Bilancio fioriture algali nei corsi d’acqua 2026: l'impatto di alte temperature e deficit idrico sugli ecosistemi acquatici

Nelle ultime stagioni estive, i corsi d’acqua e i bacini lacustri del Friuli Venezia Giulia stanno affrontando con sempre maggiore frequenza, la combinazione di due fattori meteoclimatici critici: l’aumento delle temperature e un consistente deficit idrico. L'interazione tra l'aumento delle temperature atmosferiche e la riduzione delle portate dei fiumi e dei torrenti locali sta alterando in modo significativo la biologia e la chimica degli ecosistemi d'acqua dolce portando spesso a fioriture algali sempre più evidenti che vengono segnalate ad Arpa FVG.

Arpa Fvg è intervenuta sul territorio regionale per verificare diverse segnalazioni, e in particolare sul Torrente Degano (giugno 2026), sul Torrente Gorgazzo (luglio 2026) e sul Lago di Barcis (agosto 2026).

I risultati delle analisi

Nei due corsi d’acqua fluviali la causa scatenante della fioritura algale riscontrata è stata di natura meteoclimatica e idrologica. Infatti, la combinazione di minor apporto d'acqua e le alte temperature registrate nel corso dell’estate 2026 hanno provocato un’importante proliferazione algale.

Nel Torrente Degano in particolare la fioritura era dominata in modo nettamente omogeneo da Cladophora spp. (alga verde filamentosa tipica di acque a medio-alta corrente e fondo ciottoloso). In aree di calmo idrico compare una comunità diversificata di cf Zygnema, Mougeotia, Spirogyra e aggregati mucillaginosi di diatomee. Nel Torrente Gorgazzo invece ,oltre alla presenza di alghe verdi filamentose (cf Mougeotia, Spirogyra, Tribonema), si è notata la presenza rilevante della diatomea filamentosa Melosira spp. (che diventa dominante nei tratti intermedi), di Vaucheria spp., dell'alga rossa Batrachospermum spp. e di Cianobatteri (Lyngbya e Phormidium).

In entrambi i torrenti i risultati delle analisi effettuate per i composti dell'azoto (nitrico, nitroso, ammoniacale, totale) e del fosforo (ortofosfati, fosforo totale) non hanno evidenziato anomalie, comprovando quindi l'assenza di fenomeni di eutrofizzazione classica derivante da scarichi agricoli o civili e confermando che l’evento è probabilmente un fenomeno “naturale”.

Per quanto riguarda il Lago di Barcis, il sopralluogo è stato effettuato dopo una segnalazione relativa alla presenza di intense molestie olfattive percepite nella zona a metà agosto. L’invaso è stato perciò monitorato lungo la sponda in 3 punti principali presso l'abitato di Barcis, lungo il Sentiero degli Alpini e nei pressi di Ponte Antoi.

Dalla verifica effettuata è risultato che l'odore era causato da un fenomeno naturale dovuto alla decomposizione della macroalga bentonica Chara sp., proliferata in modo massivo e rimasta emersa a causa del drastico abbassamento artificiale del livello del lago, probabilmente legato ai lavori nei pressi di Ponte Antoi. Le alte temperature del periodo hanno sicuramente accelerato il processo degradativo amplificando anche il fenomeno delle esalazioni odorigene.

Un fenomeno “naturale”

Queste fioriture, e in particolare quelle fluviali, rappresentano una normale risposta dell'ecosistema fluviale a particolari e concomitanti condizioni ambientali e meteorologiche e costituiscono un importante indicatore della naturale dinamica delle nostre acque. Più complessa invece risulta la dinamica della fioritura macroalgale presso il Lago di Barcis con il conseguente fenomeno olfattivo rilevato dai cittadini.

Per quanto riguarda specificatamente le problematiche generate dai cambiamenti climatici sugli ecosistemi di acqua dolce superficiali interni europei, e in particolare i fiumi, una di quelle emergenti è una sempre più accentuata variazione nelle frequenze delle precipitazioni e nei valori delle temperature che rendono gli ecosistemi acquatici sempre meno resilienti e più vulnerabili.

La variazione idrologica ha conseguenze importanti soprattutto sulle caratteristiche termiche degli ambienti acquatici che sono direttamente influenzate dalla temperatura atmosferica.

In sintesi, la risposta termica dei corpi idrici varia in base alla loro tipologia, dimensione, profondità, velocità della corrente: i corpi idrici più piccoli, poco profondi e con acque lentiche risentono maggiormente delle variazioni atmosferiche (per approfondire: La vita nei fiumi di Segnali dal clima 2025).

Anche la temperatura atmosferica contribuisce all’impatto dei cambiamenti climatici sui fiumi poiché può portare a un aumento dell’evaporazione dell’acqua, a cui può essere correlato un aumento della concentrazione dei livelli di contaminazione già presenti.

I frequenti fenomeni di fioriture algali osservati nel corso dell’estate 2026, soprattutto nei corsi d'acqua interni fluviali, sono innescati quindi da una combinazione di fattori ambientali tra cui il riscaldamento dell'acqua che:

  • accelera direttamente il metabolismo vegetale favorendo lo sviluppo massivo;
  • causa la stagnazione e la riduzione del rimescolamento delle acque che favoriscono la formazione di patine vegetali, colonie galleggianti e aggregati mucillaginosi;
  • comporta la concentrazione dei nutrienti in volumi ridotti d'acqua.

Arpa FVG continuerà a monitorare regolarmente lo stato delle acque regionali nell'ambito delle proprie attività istituzionali di controllo e tutela dell'ambiente al fine di tutelare gli ecosistemi fluviali e lacustri.

Ultimo aggiornamento 25/9/2026

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