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Esiti del monitoraggio di settembre delle acque del golfo di Trieste

19/09/2018

Il monitoraggio effettuato nel golfo di Trieste dai tecnici di Arpa FVG, nelle giornate comprese tra il 10 e il 15 settembre su un totale di 40 stazioni di campionamento, ha evidenziato la presenza, nell’area più esterna del golfo con profondità superiore a 21 metri, di una massa d’acqua con carenza di ossigeno disciolto (ipossia).

Questo nucleo d’acqua è caratterizzato da una temperatura di 19°C, salinità superiore a 38 psu e una concentrazione media di ossigeno disciolto di 47.1% di saturazione con minimi di 37.4% e di 34.7% rispettivamente nella stazione MA311 e C424 (vedi mappa).

Questa situazione è da imputare al mantenersi della stratificazione termica tra la superficie ed il fondale marino, lo scarso scambio gassoso tra gli strati marini superficiali e di fondo, la presenza di processi respiratori associati agli animali che vivono a livello del fondale marino e soprattutto all’aumento della domanda di ossigeno da parte della componente batterica adibita alla mineralizzazione della sostanza organica in via di sedimentazione nelle acque prossime al fondale marino.

I valori massimi di ossigeno disciolto sono in leggera sovasaturazione e si misurano alla profondità di circa 13 m mentre i massimi di clorofilla a pari 2.0-2.5 µg/L si registrano a 19-20m di profondità. Entrambi i picchi si evidenziano quindi negli strati subsuperficiali della colonna d’acqua sovrastanti quello in ipossia.

Il mantenersi di una situazione meteorologica stabile con l’assenza di perturbazioni che innescano un incremento del moto ondoso ed il rimescolamento delle masse d’acqua potrebbe portare ad un peggioramento dell’ipossia, al momento l’indagine con telecamera subacqua non evidenzia sofferenza negli organismi bentonici (come Atrina pectinata). 

Il golfo è tuttora interessato dalla abbondante presenza dello ctenoforo Menmiopsis leidyi (noce di mare) e delle meduse Rhizostoma (Polmone di mare) e Cotylorhiza (Cassiopea Mediterranea).