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Siti contaminati: la situazione in Friuli Venezia Giulia

FIG4Discariche abusive, rifiuti abbandonati, depositi di oli minerali, ex aree militari, punti vendita carburanti, cisterne interrate, aree industriali, sversamenti accidentali. Sono solo alcuni dei molti esempi che si possono fare per introdurre il delicato argomento dei così detti “siti contaminati”.

Si tratta di aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso, è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali, suolo, sottosuolo e acque sotterranee, tale da rappresentare un rischio per la salute umana. La normativa italiana, da oramai quasi 20 anni (dal Decreto Ronchi del 1997), pone l'attenzione su questi siti e obbliga il responsabile della contaminazione alla bonifica e messa in sicurezza delle aree contaminate, secondo il principio europeo di “chi inquina paga”. Attualmente, la materia è stata inserita all'interno del Testo Unico Ambientale, il D.Lgs. 152/06, che, alla Parte Quarta, Titolo V “Bonifica di siti contaminati”, disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti e definisce le procedure, i criteri e le modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie per l'eliminazione delle sorgenti dell'inquinamento e comunque per la riduzione delle concentrazioni di sostanze inquinanti.

I siti contaminati si distinguono i due tipologie: quelli di competenza regionale (SIR-Siti di Interesse Regionale) e quelli di competenza nazionale (SIN-Siti di Interesse Nazionale).

In Friuli Venezia Giulia, il recupero dei siti contaminati e delle aree degradate da attività antropiche e da cause accidentali rappresenta l'obiettivo da raggiungere, individuando e definendo le priorità di bonifica, mediante il censimento dei siti e la realizzazione dell'anagrafe.

La procedura di approvazione dell'iter tecnico-amministrativo di bonifica dei siti inquinati regionali presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia è attribuita alla competenza della Regione che si avvale del parere di una Conferenza di Servizi di cui fanno parte diversi Enti competenti per territorio, tra i quali anche Arpa FVG.

Nel settore delle bonifiche la Regione si è dotata già nel 1996 di un Piano di bonifica che è in fase di adeguamento a quanto previsto dal D.Lgs. 152/06.

I siti nazionali sono, invece, di competenza ministeriale.

 

 

Quadro generale dei siti contaminati regionali (SIR)

Nell’ambito dei siti di valenza regionale Arpa FVG opera quale supporto tecnico oltre a svolgere le attività proprie di controllo e validazione previste dal D.Lgs. 152/2006.
In un’ottica generale si evidenziano alcune casistiche ricorrenti, ritenute “fisiologiche”, correlate alla dismissione o ad anomalie funzionali dei punti vendita carburanti e a eventi accidentali (come ad esempio incidenti autostradali con relativa perdita di prodotto o di materiali trasportati).

Rispetto ai punti vendita carburanti (PVC) in Regione si evidenzia la seguente situazione (dati Arpa FVG, sett. 2015)

 

 

Superficie

Num.

Densità ab.

Procedimenti avviati su PVC/

100.000 abitanti

Procedimenti conclusi su PVC/

100.000 abitanti

Procedimenti avviati su PVC/

100 km2

Procedimenti conclusi su PVC/

100 km2

km2

Abitanti

FVG

7862,31

1233244

156,85

15,33

8,76

2,4

1,37

Prov. TS

212,51

239972

1129,23

24,17

15

27,29

16,94

Prov. UD

4907,24

536493

109,33

11,56

8,39

1,26

0,92

Prov. GO

467,14

141024

301,89

23,4

14,18

7,06

4,28

Prov. PN

2275,42

315755

138,77

11,4

2,22

1,58

0,31

 

che mette in luce come tali procedimenti abbiano rivestito particolare rilevanza, quantomeno da un punto di vista di numerosità, ma non necessariamente di forte criticità ambientale, nel contesto triestino e in quello goriziano. L’elevata numerosità dei procedimenti nelle due province è molto probabilmente legata all’elevato numero di punti vendita anche di piccolissime dimensioni dovuto al regime agevolato del prezzo dei carburanti e al contesto di “città metropolitana di Trieste”.

