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La situazione dei pollini di castagno in FVG

pollini castagnoMangeremo ancora il miele di castagno? Torneremo a raccogliere le castagne nei boschi pedemontani? Dai dati rilevati da Arpa FVG, impegnata nel monitoraggio dei pollini dispersi nell’aria, sembrerebbe di si. Dopo diversi anni durante i quali è stata registrata una preoccupante diminuzione, il 2016 segna un dato in controtendenza, con un notevole aumento dei pollini di castagno aereodispersi.

Il decremento è stato attribuito, con molta probabilità, a un parassita del castagno, un piccolo imenottero cinipide, ovvero una piccola vespa, proveniente dalla Cina, identificato come Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, comparso nei boschi del cividalese nel 2008. Già conosciuto in altre parti del nord Italia quale responsabile della formazione di galle all’interno delle gemme e dei boccioli fiorali, è temuto per la facilità di diffusione e danneggiamento del raccolto.

Nel 2011 viene segnalato in vaste aree della pedemontana udinese, e si registrano i primi danni, consistenti soprattutto nella diminuzione della produzione di miele di castagno e castagne. La situazione peggiora negli anni successivi, arrivando al 2014 con la quasi scomparsa di questi prodotti locali. Lo studio dei pollini a Pordenone (vedi grafico sottostante), stazione rappresentativa per la media pianura friulana, ha seguito questa diminuzione, passando da 600 granuli/ m3 annui del 2010 a 112 del 2014.

castagno PNAlcune regioni italiane, per arginare il problema e il conseguente risvolto economico dovuto alla perdita del raccolto, sono ricorse all’introduzione dell’antagonista specifico, Torymus sinensis, anch’esso proveniente dalla Cina, immettendolo artificialmente nei boschi parassitati (spesso vere e proprie coltivazioni monospecifiche per la produzione intensiva). Non essendo il caso della nostra regione, in FVG si è preferito aspettare che la fauna del bosco selezionasse autonomamente un insetto in grado di predare il cinipide. Questo anche in virtù di una interpretazione più restrittiva della normativa nazionale, che vieta l’introduzione, la reintroduzione o il ripopolamento in natura di specie alloctone. In realtà l'antagonista esotico è arrivato comunque in regione, ma si è osservato anche un non trascurabile numero di antagonisti autoctoni, che hanno portato a una diminuzione delle popolazioni del cinipide.

Le analisi dei pollini dell’anno in corso stanno evidenziando che il castagno ha ripreso a fiorire, e il polline ha superato i livelli del 2010, cioè come prima della diffusione della malattia, registrando addirittura il massimo storico.

L’ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ha confermato che il problema del parassita si è ridimensionato, anche se non è sparito del tutto. Purtroppo i nuovi insetti non potranno più essere eradicati dal territorio, ma la natura è capace di creare un diverso equilibrio tra le varie specie che compongono la catena alimentare dei boschi pedemontani. La preoccupazione è che le introduzioni nel nostro ambiente delle due specie esotiche, Dryocosmus kuriphilus e Torymus sinensis, possano alterare altri equilibri, che coinvolgono altre specie animali e vegetali, con effetti ad oggi non prevedibili.

Ad ogni modo, Arpa FVG, componente della rete nazionale POOLnet, è oramai da molti anni impegnata nel monitoraggio dei pollini in atmosfera: oltre a fornire importanti informazioni agli allergologi e alle persone affette da allergie è possibile trarre importanti considerazioni ambientali, grazie all’analisi della serie storica dei dati raccolti dal 2005 a oggi. La variazione annuale dei pollini di castagno può essere un segnale indiretto sulla salute dei castagneti in regione. La provenienza e l’abbondanza dei granuli è variabile nel tempo, in base alla presenza dei venti prevalenti di Nord-Est che trasportano i pollini dalla pedemontana pordenonese, udinese, dal Collio e in misura minore anche dalla Slovenia e dal Veneto.

Il polline di castagno (Castanea sativa), visto al microscopio ottico, ha forma caratteristica, molto diversa da altri generi della famiglia delle Fagaceae. Le piccole dimensioni (11-16 μm) del granulo lo rendono facilmente trasportabile dal vento a notevole distanza. Il periodo di presenza in aria, che corrisponde a quello di fioritura, va da fine maggio a fine luglio nella nostra regione, con un picco massimo nella seconda metà di giugno.



ultimo aggiornamento: lunedì 18 luglio 2016