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Cambiamenti climatici, territorio, agricoltura: il nuovo report speciale dell’IPCC

09/08/2019
Copertina del Rapporto speciale dell’IPCC “Climate change and land” – Summary for Policy Makers

Ieri 8 agosto 2019 è stata presentato a Ginevra il nuovo Rapporto speciale dell’IPCC “Climate change and land” dedicato al rapporto tra cambiamenti climatici e territorio, che evidenzia come uso del suolo, agricoltura e alimentazione da un lato subiscano gli effetti dei cambiamenti climatici, dall’altro siano cruciali nell’aggravare oppure contenere le emissioni di gas serra e il riscaldamento globale, a seconda delle soluzioni e delle politiche che si adotteranno nel settore agro-alimentare e nella gestione del territorio: se le scelte saranno improntate alla sostenibilità, contribuiranno ad affrontare i cambiamenti climatici sia in termini di mitigazione che di adattamento.

 

I documenti del report e la relativa Sintesi per i decisori politici, che ne riassume i contenuti principali, sono disponibili in inglese (e alcune altre lingue tra cui francese e spagnolo) sul sito dell’IPCC dedicato al report “Climate change and land” (SRCCL).

 

Il focal point dell’IPCC per l’Italia presso il CMCC ha pubblicato in italiano l’articolo introduttivo “Cambiamenti climatici e territorio. Pubblicato lo Special Report IPCC e una serie di domande e risposte per approfondire i contenuti del report (“I punti essenziali di Climate Change and Land, il Rapporto Speciale IPCC”):

  • Quale è il contributo del settore agro-forestale ai cambiamenti climatici?
  • Quanto il sistema di produzione alimentare contribuisce ai cambiamenti climatici?
  • A quali rischi  sono esposti gli ecosistemi terrestri a causa dei cambiamenti climatici?
  • Quali sono i rischi per la sicurezza alimentare?  
  • Quali sono le regioni più a rischio?
  • Quali sono le possibili soluzioni per mitigazione ed adattamento?
  • L’assorbimento di CO2 degli ecosistemi terrestri può contrastare il cambiamento climatico?

La conclusione è che “le concentrazioni di gas serra in atmosfera sono tali che, solo attuando tagli rapidi e profondi delle emissioni in tutti i settori, si può raggiungere l’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature a 2℃ rispetto all’era pre-industriale. Queste riduzioni devono essere necessariamente accompagnate da cambiamenti comportamentali ed alimentari e da una gestione sostenibile del territorio che massimizzi i benefici di mitigazione, adattamento, biodiversità e contrasto al degrado del suolo.”

 

Ricordiamo che alcuni aspetti degli effetti dei cambiamenti climatici sul settore agroalimentare nella nostra regione sono stati affrontati nello Studio conoscitivo dei cambiamenti climatici e di alcuni loro impatti in Friuli Venezia Giulia (2018) coordinato da ARPA FVG su mandato dell'Amministrazione regionale e realizzato insieme a Università di Udine, Università di Trieste, ICTP, OGS, CNR-ISMAR e la stessa Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.