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Arpa FVG e ArpaV insieme per il monitoraggio della fauna ittica

08/11/2017

Si è da poco concluso il monitoraggio della fauna ittica delle acque interne tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, condotto durante la stagione estiva 2017. Il rapporto di collaborazione è risultato strategico per ottenere informazioni su tematiche di grande attualità come gli impatti idromorfologici e lo sfruttamento idrico, attraverso lo studio dei pesci d'acqua dolce.

Grazie a questa attività è stato possibile svolgere il monitoraggio di oltre venti corpi idrici, equamente distribuiti tra le due Regioni, secondo quanto richiesto dalla Direttiva WFD 2000/60/CE (recepita in Italia dal D.lgs. 152/2006). Inoltre, è stato possibile risparmiare sugli elevati costi, in termini di personale dedicato e di sforzo di campionamento, che questo tipo di monitoraggio richiede.

La composizione e l’abbondanza della comunità ittica, assieme agli altri EQB (Elementi di Qualità Biologica) macroinvertebrati, macrofite e diatomee, concorre a definire lo stato ecologico di un corso d'acqua.

In particolare, le operazioni di monitoraggio della fauna ittica si sono concentrate dapprima sulla raccolta degli individui, per mezzo di elettrostorditori e guadini (retini), e successivamente sulla identificazione della specie e sulla misurazione di lunghezza e peso. Gli esemplari sono stati infine rilasciati. Terminata la fase di raccolta dati, questi saranno elaborati e verrà applicato l'indice ISECI (Indice dello Stato Ecologico delle Comunità Ittiche) per la definizione della classe ecologica del corpo idrico.

I tecnici delle due Agenzie hanno operato creando un'unica squadra di monitoraggio e applicando la stessa modalità esecutiva, definita dal "protocollo di campionamento e analisi della fauna ittica dei sistemi lotici guadabili" (Manuali e Linee Guida 111/2014 di ISPRA).

Per Arpa FVG l’attività ha coinvolto la struttura Qualità delle acque interne e la funzione Qualità dei suoli e biodiversità, mentre per ArpaV ha visto l’impegno dei tecnici del Dipartimento Regionale Laboratori.

L'esperienza di collaborazione è stata coerente con quanto promosso dal Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) che intende favorire la cooperazione, la collaborazione e lo sviluppo omogeneo dei temi di interesse comune dei ventidue soggetti che lo compongono, creando spazi di confronto, di discussione e di azione comune.