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Balneazione "eccellente" in Friuli Venezia Giulia

balneazione FVGQual è lo stato di salute delle acque di balneazione del Friuli Venezia Giulia?
A questa domanda danno risposta i risultati dell’attività di Arpa FVG: il 92% delle acque regionali destinate alla balneazione è classificato di qualità eccellente.

In Friuli Venezia Giulia, per la stagione balneare 2016, sono stati individuati e classificati 57 siti di acque marine e 9 di acque dolci, per un totale di 66 punti monitorati mensilmente.
Sulla base dei valori rilevati in ogni stazione di monitoraggio nelle stagioni balneari dal 2012 al 2015, sono state attribuite le classi di qualità:

  • a 53 siti di acque marine è stata attribuita la classe "eccellente", a 3 siti la classe "buona" e a un solo sito la classe "sufficiente";
  • per le acque dolci, 8 siti presentano qualità "eccellente", mentre uno solo è stato classificato di classe "sufficiente".
 
 

Ma dietro a questa classificazione, apparentemente semplice, cosa c’è? Quali sono le attività, le procedure, i tempi, le norme, le persone che permetto di poter avere questo tipo di risultati?

 

Cosa viene fatto: attività, procedure e tempi

Per la durata della stagione balneare, ovvero dal 1° maggio al 30 settembre, i tecnici di Arpa effettuano campionamenti mensili, secondo un calendario prestabilito prima dell’inizio della stagione balneare e debitamente comunicato al Ministero della Salute. I campionamenti devono essere eseguiti entro e non oltre 4 giorni dalle date fissate.

I parametri ricercati nei campioni di acqua sono due: l’Escherichia coli e gli Enterococchi intestinali. Sono i due microrganismi che meglio servono da indicatori di inquinamento fecale nelle acque. Si evidenzia, in questo modo, la possibile presenza di batteri o virus intestinali potenzialmente patogeni, legati a questo tipo di contaminazione.

Annualmente vengono eseguiti in media da 800 a 900 analisi degli indicatori di contaminazione fecale.

I dati dei monitoraggi vengono utilizzati per la valutazione della qualità delle acque di balneazione, che viene fatta ogni anno al termine della stagione balneare. Per valutare e classificare i siti balneabili servono i dati di qualità relativi all’ultima stagione balneare e alle tre precedenti. In altre parole, sono necessari i dati di 4 anni di monitoraggio per qualificare le acque di balneazione secondo le 4 classi di qualità: scarsa, sufficiente, buona o eccellente.

Qualora nell’arco della stagione balneare venissero riscontrate delle criticità, anche temporanee, dovute a episodi di inquinamento di breve durata, le autorità competenti, ovvero i Comuni, oltre che informare tempestivamente i cittadini, stabiliscono adeguate misure di gestione. Tali misure prevedono il divieto di balneazione o l’avviso di balneazione sconsigliata, sino alla riduzione o eliminazione delle cause di inquinamento.

Arpa FVG si è dotata negli anni di strumenti adatti a comunicare tempestivamente i risultati dei monitoraggi mensili. Nella sezione del sito web dell’Agenzia dedicata alle acque di balneazione è possibile accedere ai risultati del monitoraggio. Questi ultimi vengono presentati sotto forma di bollettini mensili, agevolmente scaricabili e stampabili dai Comuni, nonché facilmente consultabili dal singolo cittadino. Inoltre, molteplici sono i canali attraverso i quali l’Agenzia informa la popolazione (social media, comunicati stampa, relazioni annuali, interviste tv e radio, incontri con i cittadini e i Comuni).

 

Un po’ di storia: la normativa di settore

Il monitoraggio della qualità delle acque di balneazione prende avvio a livello europeo durante gli anni ’70, con la direttiva 160 dell’allora Commissione Economica Europea. Successivamente, nel 2006, con la direttiva 7 della Commissione Europea, grazie alla disponibilità di nuove conoscenze scientifiche e tecniche, sono stati proposti e applicati approcci per una gestione integrata e più avanzata del rischio. In Italia questa direttiva è stata recepita con decreto legislativo n. 116 del maggio 2008 e attuata, con decreto, il 30 marzo 2010.

Il 2010 dunque segna l’inizio della concreta applicazione delle attività per le acque di balneazione così come vengono fatte oggi.

La direttiva si avvale di strumenti innovativi finalizzati alla tutela della salute dei bagnanti. Le attività di monitoraggio rappresentano solamente uno degli strumenti. Fondamentale è l’accesso all’informazione e la partecipazione da parte dei cittadini: le persone vengono informate sui risultati del monitoraggio per prevenire pericoli per la salute. Ogni area designata è provvista di cartellonistica dove vengono descritte le eventuali criticità individuate dallo studio del territorio.

 

Le persone e la collaborazione tra le Agenzie ambientali

L’attività sulle acque di balneazione avviene grazie a molteplici professionalità di cui è dotata l’Agenzia.

Due tecnici sono impegnati nell’organizzazione logistica delle attività sul campo che prevede uscite in mare e a terra (per le acque interne). Le uscite in mare vengono effettuate tramite 3 imbarcazioni con altrettante squadre, composte da un conducente e due tecnici. I punti monitorati sono 27 per le provincie di Udine e di Gorizia, 30 per quella di Trieste. La squadra per le uscite a terra è composta da due tecnici e l’attività viene svolta su 9 stazioni di monitoraggio.
Per due giorni al mese, in genere un lunedì e un martedì a metà mese, sono ben 11 i tecnici e 4 i mezzi coinvolti nell’attività di campionamento, per un totale di circa 400 campioni all’anno.

I campioni vengono successivamente consegnati al Laboratorio di Trieste per l’analisi dei parametri richiesti dalla normativa. L’esecuzione analitica prevede un periodo di 48 ore tra l’inizio e la fine delle operazioni, con l’impegno di personale tecnico, amministrativo e del laboratorio, il tutto coordinato da personale dirigente.

In caso di superamento dei limiti microbiologici previsti dalla normativa, Arpa FVG ripeterà il campionamento. E’ importante stabilire nell’area designata, la breve durata dell’inquinante, a tal fine il campionamento successivo dovrà avvenire entro 72 ore dal prelievo che ha superato i limiti. Il responsabile del laboratorio comunicherà al Comune competente dell’area sia il superamento che il ritorno alla regolarità microbiologica dell’acqua di balneazione. Il Comune emetterà prima l’ordinanza di chiusura e poi l’ordinanza di apertura dell’area soggetta all’inquinamento; le ordinanze di chiusura sono rese note al pubblico con apposita cartellonistica di divieto lungo il tratto di litorale interessato.

Questa procedura è frutto di un costante miglioramento dell’attività di Arpa FVG avvenuto negli anni, anche grazie a un continuo scambio e una sempre maggior integrazione con le altre Agenzie regionali e provinciali. In particolare grazie alla collaborazione con Arpa Emilia Romagna e ARPA Toscana, è stato possibile perfezionare i metodi di analisi di laboratorio, arrivando a una procedura condivisa. Inoltre, per la diffusione dell’informazione, sono state attivate rapide tecnologie di comunicazione.

Questo è solo uno dei numerosi esempi di attuazione dei principi di “sistema” secondo i quali, già da anni, le varie Agenzie e ISPRA operano per l’integrazione delle attività e competenze a protezione dell’ambiente e della salute dei cittadini.



ultimo aggiornamento: giovedì 11 agosto 2016