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Il Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale, inodore ed incolore, prodotto dal decadimento dell’uranio. L’uranio è fra i più antichi elementi naturali esistenti ed è distribuito più o meno ovunque sulla crosta terrestre, perciò anche il radon è presente in tracce nel sottosuolo quasi dappertutto.

Nel suolo generalmente le concentrazioni di radon sono più elevate mentre all'aperto il radon si diluisce rapidamente; negli ambienti chiusi invece, soprattutto in conseguenza del ridotto ricambio d’aria, il radon può concentrarsi, raggiungendo talvolta valori anche molto elevati.

Il radon è quindi un gas naturale, non causato dall’inquinamento, tuttavia è molto pericoloso per la salute: l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha classificato come cancerogeno certo ed è ritenuto essere la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta.

 

Come si propaga

Il radon generato dall’uranio presente nel terreno si diffonde nell’aria presente nel sottosuolo che è in costante scambio con l’aria dell’atmosfera.

Da un sottosuolo poroso o fratturato diffonde facilmente in superficie raggiungendo anche distanze considerevoli dal punto in cui è stato generato.

Viceversa, un terreno compatto, per esempio con un’alta percentuale di limi o argille, può costituire una forte barriera alla sua diffusione.

La potenziale emanazione di radon dal terreno, quindi, dipende dalla tipologia delle rocce che lo compongono, dal loro grado di fratturazione e dalla permeabilità del terreno stesso.

Ognuno di questi fattori può giocare un ruolo importante: ad esempio, una piccola quantità di radon in un terreno molto permeabile può portare a concentrazioni di radon indoor più alte che una grande concentrazione di radon in un terreno impermeabile.

Questa situazione si verifica nella regione Friuli Venezia Giulia dove la permeabilità del terreno è in genere elevata e diventa il fattore principale di emanazione dal suolo.

Tale emanazione é influenzata anche dalle variazioni di temperatura e di pressione dell’aria che ne provocano oscillazioni stagionali e giornaliere.

 



ultimo aggiornamento: martedì 26 marzo 2013