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Sono i Comuni a richiedere la balneabilità di un sito

17/01/2017

Le località in cui è ammessa la balneazione sono deliberate annualmente con Decreto di Giunta Regionale sulla base dei rilievi microbiologici effettuati dall’Arpa nelle quattro precedenti stagioni balneari (aprile-settembre).

E’ questa la precisazione dell’Agenzia per l’ambiente in seguito ai dubbi espressi negli ultimi giorni da alcuni primi cittadini della montagna friulana per il mancato riconoscimento di tratti di fiume come idonei all’attività ricreativa della balneazione. 

Arpa segnala, infatti, che una località non può essere classificata come balneabile a priori, solo per il fatto che le persone vi effettuino per tradizione il bagno. L’attribuzione del requisito di idoneità alla balneazione viene invece assegnato dalla Regione a quelle località che rispettano i requisiti della normativa comunitaria, recepita dal D.Lgs. 116/08, che prevede l’effettuazione di valutazioni ed indagini atte ad individuare le pressioni ambientali legate ad attività produttive (scarichi urbani o industriali, aree portuali, …), che non incidano sulla qualità delle acque dal punto di vista sanitario.

Solo il monitoraggio della durata di quattro anni permette al sito designato di ottenere la “patente” di balneabilità. La classificazione delle acque idonee alla balneazione e l’attribuzione della classe di qualità viene infine resa pubblica annualmente dalla Regione con apposito Decreto, notificato al Ministero della Salute e, tramite questo, alla Commissione EU.

Pertanto la richiesta di nuove aree da destinare all’attività ricreativa della balneazione deve essere fatta dalle Amministrazioni comunali interessate alla Regione, la quale, verificata la sostenibilità della richiesta, darà inizio al monitoraggio quadriennale per la possibile designazione della nuova area come idonea all’attività ricreativa della balneazione.