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Abbondanza di pollini di faggio: implicazioni ambientali e sanitarie

25103955Il monitoraggio della concentrazione pollinica nell’aria sta registrando, per il 2016, una eccezionale abbondanza di pollini di faggio in tutto il centro-nord Italia. Questo polline viene costantemente monitorato dalle Agenzie ambientali, non solo per l’impatto diretto sulla salute delle persone, dato che è poco allergenico, ma anche per le importanti implicazioni di carattere ambientale e sanitario.

Il faggio, una pianta molto diffusa in Europa, predilige i climi umidi e temperati del piano montano. La sua espansione è favorita anche dalle attività dell’uomo che ne utilizza il legno. Il faggio fiorisce in modo altalenante, con annate eccezionali come questa.

I grafici, ottenuti dai dati forniti da Arpa ERArpaTArpaV e Arpa Piemonte, mostrano l’abbondanza pollinica del faggio registrata dalla rete nazionale di monitoraggio aerobiologico POLLnet di cui fanno parte: in quattro città del centro-nord Italia, Modena, Pistoia, Vicenza e Novara, si sta registrando una abbondante fioritura del faggio dopo due anni di quasi assenza di questi pollini in aria. Anche in tre città del Friuli Venezia Giulia, Pordenone, Tolmezzo e Trieste, si evidenzia lo stesso trend.

 

faggio centro nord  faggio FVG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’abbondanza di pollini di faggio comporta una maggior produzione di frutti, conosciuti come “faggiole”. Il termine “Fagus”, di origine greca, significa “commestibile”, proprio per il carattere estremamente appetibile delle faggiole per alcuni animali del bosco, tra cui cinghiali e piccoli roditori. Questo tipo di fauna, grazie alla maggior disponibilità di cibo, può mostrare un aumento di popolazione e di diffusione, causando potenziali rischi per la salute dell’uomo e degli animali domestici.

Diversi studi, infatti, riportano che piccoli roditori, come scoiattoli, ghiri ma soprattutto topi e arvicole, sono implicati nella trasmissione di zoonosi, malattie trasmissibili da animale selvatico ad animale domestico e in taluni casi anche all’uomo, come avviene ad esempio per le zoonosi trasmesse da zecche.

I piccoli roditori fungono da ospiti degli stadi immaturi di zecche: Ixodes ricinus è la principale zecca vettore di malattie pericolose per l’uomo come la borreliosi di Lyme e l’encefalite da zecca. Questa specie sta ampliando il proprio areale di diffusione in Italia e in Europa, anche grazie agli animali selvatici, mammiferi e uccelli migratori, che la trasportano in nuove aree da territori anche extra nazionali ed extra europei, ad altitudini e latitudini più elevate (L. Tomassone, Università di Torino).

Il monitoraggio e la quantificazione del polline di faggio permette di valutare, in assenza di eventi come le gelate, l’abbondanza di faggiole disponibili e quindi anche il possibile incremento della popolazione di piccoli mammiferi ospiti per le zecche. Per questo, quantificare la presenza dei fiori tramite i pollini è utile alla ricerca che studia la diffusione e prevenzione delle zoonosi.

Il monitoraggio, inoltre, permette di studiare la risposta del faggio ai cambiamenti climatici in atto e all’aumento di CO2 in atmosfera. Alcuni studi, infatti, indicano che le faggete rispondono all’aumento di temperatura con una maggior vitalità e una maggior produzione di frutti.

La collaborazione tra le varie Agenzie all’interno della rete POLLnet è utile per inquadrare questo fenomeno su scala nazionale. Già da anni infatti Arpa FVG e le altre Agenzie ambientali stanno adottando, in un ottica di “sistema”, pratiche e procedure condivise al fine di monitorare al meglio i pollini in atmosfera e lo stato dell’ambiente.



ultimo aggiornamento: mercoledì 01 giugno 2016