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7-8 aprile 2021: due gelate intense sulla pianura friulana

10/04/2021
mappa sintetica delle temperature minime a 2 metri misurate dalla rete meteorologica regionale del Friuli Venezia Giulia nella mattina del 7/4/2021
Temperature minime a 2 metri misurate dalla rete meteorologica regionale del Friuli Venezia Giulia nella mattina del 7/4/2021

Nelle prime ore del mattino dei giorni 7 e 8 aprile 2021 su tutta la pianura del Friuli Venezia Giulia si sono registrate temperature inferiori a 0 °C.

La gelata più intensa è stata quella del giorno 7: la figura 1 (1a mappa sintetica, 1b mappa dettagliata) mostra come in molte località della pianura le temperature minime, misurate a 2 metri di altezza, sono scese sotto i -3 /-4 °C.

Come è normale in fenomeni di questo tipo (gelate radiative), le temperature misurate più vicino al suolo hanno registrato valori ancor più bassi: mediamente a 50 cm di altezza i valori termici sono risultati inferiori di 1/1,5 °C come evidenziato nella figura 2.


Effetti sulle colture

Purtroppo la gelata di quest’anno ha portato gravi danni nel settore agricolo. Particolarmente colpiti sono stati i fruttiferi quali melo, pesco e actinidia (figura 4). Danni importanti anche su colture orticole (asparago), mentre per la vite i danni sono stati meno importanti e solo su varietà a germogliamento precoce.

Ricordiamo infatti che il livello di danno è correlato allo stadio di sviluppo delle colture: in generale, a parità di temperature minime, quanto più sviluppata è la coltura tanto maggiore sarà il danno.

Per tale motivo la gelata del 1997 è stata probabilmente una delle più dannose; analogamente, anche quella del 21 aprile 2017, pur non essendo molto intensa, ha determinato forti danni visto lo sviluppo molto avanzato delle colture.

I danni di quest’anno non sono ancora stati quantificati pienamente, ma purtroppo sembrano ingenti.

 

Qual è la spiegazione meteorologica di questo evento?

La fase molto fredda che ha interessato anche la nostra regione nelle giornate del 7 e 8 aprile è stata determinata dall'irruzione di una massa d'aria di origine artica in quota che, tra domenica 4 e martedì 6, si è portata dalla Groenlandia al Nord Italia. Dopo una fase perturbata, martedì 6 mattina, che ha portato la neve con accumuli al suolo anche su zone a bassa quota, come il Carso e le valli del Natisone (ma fiocchi si sono visti anche al livello del mare), l'ingresso della Bora ha portato l'aria fredda anche nei bassi strati, con temperature diurne piuttosto basse (6-8 °C). Complice l'allontanamento veloce del sistema perturbato, nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7, e i conseguenti rasserenamenti, si è registrato un ulteriore calo termico per irraggiamento, più deciso nei luoghi dove il vento è stato prossimo alla calma e, limitatamente ad alcune zone del Carso, dove vi era neve al suolo.

Anche la notte successiva, nonostante il moderato riscaldamento diurno che ha portato le massime di mercoledì 7 fin sui 15 °C, il cielo sereno, l'aria secca e il vento debole hanno favorito nuovamente le gelate diffuse.

 

Cos’è una “gelata radiativa”?

Dal punto di vista dell’origine meteorologica, si distinguono diversi tipi di gelata: quella “radiativa” è dovuta all’irraggiamento notturno. Durante la notte il terreno perde calore per irraggiamento, emette cioè dei raggi infrarossi che si disperdono prima nell’atmosfera e poi nello spazio: perciò a partire dal tramonto la temperatura della superficie del terreno tende a diminuire sempre più fino a che il sole non sorge nuovamente. L’aria che si trova a contatto con il terreno viene quindi raffreddata da quest’ultimo: di conseguenza l’aria è più fredda vicino al suolo e più calda a 2 metri o a 10 metri d’altezza. Questo fenomeno, detto dell’inversione termica notturna, è tanto maggiore quanto più l’aria è limpida e tersa, non vi sono nuvole o foschie, l’umidità dell’aria è bassa e non vi è vento. In queste condizioni, quando la temperatura massima del giorno è di 11-13 °C, o al tramonto di 5-6 °C, la temperatura durante la notte può scendere sotto 0 °C e si verifica quindi la gelata per irraggiamento (come illustrato nella figura “Gelata per irraggiamento notturno”).

 

Climatologia delle gelate in aprile nel FVG

Esaminando i dati termici di aprile dal 1991 ad oggi, si può notare come in 8 anni su 31 si sia verificata almeno una giornata con temperature sottozero diffuse su tutta la pianura regionale. In alcuni casi nello stesso mese di aprile vi sono stati due o tre giorni consecutivi caratterizzati da gelate, come ad esempio il caso dell’anno scorso (1-2 aprile 2020), del 2003 (7-8 aprile) o anche di quest’anno (7-8 aprile). 

La figura 3 mostra la temperatura minima ad aprile raggiunta sulla pianura friulana (media di 10 stazioni) negli anni in cui si sono verificati tali eventi.

Oltre al dato di temperatura viene indicato anche il giorno di aprile in cui l’evento si è verificato.

Si può vedere come la gelata più intensa ed estesa sia stata quella dell’8 aprile del 2003, seguita quindi da quella di mercoledì 7 aprile 2021. Il terzo caso è quello del 17 aprile del 1997, che si è verificato molto in avanti nel corso del mese.