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Elevata torbidità delle acque superficiali del golfo di Trieste

15/01/2018
10 gennaio 2018: plume fiume Isonzo
10 gennaio 2018: plume fiume Isonzo

Il monitoraggio effettuato da Arpa nella giornata del 10 gennaio ha evidenziato la presenza di una elevata torbidità delle acque marine superficiali nell’area occidentale del golfo, soprattutto in prossimità della foce del fiume Isonzo e delle bocche lagunari tra Grado e Lignano.

L’elevata torbidità con massimi di 40 FTU (unità torbidimetriche di formazina) è da associare alla cospicua portata del fiume Isonzo che tra la notte tra il 9 e 10 gennaio ha raggiunto valori prossimi a 1000 m3/s.

Associata all’elevata torbidità si sono rilevate anche salinità superficiali relativamente basse comprese tra 5 e 18 psu (Practical Salinity Units).

L’elevata torbidità è dovuta principalmente alla presenza nello strato superficiale del mare di particellato sospeso che è costituito dalla totalità della sostanza organica ed inorganica trasporta dalla plume (corrente superficiale fluviale) del fiume.

Il particellato sospeso in parte tende ad essere allontanato dal golfo per effetto delle correnti marine ed in parte tende a sedimentare lungo la colonna d’acqua.

Nella fase di trasporto e sedimentazione il particellato sospeso può contribuire a modificare le caratteristiche chimico-fisiche e biologiche delle acque marine, come ad esempio: rilasciare sali nutritivi e sostanze inquinanti, modificare la temperatura del mare per un maggior assorbimento della radiazione solare rispetto alle molecole d’acqua, in seguito si osserva il rilascio di calore all’acqua circostante per conduzione, inibire i processi di fotosintesi del fitoplancton, alghe e fanerogame marine diminuendo la penetrazione della luce solare nel mare.

Inoltre, soprattutto nel periodo estivo con una forte stratificazione termica tra lo strato superficiale e quello prossimo al fondale marino, la frazione organica del particellato sospeso, sedimentato nella colonna d’acqua e posizionato negli strati marini più profondi, viene decomposta e remineralizzata (decomposizione di un composto organico in composti inorganici semplici) dall’attività degli microrganismi presenti nel mare.

Tale processo può produrre nello strato d’acqua prossimo al fondale marino, un forte decremento dell’ossigeno disciolto (ipossia e anossia) con un conseguente possibile danno agli organismi che vivono in prossimità fondale stesso.