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Inquinamento diffuso a Trieste: azioni di risanamento presentate in Regione

10/02/2017

Nel corso dell’audizione della IV Commissione del Consiglio Regionale, che si è tenuta ieri nel capoluogo regionale, è stato fatto il punto sul piano di gestione delle aree pubbliche di Trieste in cui è stato rilevato un inquinamento diffuso (giardini). Sono stati ricordati i momenti principali della vicenda, che ha avuto origine nei primi mesi del 2016, quando l’Arpa, su richiesta dell’Assessore all’ambiente del Comune di Trieste e dell’Azienda Sanitaria, ha eseguito il prelievo di campioni di suolo in diverse aree cittadine, con l’obiettivo di valutare la  presenza di alcuni inquinanti emessi dallo stabilimento siderurgico di Servola.

Sui campioni analizzati Arpa ha riscontrato alcuni superamenti delle Concentrazioni Soglia Contaminazioni (CSC) per gli Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), ipotizzando che la situazione rilevata a Trieste era compatibile con una contaminazione diffusa di origine antropica in ambito metropolitano, originata da molteplici concause quali le attività produttive, il riscaldamento domestico, il traffico veicolare e navale. Tale ipotesi è stata poi confermata nei successivi approfondimenti.

Per queste tipologie di inquinamento la normativa nazionale (D.lgs. 152/2006) delega alle Regioni la predisposizione di appositi Piani di gestione. La Giunta regionale ha pertanto approvato (giungo 2016) il “Protocollo operativo per l’elaborazione dei piani di gestione dell’inquinamento diffuso”,  predisposto sulla scorta dei criteri definiti da Ispra, ed ha istituito un Tavolo tecnico che riunisce tutti i soggetti a vario titolo coinvolti (ARPA, ASUITS, Provincia, Comune di Trieste). Sempre la Regione ha stanziato 350 mila euro a favore del Comune di Trieste per la realizzazione di un programma di interventi finalizzato all’adozione di misure di prevenzione nelle aree dove è stata riscontrata la contaminazione. Al primo stanziamento regionale, si è sommato un secondo finanziamento di ulteriori 100 mila euro da parte del Comune di Trieste. Gli interventi di risanamento definiti dal Tavolo tecnico regionale saranno sottoposto a verifica dall’Istituto Superiore di Sanità, a garanzia dell’efficacia degli interventi che si andranno ad attuare.