Regione autonoma Friuli Venezia GiuliaRegione autonoma Friuli Venezia Giulia

Relazione sull'attività di monitoraggio aerobiologico in Friuli Venezia Giulia - anno 2021

La presente relazione contiene l’aggiornamento al 2021 dei dati di concentrazioni polliniche giornaliere raccolti da Arpa FVG a partire dal 2005 nelle quattro stazioni di monitoraggio di Pordenone, Trieste, Lignano Sabbiadoro e Tolmezzo.

Il decennio di riferimento è quello 2011-2021, a meno dell’anno 2020, quando, per le restrizioni dovute alla pandemia Covid-19 tuttora in corso, il monitoraggio pollinico è stato sospeso in gran parte delle stazioni proprio nei mesi primaverili, solitamente i più significativi. A causa dell’emergenza sanitaria, anche nel 2021 il monitoraggio presso la stazione di Tolmezzo presenta delle lacune: il campionatore, posto sul tetto di una casa di riposo e pertanto non agibile, è stato sostituito da un analogo sul tetto dell’Azienda sanitaria a partire dal 18 gennaio.

In regione, nell’anno 2019 è iniziato il monitoraggio dei pollini del gelso e della brussonezia, appartenenti alla famiglia delle Moracee, così come del luppolo e della canapa (Famiglia Cannabacee), stanti la presenza importante osservata già negli anni precedenti ed alcune informazioni della letteratura che ne attestano la forte allergenicità.

I dati del 2021, raggruppati per tipologie di piante, indicano ancora che l’area triestina è sempre impattata dalla maggior quantità di polline; in città e sul Carso predominano, come si era visto anche nel 2019, i pollini del cipresso, del ginepro e delle Moracee, ovvero gelso e brussonezia, come pure dei pini. Tra le erbe, invece, quella di gran lunga più abbondante è sempre la parietaria (famiglia delle Urticacee).
A Pordenone e, in generale, nella pianura friulana, prevalgono le Graminacee in primavera e le spore di funghi e muffe, presenti in particolare a fine estate; la piantaggine o lanciuola è un’erba che produce polline dalla primavera a fine estate e il quantitativo annuale è abbastanza importante in pianura.
A Tolmezzo e nella media montagna i pollini riscontrati sono soprattutto di ginepro (della famiglia delle Cupressacee), pino, parietaria e Graminacee; nel 2021 anche carpino e nocciolo sono stati significativi nel pur sempre scarso quantitativo totale di pollini in questa zona.
Pure a Lignano i pollini più abbondanti di piante arboree si confermano quelli di cipresso e pino, mentre le erbacee sono rappresentate soprattutto da Graminacee e parietaria; le spore, sebbene abbondanti, sono poco più della metà di quelle registrate in pianura.

Nel 2021, infine, sono stati particolarmente significativi gli spostamenti di masse d’aria dalle zone dell’est Europa, che pure si verificano ogni anno tra la fine di agosto e la metà di settembre e portano in tutta l’area dell’alto Adriatico pollini provenienti dalle pianure della Pannonia (tra Serbia ed Ungheria): la scorsa estate, infatti, i granuli pollinici di ambrosia e assenzio trasportati dal vento sono stati così abbondanti da influire sul quantitativo totale annuo sia sulla costa che nella zona del Carso.

Nel complesso, nel corso del 2021 i pollini sono si sono mantenuti sostanzialmente in linea con la media del decennio di riferimento 2011-2021, mentre, per le stazioni già attive negli anni precedenti, si osserva un aumento solo per Tolmezzo. A differenza del trend mostrato nell’anno 2020, gran parte delle piante monitorate ha manifestato una stazionarietà dei livelli pollinici emessi su tutto il territorio regionale, ad esclusione della betulla e dei carpini, in flessione ovunque, e tranne la zona del Carso, dove si è registrato un calo anche del polline di parietaria ma un aumento di nocciolo, cipresso, tasso, ginepro (appartenenti alla stessa famiglia), piantaggine, graminacee e assenzio e ambrosia. Quest’ultima, tra le specie aliene, è quella su cui si concentra la maggiore attenzione, sia per la sua invasività che per le ricadute in ambito sanitario. È importante notare come nel 2021 la quantità di polline di questa specie sia rimasta stazionaria sia in montagna che in pianura, mentre nella zona del Carso e lungo la costa sia notevolmente aumentata, a causa del notevole apporto attraverso fenomeni di trasporto, come già accennato.

Ultimo aggiornamento 28/3/2022

URL: https://www.arpa.fvg.it/temi/temi/pollini/notizie-in-evidenza/relazione-sullattivita-di-monitoraggio-aerobiologico-in-friuli-venezia-giulia-anno-2021/