In Friuli Venezia Giulia, oltre alla situazione di non rilevante criticità ambientale dei PVC, sono presenti diversi altri siti che riportano casi di contaminazione riconducibili al contesto di evoluzione antropica e di industrializzazione della regione (per l’elenco dei siti visita il sito web della Regione FVG).

 

 

Quadro generale dei siti contaminati nazionali (SIN)

I siti di interesse nazionale presenti in regione sono due: il sito di Trieste e quello della Laguna di Grado e Marano (in ridenominazione come “Caffaro-Torviscosa”).

  • Stato della bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Trieste

    Il D.M. 468/2001 “Regolamento recante Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale” individua l’area del porto industriale di Trieste fra i siti inquinati a cui si applicano gli interventi di interesse nazionale ai sensi dell’art. 15 del D.M. 471/99 allora vigente. La sua perimetrazione viene individuata ai sensi del D.M. 639/2003. 

    Il sito è ubicato a sud-est della Città di Trieste e comprende un’area di circa 1700 ettari. La parte a terra del sito occupa una superficie di circa 500 ettari, ricadente nei territori dei Comuni amministrativi di Trieste e Muggia e confina ad est con il Comune di San Dorligo della Valle; la parte a mare comprende 1200 ettari e si trova compresa entro la parte più orientale del Golfo di Trieste, coincidente con l’area portuale che si estende dal Molo V del Porto Franco Nuovo fino a Punta Ronco ed è delimitata verso il largo dalle dighe foranee. Da un punto di vista morfologico la parte a terra del sito occupa un’area prevalentemente pianeggiante, che risulta essere il frutto delle modificazioni antropiche che a partire dall’800 sono state volte al recupero di porzioni di territorio al mare per lo sviluppo portuale e industriale della Città di Trieste. 

    Le criticità ambientali legate alla contaminazione delle matrici suolo, sottosuolo e acque sotterranee sono da un lato legate alle attività svolte e in corso sul sito, dall’altro alla presenza di rifiuti. I risultati delle indagini di caratterizzazione già condotte hanno evidenziato per i terreni contaminazioni dovute in larga misura a idrocarburi, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli, mentre la presenza di diossine e furani, PCB, amianto, fitofarmaci e fenoli sono limitate ad aree specifiche. Per quanto riguarda, invece, le acque sotterranee si evidenzia una contaminazione arealmente diffusa da metalli, seguono gli idrocarburi, i composti organici aromatici e gli IPA, che si rinvengono con frequenza minore per quanto su buona parte del Sito, e in misura arealmente più limitata alifatici clorurati cancerogeni e fenoli.

    Ad oggi nell’ambito del Sito di Interesse Nazionale di Trieste si evidenzia il seguente stato di attuazione degli interventi previsti dalla vigente normativa in tema di bonifiche (in percentuale rispetto all’estensione – fonte verbale della Conferenza di Servizi Istruttoria del SIN di Trieste del 11 aprile 2016):
    • aree con Piano di caratterizzazione approvato: 83%;
    • aree per le quali sono stati presentati i risultati della caratterizzazione: 80%;
    • aree contaminate con Progetto di bonifica approvato: 15%;
    • aree contaminate con Progetto di bonifica della falda approvato: 5%.
    Di rilevante interesse sono il Progetto di Bonifica propedeutico agli interventi di adeguamento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Servola per il quale sono stati conclusi gli interventi di bonifica dei suoli, mentre sono ancora in corso quelli relativi alle acque sotterranee e gli interventi di bonifica propedeutici all’infrastrutturazione portuale dell’area della Piattaforma Logistica, per i quali il programma strategico del biennio 2016-2018 di Arpa FVG prevede il supporto tecnico per le attività di bonifica propedeutiche alla realizzazione dell’opera, la validazione delle attività di bonifica oltre alle attività di controllo e monitoraggio di tutte le matrici coinvolte.
  • Stato della bonifica del Sito di Interesse Nazionale della Laguna di Grado e Marano (in ridenominazione come “Caffaro-Torviscosa”)

