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ARPA FVG - OSMER racconta con un video i forti temporali del 24-25 agosto

31/08/2015

Tra il 24 e il 25 agosto piogge intense e forti temporali hanno colpito Grado, la costa e la bassa pianura. ARPA FVG – OSMER racconta l’evento attraverso un video realizzato con le immagini del radar meteorologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Protezione Civile e pubblicato sulla pagina facebook meteo.fvg:

> guarda il video dalla pagina facebook di meteo.fvg

 

Cosa è accaduto?

Una depressione in spostamento dalla Francia all'Europa orientale ha convogliato sulla regione correnti sudoccidentali umide e fresche in quota, sciroccali nei bassi strati. Nel flusso perturbato erano inseriti tre fronti che hanno attraversato la regione: il primo nella mattinata del 24 agosto, il secondo nella notte tra il 24 ed il 25, il terzo più debole nel pomeriggio sera del 25 con successiva entrata di Bora al suolo. Lo scirocco ha portato sulla regione aria calda ed umida proveniente dal basso Adriatico che ha incrementato l'instabilità e di conseguenza favorito la formazioni di frequenti temporali.

Si sono verificate piogge praticamente continue sulla bassa pianura friulana dalle ore 8 del giorno 24 alle ore 8 del giorno 25, ma i temporali più intensi (con produzione di circa 2800 fulmini, concentrati soprattutto sulla costa e sull'Alto Adriatico) sono avvenuti tra le ore 2 e le ore 8 del 25 agosto e in particolare tra le ore 3 e le ore 6, in concomitanza al passaggio del secondo fronte.

La pioggia cumulata a Grado in 24 h (dalla mattina del giorno 24 alla mattina del giorno 25) è stata pari a 181 mm: un valore storico per la località.

La peculiarità principale di questo evento sono stati i temporali autorigenerantisi che si sono sviluppati per tutto il giorno del 24 agosto e nella notte successiva al largo della laguna di Marano e Grado, e non solo in concomitanza col passaggio dei due fronti sinottici. Presumibilmente il continuo flusso di vento di Scirocco, che giungendo a ridosso della costa per varie ragioni tendeva a sollevarsi, ha contribuito a formare ed alimentare le successive celle temporalesche, che hanno poi raggiunto la massima intensità durante il passaggio del secondo fronte, in quale lasciando la pianura ha interessato ancora la costa, compresa Trieste.