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Impianti radioelettrici

impianti radioelettrici

Le principali sorgenti di campi elettromagnetici ad alta frequenza (RF) sul territorio sono costituite dagli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva e dagli impianti per la telefonia mobile.

Gli impianti di telefonia mobile, o stazioni radio base, vengono installati per permettere il collegamento tra telefoni cellulari.

Questi impianti vengono installati in luoghi a maggiore densità abitativa e forniscono il servizio sulle aree immediatamente circostanti l’installazione.
Una singola stazione radio base è in grado di sostenere un limitato numero di conversazioni in contemporanea, pertanto, un numero maggiore di stazioni radio base permette un maggiore traffico telefonico. Un impianto di telefonia mobile serve un’area di territorio tanto più limitata quanto più intenso è il traffico telefonico, pertanto, l’area servita da una stazione radio base risulta variabile e dipendente dall’entità del traffico telefonico nella zona.

Le modalità di inserimento sul territorio degli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva hanno caratteristiche diverse da quelle degli impianti di telefonia mobile. Infatti gli impianti radiotelevisivi vengono installati generalmente al di fuori dei centri abitati, in zone collinari o montuose e forniscono il servizio su aree di territorio distanti anche decine di chilometri dagli impianti.
Per quanto riguarda l’impatto elettromagnetico, quello degli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva è localmente maggiore, in quanto in generale questi impianti hanno delle potenze più alte rispetto agli impianti di telefonia mobile e risultano più concentrati in determinati siti.

Negli ultimi anni, oltre all’aumento degli impianti di telefonia mobile, si è assistito anche all’aumento degli impianti radioelettrici volti ad integrare la rete internet via cavo (i cosiddetti impianti wi-fi), questi impianti hanno potenze sensibilmente inferiori rispetto quelli per la telefonia mobile e per la radiodiffusione sonora e televisiva e, quindi, comportano un impatto elettromagnetico ridotto sul territorio. Il campo elettromagnetico generato da un’antenna non è uniforme attorno alla sorgente, ma si distribuisce in maniera irregolare nello spazio in funzione di una serie di parametri caratteristici del singolo impianto, pertanto, non è possibile stabilire a priori quali livelli di campo elettromagnetico vengono generati ad una certa una distanza dall'impianto.

 

I pareri preventivi sugli impianti radioelettrici

radiofrequenze

ARPA FVG fornisce supporto tecnico ai Comuni nella fase di autorizzazione all'installazione e modifica di impianti di telefonia mobile, di impianti per la radiodiffusione sonora e televisiva e in generale di tutti gli impianti radioelettrici.

L’attività di ARPA è finalizzata alla verifica del rispetto delle prescrizioni di legge per i campi elettromagnetici. ARPA, quindi, esprimendo il parere di competenza, non interviene nella valutazione di aspetti urbanistici o paesaggistici, ma valuta le emissioni di campo elettromagnetico prodotte dall’impianto, verificando che esse non superino i livelli fissati dalla legge.

 

Tale procedimento è regolamentato dalla nostra Legge Regionale n. 3 del 2011 “Norme in materia di Telecomunicazioni” (che è un aggiornamento di norme precedenti), che comunque si basa sulla normativa nazionale: DPCM 08.07.03, relativo alle alte frequenze e D.Lgs- 259/03. In particolare la LR 3/2011 stabilisce le modalità con cui devono essere eseguite le valutazioni (rif. Allegato 5 D.P.Reg. 94/Pres del 19.04. 05). tutte le norme sono disponibili alla pagina relativa alla "Normativa")

 I limiti di legge previsti dalla normativa nazionale, sono contenuti nel DPCM 08.07.2003, e corrispondono a 6 V/m, che si legge “Volt al metro”, per i luoghi adibiti a permanenza da parte della popolazione per più di quattro ore giornaliere (abitazioni e loro pertinenze, scuole, asili, ospedali, ecc.) ed a 20 V/m per gli altri luoghi (strade, boschi, ecc.). Per le aree all’aperto ad alta frequentazione è comunque prevista l’applicazione dei 6 V/m. È importante informare che i valori per i limiti di legge previsti per il campo elettrico adottati in Italia sono tra i più bassi in Europa: il nostro paese ha adottato, in questo ambito, un approccio molto cautelativo. Non sono invece vigenti norme che prevedano il rispetto di particolari distanze tra gli impianti e le abitazioni.

 

Per valutare se le emissioni del nuovo impianto o di un’eventuale modifica di un impianto già esistente rispettano i valori stabiliti dalla legge, i tecnici dell’ARPA inseriscono tutti i dati tecnici dell’impianto in un apposito programma che consente di calcolare il campo elettrico.

 

Vengono quindi calcolati i livelli di campo elettrico generati dal nuovo impianto e dagli altri impianti presenti nella zona.

Nella figura sotto è riportata una tipica distribuzione dei valori di campo elettrico che, come si può notare, non dipende esclusivamente dalla distanza dalla singola antenna ma dal contributo complessivo di tutti gli impianti e dalla modalità con cui essi irradiano il proprio segnale.

valutazione impianti

 

Nell’ambito della valutazione al calcolatore, si verifica che i 6 V/m non intersechino mai l’ingombro teorico degli edifici presenti sulla cartografia regionale integrata con gli edifici nuovi (l’ingombro teorico di un edificio è il volume ottenuto dall’estensione della pianta dell’edificio all’altezza della quota di gronda), e viene anche controllato che vi sia il rispetto dei 6 V/m nel volume occupato dal tetto degli edifici fino a due metri al di sopra della loro quota di gronda.