    La perimetrazione iniziale del Sito di Interesse Nazionale della Laguna di Grado e Marano comprendeva il territorio prospiciente la laguna di Grado e Marano e si estendeva all’interno dei comuni di Carlino (zona prevalentemente agricola compresa tra il fiume Zellina e l’area industriale di S. Giorgio di Nogaro), Torviscosa (area Caffaro e zona agricola posta a sud dello stabilimenti e dell’abitato, compresa tra i fiumi Aussa e Corno), Cervignano del Friuli (zona agricola compresa tra il canale Banduzzi e il fiume Aussa e zona industriale in sinistra Aussa), Terzo d’Aquileia (aree agricole di piccole dimensioni in destra Aussa, Marano Lagunare (zona agricola denominata Bonifica Marzotto) e San Giorgio di Nogaro (area industriale a sud dell’abitato di S. Giorgio di Nogaro).
    Nel corso del 2012 a seguito del completamento del piano di caratterizzazione e dello stato di avanzamento degli interventi di bonifica, la Regione Friuli Venezia Giulia, con delibera n. 1737/2012 ha approvato la relazione concernente la “Riperimetrazione del sito di interesse nazionale (SIN) della Laguna di Marano Lagunare e Grado”. Con Decreto ministeriale del 12 dicembre 2012, il SIN è stato riperimetrato ed è in fase di conclusione l’iter per la ridenominazione in “Caffaro-Torviscosa”.

    Le maggiori criticità del sito si collocano nell’area della Caffaro a causa di pesanti e diffuse contaminazioni di svariate tipologie nei terreni, della presenza di rifiuti anche pericolosi a contatto con il suolo, della compromissione delle acque di falda, in particolare per la presenza di elevate concentrazioni di composti aromatici, metalli e alifatici clorurati, della gravissima contaminazione dei sedimenti del canale Banduzzi (posto sotto sequestro dalla magistratura) da mercurio, diossine, metalli, IPA.

    Ad oggi, nell’ambito del Sito di Interesse Nazionale di Torviscosa si evidenzia il seguente stato di attuazione degli interventi previsti dalla vigente normativa in tema di bonifiche (in percentuale rispetto all’estensione – fonte verbale della Conferenza di Servizi Istruttoria del SIN del 25 novembre 2015):
    per quanto concerne la perimetrazione della matrice suoli, si segnala quanto segue
    • aree per le quali sono stati presentati i risultati della caratterizzazione: 100%;
    • aree con Progetto di bonifica approvato con decreto: 97% circa;
    • aree con procedimento concluso: 3%;
    per quanto concerne la perimetrazione della matrice acqua di falda, si segnala quanto segue
    • aree per le quali sono stati presentati i risultati della caratterizzazione: 100%;
    • aree con Progetto di bonifica approvato con decreto: 97% circa;
    • aree con procedimento concluso: 3%.

 

 

In questo contesto Arpa FVG, come ente tecnico e terzo, riveste un ruolo fondamentale che va dalla conoscenza del territorio e delle situazioni di contaminazione (ruolo tecnico) alla validazione delle conoscenze sullo stato dell’ambiente (ruolo di garante), dal supporto alle decisioni (pareri nelle diverse sedi: MATTM, Regioni, Province, Comuni) al supporto all’elaborazione di Linee Guida congiuntamente al Sistema Agenziale (es.: Criteri metodologici per l’applicazione dell’analisi assoluta di rischio ai siti contaminati).



ultimo aggiornamento: giovedì 22 settembre 2016