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Arpa, complessivamente buono lo stato ecologico dei nostri mari

11/08/2017

Le analisi effettuate dall'Arpa del Friuli Venezia Giulia nei primi mesi estivi del 2017 nelle aree destinate alla balneazione confermano quanto già si sapeva e gli andamenti degli anni precedenti: solo una delle 57 aree balneabili lungo la costa del Friuli Venezia Giulia presenta una qualità delle acque buona, mentre tutte le altre 56 aree sono classificate come eccellenti; inoltre, al momento non sono presenti limitazioni nelle zone balneabili.

Queste considerazioni sono state fatte dai tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, Arpa, nel corso dell’incontro promosso da Legambiente a Lignano Sabbiadoro in occasione della presentazione dei monitoraggi effettuati da Goletta Verde.

In tale occasione il direttore di Arpa, Luca Marchesi, ha ricordato il grande impegno, anche finanziario, dell’Agenzia per l’ambiente per produrre dati di qualità ai fini della balneazione. Nell’arco della stagione di monitoraggio sono infatti impegnati una decina tecnici, per oltre un migliaio di ore di lavoro. Marchesi ha anche sottolineato che la qualità dei dati prodotti dall’Agenzia per l’ambiente è molto elevata, sia per la competenza del personale, sia per i processi certificati seguiti in tutte le fasi di lavorazione dei campioni, dalla raccolta al trasporto, dall’analisi in laboratorio alla diffusione dei risultati. Per Marchesi questo significa che i cittadini del Friuli Venezia Giulia possono essere certi che le aree balneabili sono sicure.

Nel corso dell’incontro i tecnici di Arpa hanno anche spiegato le modalità con cui sono effettuati i monitoraggi e le modalità di classificazione degli eventuali superamenti degli indicatori biologici.

Le località del Friuli Venezia Giulia considerate come balneabili sono complessivamente 66: 57 sono località costiere, 9 interessano acque interne (laghi, fiumi). Nelle 57 località marino-costiere sono effettuati annualmente ben 342 campioni di acqua sui quali viene valutata la contaminazione fecale; complessivamente nei 4 anni di monitoraggio richiesti per la classificazione di balneabilità sono effettuati 1.348 campionamenti d’acqua.

Negli ultimi quattro anni le criticità sono state molto contenute. Nelle acque di balneazione gli inquinamenti sono definiti “di breve durata” (occasionali) o “non di breve durata”. Solo nel secondo caso vengono posti dei limiti alla balneazione.

Gli inquinamenti di breve durata non preoccupano più di tanto, poiché si risolvono naturalmente nell’arco di poche giorni o ore. Possono essere causati, infatti, anche da avverse condizioni meteo, come forti piogge o vento forte. Nessun inquinamento di breve durata è stato evidenziato nella stagione balneare 2013 e 2015, mentre se ne sono contati 3 nel 2014 e 4 nel 2016.

Sono invece gli inquinamenti non di breve durata a preoccupare maggiormente, poiché sono dovuti, ad esempio, alla presenza di scarichi a mare anomali. L’ultimo inquinamento di questa tipologia risale al 2013 ed era stato riscontrato a  Marina Julia – Monfalcone; nessun grave inquinamento è stato invece riscontrato nelle stagioni balneari 2014, 2015 e 2016. I dati del 2017 finora raccolti confermano questa situazione molto positiva per le nostre spiagge.

Anche la presenza di alghe a potenziale rischio sanitario è sotto controllo in questa prima parte del 2017. I monitoraggi effettuati dall’agenzia per l’ambiente su Ostreopsis ovata sembrano indicare una riduzione della micro-alga, dopo le segnalazioni del 2009, 2011 e del 2014, confinate tuttavia nella costa Triestina.

L’Agenzia per l’ambiente ha presentato anche alcune considerazioni sullo stato ecologico delle acque marino-costiere e sulle acque di transizione lagunari. Tutti i 19 corpi idrici marino-costieri presentano uno stato ecologico buono. Per i corpi idrici lagunari la qualità ecologica è più critica poiché la laguna è un ambiente soggetto a forte variabilità: solo 3 corpi idrici presentano uno stato ecologico buono, 10 sufficiente, mentre per 4 il giudizio è scarso.

In conclusione Arpa ha presentato anche dei dati preliminari sui rifiuti spiaggiati e sulle microplastiche, due problematiche definite emergenti, tanto che sono in atto approfondite indagini coordinate a livello nazionale nel cosiddetto programma marine strategy. Sui rifiuti spiaggiati Arpa effettua annualmente 2 campionamenti (marzo e novembre) in 4 località rappresentative. I rifiuti sono poi classificati per categoria merceologica, censiti e pesanti. Più del 70% dei rifiuti spiaggiati è costituito da plastica e polistirolo, seguono vetro e ceramica (8%), legno (6%), carta e cartone (5%), rifiuti sanitari (5%). Arpa effettua anche due campionamenti all'anno per la valutazione delle microplastiche in due aree (transetti) prospicienti Lignano Sabbiadoro e Trieste. Le microplastiche - sono quelle con dimensioni tra i 5 mm è i 330 micron - rappresentano un problema emergente per i nostri mari in quanto possono essere ingerite dai pesci e dalle altre specie acquatiche causando danni chimici meccanici e fisiologici.

Altre informazioni:
> La qualità delle acque di balneazione
> Lo stato ecologico delle acque marino-costiere