulia in applicazione al DM 173/2016
Avviata l'attività di campionamento e analisi dei sedimenti marini del Friuli Venezia Giulia in applicazione al DM 173/2016

É cominciata l’attività di campionamento e di analisi di sedimenti prelevati nell’intero arco dell’area marino-costiera del Friuli Venezia Giulia, finalizzata a individuare i livelli chimici di riferimento locali, conformemente a quanto disposto dal Decreto Ministeriale n° 173/2016.
Arpa FVG è impegnata nella supervisione dei campionamenti in mare e nell’esecuzione di analisi chimiche ed ecotossicologiche sui sedimenti prelevati.

La prima fase del campionamento è cominciata nel mese di maggio e si concluderà nel mese di luglio, prevedendo il prelievo di 120 campioni complessivi, raccolti al ritmo di 10 alla settimana, compatibilmente con le condizioni metereologiche.
Entro il mese di settembre verranno effettuati ulteriori campionamenti per le prove di bioaccumulo, effettuati in 20 punti, scelti tra i 120 della prima fase in base ai risultati delle analisi chimiche ed ecotossicologiche.

Le prove ecotossicologiche, utilizzate come screening preliminare per ottimizzare le successive analisi chimiche, vengono effettuate a Udine nella sezione Analisi Microbiologiche del Laboratorio Analisi Ambientali e Matrici Sanitarie.
Le analisi chimiche, invece, vengono svolte a Trieste nel Laboratorio Acque Marino Costiere e Qualità dell’Aria.

Nella sede di Udine vengono eseguite due analisi ecotossicologiche:

  • il saggio di tossicità sulla fase solida con batteri bioluminescenti Vibrio fischeri
  • il saggio su fase liquida con l’alga marina Phaeodactylum tricornutum.

Il primo test viene effettuato mettendo in contatto una sospensione di batteri marini della specie Vibrio fischeri con una diluizione dei sedimenti, misurando dopo 30 minuti l’eventuale inibizione della bioluminescenza naturalmente emessa dai microrganismi, che si verifica in presenza di sostanze tossiche.

Il secondo test (metodo UNI EN ISO 10253:2006) permette di evidenziare la presenza di sostanze nocive tramite l’inibizione da esse provocata della crescita di una sospensione di diatomee marine della specie Phaeodactylum tricornutum, misurata nell’arco di 72 ore.

Nella sede di Trieste verranno eseguite le analisi chimiche previste dal DM 173/2016 con le consuete tecniche analitiche relative all’analisi chimica sui sedimenti.

La caratterizzazione dei sedimenti verrà completata con le prove di bioaccumulo dei contaminanti nei policheti, che permetterà di apprezzare il rischio associato al possibile trasferimento negli organismi marini delle sostanze inquinanti presenti nei sedimenti.