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Il monitoraggio dei fenomeni di degrado dei suoli

Degrado del suolo

La Comunità Europea ritiene necessario sviluppare e consolidare a livello europeo e dei singoli Stati membri una rete di monitoraggio dei fenomeni di degrado dei suoli e, contestualmente, un sistema armonizzato di raccolta delle informazioni e di riutilizzo dei dati ambientali esistenti.

Lo scopo prefissato non dovrà essere solo quello di descrivere un quadro dettagliato della situazione in atto, ma prevedere l’evoluzione nel medio e lungo periodo del processo di deterioramento dei suoli oltre che la reale efficacia delle azioni di miglioramento e prevenzione intraprese (Gasparetto, Giandon, Cappellin, 2005; Giandon et al., 2004).

Infatti sebbene le problematiche legate al degrado dei suoli possano essere manifeste anche in tempi molto brevi (es. incidenti industriali, eventi meteorologici estremi) generalmente, a causa della resilienza del suolo, i problemi sono evidenziati solo quando sono in uno stato avanzato o ad un grado tale da renderne estremamente oneroso ed economicamente poco proponibile il ripristino (Floccia, Iacumini, 2012).

Si ricorda che la resilienza del suolo è definita come la capacità da parte del suolo di recuperare l’integrità funzionale e strutturale dopo un disturbo esterno, continuando a svolgere regolarmente le proprie funzioni; per resistenza del suolo si intende la capacità del suolo di mantenere invariate le proprie funzioni a seguito di un disturbo esterno (Di Fabbio, Fumanti, 2008).


 

Degrado del suolo 2A questo proposito si sottolinea che in ambito nazionale è stato emanato il D.lgs. 32/2010, di recepimento della Direttiva 2007/2/CE ‘INSPIRE’ (INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe);

il D.lgs. 32/2010 sancisce l’integrazione dei dati ambientali con i dati territoriali come condizione necessaria per la costituzione di una base di conoscenza a supporto delle politiche ambientali, in modo pienamente coerente con quanto indicato dalla Commissione Europea nella COM(2008)46 ‘SEIS’ (Shared Environmental Information System) che estende i principi della Direttiva ‘INSPIRE’ al complesso delle informazioni ambientali.

In tale contesto è stato avviato a livello nazionale il Progetto ‘SIAS’ (Sviluppo di Indicatori Ambientali del Suolo), finalizzato alla costruzione di indicatori ambientali per il suolo a partire dall’armonizzazione delle informazioni disponibili a livello regionale.

Lo sviluppo di queste metodologie e la creazione di un’apposita rete di monitoraggio del suolo italiano – come del resto avviene già da anni per altre matrici ambientali – permetteranno non solo la costruzione di nuovi indicatori e una maggiore rappresentatività di quelli esistenti, ma anche l’utilizzo di modelli a scale tali da consentire la rappresentazione delle problematiche con modalità realmente utilizzabili dai decisori politici e dalle amministrazioni competenti.

La comprensione del modo nel quale i processi variano al variare della scala sia geografica (parcella, versante, bacino idrografico, regione) che temporale (singolo evento, poliennale) è, infatti, essenziale per la rappresentazione delle minacce del suolo e del significato che esse possono assumere in ambito politico-amministrativo (ISPRA, 2010).

 



ultimo aggiornamento: martedì 26 marzo 2013