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Primo studio sulle nanoparticelle nei fiumi del Friuli Venezia Giulia

28/09/2017

Il Laboratorio di Arpa FVG ha partecipato alla 20° International Conference on Advanced Nanotechnology, tenutasi ad Amsterdam l’11 e il 12 settembre, con un poster dal titolo “Study of nanoparticles in few rivers in North East Italy”.

Le nanoparticelle trovano applicazione in numerosi settori, come per esempio nella produzione di farmaci, nella cosmetica, nell’industria alimentare, nell’elettronica e nei materiali per le costruzioni. Hanno una dimensione compresa tra 1 e 100 nm (1 nm è un miliardesimo di metro), e possono essere di origine sia naturale che artificiale. Le loro caratteristiche fisico-chimiche cambiano in funzione dei materiali che le costituiscono, della loro dimensione e della loro forma.

La nanoparticelle aprono nuove prospettive in molti campi tecnologici, tuttavia non è stato ancora valutato in modo esaustivo il loro impatto sulla salute umana e sugli ecosistemi. Fino a pochi anni fa non era pensabile pianificare il loro monitoraggio sistematico nell’ambiente, vista la mancanza di metodi analitici applicabili alla routine quotidiana.

Cogliendo le opportunità fornite dall’evoluzione tecnologica nel settore analitico, la sezione microinquinanti inorganici del Laboratorio di Arpa FVG ha  acquisito un SP-ICP-MS (Single Particle Inductively Coupled Plasma Mass Spectrometry) con un software dedicato all’analisi delle nanoparticelle. Il metodo analitico utilizzato permette una loro caratterizzazione e quantificazione utile a eseguire uno screening ambientale.

Questo ha permesso la progettazione e l’esecuzione di una delle prime ricerche italiane di nanoparticelle  nelle acque superficiali. A tale scopo sono stati prelevati e analizzati campioni in dieci fiumi della regione Friuli Venezia Giulia, esposti a diverse tipologie di inquinamento.

Lo studio sperimentale ha permesso di verificare l’attendibilità del metodo analitico utilizzato, superando le problematiche legate alla bassa concentrazione delle nanoparticelle nei campioni ambientali. La messa a punto di questo metodo apre la porta a future ricerche nell’ambiente più approfondite e la sua applicazione ad altre matrici, ad esempio nel settore alimentare e cosmetico.