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Fiume Isonzo: monitorate le acque idonee alla vita dei pesci

23/12/2015

Le acque del fiume Isonzo sono idonee alla vita dei pesci? E’ questa la domanda a cui ha voluto dare risposta uno studio, pubblicato contestualmente su questo sito, che riporta i risultati del monitoraggio delle acque isontine condotto da ARPA FVG in collaborazione con l’Ente Tutela Pesca FVG. Il monitoraggio, realizzato nel lungo periodo, ha avuto lo scopo di verificare l’idoneità della qualità delle acque alla vita dei salmonidi e dei ciprinidi.

L’Isonzo presenta acque qualitativamente idonee ad ospitare questo tipo di fauna ittica.


L’attività di monitoraggio ha interessato tre stazioni puntuali posizionate nei comuni di Gorizia, Savogna d’Isonzo e San Canzian d’Isonzo, per il periodo compreso tra il 2000 e il 2014. Molteplici i parametri qualitativi analizzati quali la temperatura dell’acqua, il pH, l’ossigeno disciolto, i materiali in sospensione, la domanda biochimica di ossigeno, il fosforo, i nitriti, i composti fenolici, gli idrocarburi di origine petrolifera, l’ammoniaca, il cloro, i cloruri, i tensioattivi e i metalli.

Fino al 2012 la frequenza di monitoraggio è stata mensile, settimanale solo per il rilevamento della temperatura; dal 2012 al 2014, vista la stabilità dei risultati, stagionale.
L’Ente Tutela Pesca ha attuato i campionamenti fino al 2012, anno in cui, per questa attività, è subentrata ARPA; l’Agenzia, inoltre, per tutto l’arco temporale, si è occupata delle analisi di laboratorio sulla qualità delle acque.


Oltre alle caratteristico chimico-fisiche sono state valutate le caratteristiche idrauliche, morfologiche e biologiche del sistema fluviale. La principale criticità riscontrata riguarda il regime idraulico alterato dalle continue variazioni di portata legate al rilascio della diga di Salcano (SLO) (hydropeaking). Questa pressione condiziona negativamente gli habitat fluviali che non riescono a raggiungere un equilibrio ecologico. Pertanto, nella futura designazione del fiume Isonzo sulla idoneità delle acque alla vita dei pesci, si dovrà tener conto della realtà fortemente compromessa dell’asta fluviale compresa tra Sagrado e San Pier d’Isonzo. In questo tratto infatti il deflusso minimo non è funzionale a creare le condizioni necessarie affinché s’instaurino habitat stabili che permettano la vita dei pesci.


Il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi anni, quale supporto alle decisioni, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

 
 

Studio sulle acque dell'Isonzo