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Stato

Stato - logica DPSIRARIA - Stato / Claude Monet (1840–1926): Poppy Field

 

 

Gas serra

Tra le questioni ambientali contemporanee di maggior rilievo vi e' il progressivo riscaldamento della troposfera, cioè dello strato più basso dell'atmosfera terrestre.
La prevalenza della comunità scientifica associa il riscaldamento all'aumento  della concentrazione dei gas serra nell'aria.

Questi gas trattengono il calore emesso dalla superficie terrestre quando viene riscaldata dalla radiazione solare. L'aumento delle concentrazioni viene attribuito all'enorme sviluppo delle attività antropiche basate sui combustibili fossili.

I principali gas serra sono: il biossido di carbonio, detto anche anidride carbonica (C02), il metano (CH4) e l'ossido di di azoto (N2O). Anche il vapor acqueo (H20) e' particolarmente efficiente nel trattenere il calore nella troposfera.

I gas serra sono da decenni oggetto di imponenti progetti di ricerca e di ambiziosi piani di riduzione delle concentrazioni [1] [2] [3].

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Odori

Per molti animali, tra cui l'uomo, il modo più naturale per individuare la presenza di sostanze disperse nell'aria è l'utilizzo dell'olfatto.

Sebbene molti inquinanti non diano origine a odori, comunque esistono delle molecole che, se presenti anche in piccole quantità nell'aria, vengono percepite distintamente dall'apparato olfattivo.

L'odore è una percezione soggettiva difficile da valutare universalmente e quantitativamente, ma vista la rilevanza individuale e sociale di questo stato ambientale, negli anni recenti sono stati sviluppati dispositivi per misurarlo. Inoltre in alcuni paesi dell'Unione Europea sono state introdotte delle normative per la regolamentazione di questo tipo di inquinamento [4] [5].

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Pollini

Tra le sostanze materiali di origine naturale disperse nell'aria un ruolo importante viene rivestito dai pollini, sia per motivi ecologici che per questioni sanitarie.

In particolare oggi è noto il ruolo allergenico dei pollini su molti individui. Per questo motivo i pollini vengono considerati nella valutazione dello stato dell'aria ambiente.

Le tecniche di indagine biologica permettono di definire degli indicatori sulla purezza dell'aria rispetto alla presenza di questo tipo di particelle.

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Qualità dell'aria

La qualità dell'aria può essere valutata misurando o stimando la concentrazione delle sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera.

Le misure eseguite tramite opportuni dispositivi e le stime basate su simulazioni numeriche sono adeguate allo scopo; questo concetto è ufficializzato nelle recenti normative nazionali e nelle direttive europee.

Per la gran parte degli inquinanti sono definiti degli indici quantitativi specifici che vengono confrontati con dei valori di riferimento, opportunamente scelti per stabilire lo stato della qualità dell'aria [6] [7].

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Argomenti collegati

1.  Gas serra e cambiamenti climatici nel sito dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA)

2.  Gas serra nel sito Environmental Protection Agency (EPA)

3.  Gas serra e cambiamenti climatici nel sito del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP)

4.  Air Pollution - Smell (Law & Environment)

5.  Metodi di misura delle emissioni olfattive, manuale ISPRA 19/2003

6.  La qualità dell'aria nel sito dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA)

7.  La qualità dell'aria nel sito Environmental Protection Agency (EPA)

 

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Biomonitoraggio

Il biomonitoraggio è un valido strumento per valutare gli effetti dell'inquinamento sugli organismi viventi e, di conseguenza, sull'ambiente in generale. Il monitoraggio viene eseguito valutando lo stato di determinati organismi in termini di biodiversità, alterazioni morfologiche, genetiche, bioaccumulo di sostanze inquinanti etc.

 Da un punto di vista metodologico, le tecniche di biomonitoraggio si distinguono in due tipi:

  • Tecniche di bioindicazione. Si avvalgono di bioindicatori, ovvero di organismi che, in seguito all'esposizione a determinati inquinanti, subiscono modificazioni rilevabili del loro stato naturale.
  • Tecniche di bioaccumulo. Si avvalgono di bioaccumulatori, ovvero di organismi in grado di accumulare sostanze inquinanti in concentrazioni misurabili.

 

 

ARPA FVG ha eseguito diversi studi sia di bioindicazione che di bioaccumulo in ambito regionale, di cui si riportano i link alle relative relazioni tecniche.

 

Bioindicazione

 

Bioaccumulo

 



ultimo aggiornamento: venerdì 14 aprile 2017