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Caratterizzazione radiologica del poligono Cellina-Meduna

poligonoA seguito del rinvenimento di contaminazione da torio 232 (Th-232) dovuta all’utilizzo di missili MILAN da esercitazione presso il poligono militare Cellina-Meduna, ARPA FVG ha condotto, tra la fine del 2013 ed il maggio 2015, un complesso studio volto alla caratterizzazione radiologica del poligono stesso.


Le valutazioni di radioprotezione hanno confermato quanto già indicato in precedenza sulla base dei risultati delle misure preliminari e cioè che non vi è pericolo alcuno per la salute della popolazione residente nei comuni interessati dalle attività del poligono e limitrofi ad esso.
 

 

Obiettivi principali

  • Determinare i livelli di contaminazione e definire le aree e i volumi contaminati
  • Valutare l’eventuale contaminazione di falde acquifere e della catena alimentare
  • Determinare l’eventuale necessità di intervento e sue modalità
  • Valutare l’eventuale dose alla popolazione
  • Valutare la dose ai lavoratori impegnati nella eventuale bonifica
 

Risultati ottenuti

poligono-2Aree e volumi contaminati

I bersagli contaminati sono risultati essere 4 di 8, nello specifico quelli individuati dai numeri 5, 6, 7 e 8, e la contaminazione è risultata strettamente confinata ai bersagli stessi ed alle loro immediate vicinanze. Le numerose misure effettuate in maniera sistematica all’interno ed all’esterno della superficie delimitata dalla concertina di filo spinato posizionata dalle Forze Armate, hanno permesso di escludere contaminazioni all’esterno delle zone citate.

Le superfici contaminate, considerate cautelativamente, sono risultate pari a circa 4000 m2, cioè circa il 4‰ dell’area delimitata dalla concertina e circa un decimillesimo della superficie dell’intero poligono.
 


Livelli di contaminazione

Le stime totali dell’attività di torio 232 sui bersagli contaminati, anche in questo caso calcolate in maniera del tutto cautelativa, comprensive del torio 232 naturalmente presente nel sito, forniscono valori superiori di un ordine di grandezza a quelli che potrebbero essere stimati sulla base del numero di missili MILAN che il Comando Militare Esercito del Friuli Venezia Giulia ha dichiarato siano stati sparati nell’area del poligono. Alcune stime più realistiche forniscono, invece, valori compatibili con tali dichiarazioni.

Falde acquifere

Le misure effettuate presso i laboratori di radiochimica di ARPA Piemonte ed ARPA Lombardia, hanno permesso di escludere la presenza di uranio impoverito nei suoli e di contaminazione da torio 232 nelle acque potabili e di falda.

Catena alimentare

Le misure effettuate su campioni di alimenti prodotti nelle immediate vicinanze del poligono, su campioni di vegetali e particolato atmosferico prelevati sui bersagli risultati contaminati, non hanno mostrato concentrazioni di torio 232 diverse da quelle naturalmente presenti in tali matrici.

Popolazione

Le valutazioni di radioprotezione effettuate anche sulla base dei livelli di riferimento forniti su richiesta di ARPA FVG, dall’Istituto Superiore della Sanità, hanno confermato quanto già indicato in precedenza sulla base dei risultati delle misure preliminari e cioè che non vi è pericolo alcuno per la salute della popolazione residente nei comuni interessati dalle attività del poligono e limitrofi ad esso, come conseguenza delle attività esercitative con missili MILAN svolte fino al 2004 presso il poligono Cellina-Meduna.
 

Necessità di intervento

Le stesse valutazioni hanno messo in evidenza che le concentrazioni di torio 232 misurate in aree molto ristrette, non generano livelli di azione che portino a necessità di bonifica, dal punto di vista radiologico, dell’area stessa.
 

Lavoratori

Sono state effettuate valutazioni di dose per i lavoratori che dovessero effettuare una bonifica dei rilievi relativi ai bersagli contaminati, a causa di livelli troppo elevati di altri inquinanti. I risultati permettono di affermare che, anche in questo caso, non vi sia pericolo alcuno per la salute dei lavoratori, neppure nel caso, assolutamente improbabile dati i piccoli volumi interessati dalla contaminazione, che essi debbano lavorare per 1800 ore (225 giornate lavorative da 8 ore ciascuna) sul bersaglio più contaminato, anche senza la schermatura costituita dalla struttura degli eventuali mezzi meccanici utilizzati.

 

Soggetti coinvolti

poligono-1Lo studio è stato svolto dalla Struttura Operativa Semplice Fisica Ambientale di ARPA Friuli Venezia Giulia, con il supporto del Laboratorio Unico Regionale della stessa ARPA FVG ed in collaborazione con il Dipartimento Provinciale di Pordenone della stessa Agenzia.

Hanno inoltre contribuito allo studio l’ex A.S.S. 6 “Pordenonese”,  con i campionamenti di acque potabili ed alimenti, ed i laboratori di radiochimica di ARPA Piemonte ed ARPA Lombardia, per le misure, rispettivamente, di uranio impoverito nei suoli e α e β totale e torio nelle acque.

La SOS Fisica Ambientale è stata accompagnata presso il poligono Cellina Meduna, e supportata logisticamente, da personale della 132^ Brigata Corazzata “ARIETE”.

Lo studio ha comportato 27 giornate di lavoro in campo, prelievi di decine di campioni e conseguente loro trattamento e preparazione, centinaia di misure sia in campo che in laboratorio, oltre all’elaborazione dell’enorme mole di dati prodotti.

 

Documenti




ultimo aggiornamento: mercoledì 20 settembre 2017