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Consolidata la collaborazione scientifica con la Slovenia

18/12/2017

Questa mattina nella sede Arpa di Gorizia è stato sottoscritto un protocollo di collaborazione tra l’Agenzia per l’ambiente e lo Jožef Stefan Institute (JSI) di Lubiana.

Un protocollo che consentirà sviluppare e potenziare lo scambio di dati e di informazioni ambientali, in particolare nel campo della radioprotezione e delle misurazioni radiologiche. L’accordo prevede, inoltre, la possibilità di promuovere attività congiunte di monitoraggio, anche mediante la partecipazione a progetti finanziati dalla Unione Europea.

L'Istituto Jožef Stefan è il principale istituto di ricerca scientifica sloveno in cui operano più di 900 specialisti in ingegneria e nelle scienze fisiche, naturali ed ambientali. Per certi aspetti, JSI è paragonabile al CNR italiano.

Per Arpa la sottoscrizione del protocollo di collaborazione rappresenta un importante passo in avanti in quanto consente di acquisire ulteriori informazioni ambientali sull’ampio territorio sloveno che presenta caratteristiche di omogeneità al Friuli Venezia Giulia in assenza di reali barriere fisiche naturali.

La collaborazione rafforza, inoltre, il ruolo della sede Arpa di Gorizia quale punto di coordinamento per le attività di progettazione europea, di collaborazione internazionale e di controllo ambientale transfrontaliero. Non a caso nella sede Arpa di Gorizia è presente una succursale del Laboratorio di radioprotezione per la verifica dei livelli di contaminazione dei prodotti alimentari in ingresso dai Paesi extra-UE.

Per il direttore dell’Arpa, Luca Marchesi - che ha sottoscritto il documento assieme al suo omologo direttore del JSI, Jadran Lenarčič – “la firma di questo protocollo è la base per sviluppare una collaborazione anche in altri settori e dimostra ancora una volta la volontà di consolidare e migliorare i rapporti con tutte le altre Autorità della Slovenia”. “Prossimamente – ha segnalato in conclusione Marchesi – abbiamo in programma un incontro con l’Ispettorato centrale delle attività produttive, che in prospettiva ci consentirà un miglior controllo transfrontaliero delle pressioni ambientali”.