 

 Per le frequenze tipiche di questo tipo di impianti, come detto in precedenza, viene valutato il solo campo elettrico in quanto il campo magnetico risulta automaticamente rispettato se lo è il primo. È differente invece la situazione alle frequenze più basse, in cui ricadono le linee elettriche o elettrodotti, per cui i due tipi di campo devono venire verificati distintamente. Nell’uso quotidiano i due termini vengono fusi assieme e si parla indistintamente di campo elettromagnetico.

 

 Nell’ambito dell’iter valutativo, per tener conto di eventuali sorgenti i cui dati non sono presenti nel catasto ARPA FVG vengono inoltre eseguite delle misure di campo elettrico sul territorio (circa 6 misure di fondo per ogni impianto da valutare). Tali valori vengono sommati a quelli risultanti dai calcoli, per ottenere il campo totale.

 Punti_misure_parere

Sul sito web dell’Agenzia è possibile consultare, mediante la navigazione su una mappa della Regione, le misure che sono state condotte sul territorio nei diversi anni e quindi scoprire se ve ne siano presso la propria abitazione e quali siano stati i risultati. Si tenga presente che anche misure poste a qualche decina di metri dalla propria residenza possono venire considerate come rappresentative, in quanto il campo elettrico generato dalle sorgenti è abbastanza omogeneo localmente.
Poiché le misure vengono effettuate nelle fasce orarie centrali della giornata, nelle quali il traffico telefonico è maggiore, è presumibile che le stesse siano state condotte in momenti più rappresentativi (fanno eccezione i luoghi turistici in cui vi può essere una forte variabilità stagionale del traffico radio). Sempre sullo stesso sito è inoltre possibile individuare le sorgenti radioelettriche ed in particolare le stazioni per la telefonia mobile, per le quali è indicato il gestore proprietario.

 

A questo punto l’iter valutativo è quasi concluso: le misure condotte sul territorio vengono associate alle simulazioni al calcolatore effettuate con tutti gli impianti presenti nell’area e funzionanti alla massima potenza e viene fatto il confronto con limiti di legge.

 

Quindi, se il campo elettrico totale, che è stato ricavato come somma (quadratica) del campo elettrico calcolato per il nuovo progetto e per gli impianti presenti nella zona e da quello misurato, non rispetta i limiti di legge vengono segnalati ai gestori i motivi ostativi al rilascio del parere; a questo punti i gestori devono giustificare le situazioni che non appaiono regolari o modificare le caratteristiche degli impianti, in caso contrario viene dato parere negativo.

Solo dopo aver verificato che in tutti i punti siano rispettati i limiti di legge, da parte di Arpa viene dato il nulla osta alla realizzazione del progetto. Si ribadisce che tale nulla osta riguarda solo la compatibilità del progetto con i limiti fissati per la protezione della popolazione dai campi elettromagnetici e non riguarda altri aspetti (ambientali, urbanistici,…): l’autorizzazione vera e propria spetta infatti al Comune.

 

Una volta realizzato il progetto, ai sensi della Legge Regionale 3 del 2011, presso il nuovo impianto di telefonia mobile viene apposto un cartello informativo riportante la data del parere ottenuto da Arpa.

Successivamente all’installazione è sempre possibile prevedere un intervento di verifica, tramite rilievi strumentali, dei livelli di campo elettrico da parte dell’Agenzia.

 

Misure strumentali

Secondo le disposizioni della L. R. n. 3/11 i Comuni esercitano le funzioni di vigilanza e controllo sugli impianti radioelettrici volte a:

  • garantire il rispetto dei limiti di legge e delle eventuali prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi,
  • assicurare la corretta realizzazione delle azioni di risanamento,
  • vigilare sul mantenimento dei parametri tecnici sulla base dei dati forniti dai gestori.

Nell’ambito dei compiti di controllo a loro assegnati, i Comuni si avvalgono dell’ARPA FVG per quanto concerne la misura e la determinazione dei valori di campo elettromagnetico sul territorio.

 

ARPA FVG effettua quotidianamente misure di campo elettromagnetico generato dagli impianti radioelettrici. In particolare, dal 2000 al 2019 sono stati effettuati oltre 40.000 punti di misura, con una media di circa 2.000 misure all’anno.

PMM_misura


Le misurazioni sono eseguite dai tecnici dell'Agenzia seguendo le indicazioni contenute nelle norme tecniche di settore, in particolare la norma CEI 211/7 e le sue appendici.

A seconda della tipologia del rilievo, vengono eseguite misure sia con strumenti per la rilevazione del campo elettrico prodotto da tutte le sorgenti presenti nell'area (misurazioni in Larga Banda) sia con strumentazioni selettive (misura in Banda Stretta) che permettono di individuare i livelli delle singole componenti (frequenze) che costituiscono il campo complessivo; vengono inoltre effettuate sia misure istantanee che misure prolungate nel tempo tramite centraline di monitoraggio in continuo.

 centralina

Tutta la strumentazione utilizzata per i rilievi è, come indicato nella normativa, dotata di certificato di taratura accreditato che viene rilasciato da un labratorio specializzato e viene rinnovato ogni due anni.


I valori limite sono indicati nel DPCM 08.07.03 relativo alle frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz e sono:

  • 6 V/m — Valore di attenzione. E’ un valore definito quale misura di cautela per la protezione da possibili effetti a lungo termine che deve essere applicato ad edifici e pertinenze a permanenza non inferiore alle 4 ore giornaliere.

  • 20 V/m — Limite di esposizione. E' un valore che non deve essere mai superato nelle zone accessibili alla popolazione. Vale per frequenze comprese tra 3 e 3000 MHz, mentre per le rimanenti frequenze nell’intervallo tra 100 kHz e 300 GHz è più elevato.


ultimo aggiornamento: lunedì 11 maggio 2020