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Campi elettromagnetici e salute

Gli effetti sanitari correlati con l'esposizione ai campi elettromagnetici si distinguono in effetti a breve termine (o acuti) ed effetti a lungo termine (o cronici). Gli effetti a breve termine sono correlati ad una esposizione di breve durata caratterizzata da elevati livelli di campo, mentre gli effetti a lungo termine sono correlati ad una esposizione di lunga durata caratterizzata da bassi livelli di campo.

Per le frequenze estremamente basse gli effetti a breve termine sono principalmente quelli derivanti da stimolazione elettrica dei tessuti muscolari e nervosi, mentre per le radiofrequenze sono costituiti principalmente dagli effetti termici connessi al riscaldamento.

Gli effetti a lungo termine invece sono stati studiati da indagini epidemiologiche. Con specifico riferimento alla cancerogenicità occorre considerare le relative categorie indicate dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC):

  • gruppo 1 (cancerogeni),
  • gruppo 2A (probabilmente cancerogeni),
  • gruppo 2B (possibilmente cancerogeni),
  • gruppo 3 (non classificabili),
  • gruppo 4 (probabilmente non cancerogeni).

A titolo indicativo, il gruppo 1 comprende il fumo di tabacco, il radon, le bevande alcoliche, la radiazione solare, mentre il gruppo 2B comprende il caffè, la saccarina, l’atrazina, il DDT.

I campi magnetici a frequenza estremamente bassa sono classificati “possibilmente cancerogeni” (gruppo 2B) già da diversi anni, mentre solo recentemente uno studio dello IARC classifica nel citato gruppo 2B anche i campi elettromagnetici a radiofrequenza associati all’uso personale di telefoni senza fili.
In particolare, lo studio sopra richiamato ha esaminato tre diverse categorie di esposizione:

  • esposizioni professionali a radar e microonde,
  • esposizioni ambientali associate a segnali radio, televisivi e di telecomunicazione in genere,
  • esposizioni personali associate all’uso di telefoni senza fili.


Lo studio rileva “limitate” evidenze di cancerogenicità associata all’uso personale di telefoni senza fili, cioè delle evidenze positive da approfondire con ulteriori studi; mentre rileva “inadeguate” evidenze di cancerogenicità associata agli altri due tipi di esposizioni, cioè evidenze insufficienti a stabilire la presenza o l’assenza di una associazione causale fra esposizione e cancro.

Infatti, l’uso del telefonino personale causa un’esposizione umana più alta rispetto a quella dovuta ai campi elettromagnetici emessi dagli impianti, a causa della vicinanza all’antenna del telefonino. In attesa della disponibilità di ulteriori studi sul rischio da esposizione associata all’uso personale di telefoni senza fili, lo studio dello IARC ritiene importante adottare accorgimenti preventivi quali l’utilizzo di auricolari e di messaggi di testo, pertanto è opportuno promuovere una corretta educazione all’uso del telefono senza fili, con particolare attenzione agli utenti più giovani.



ultimo aggiornamento: martedì 05 marzo 2013