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Protocolli operativi

Cormorani sul lungomare di Barcola

La mula di Trieste di Nino SpagnoliI protocolli operativi sono presentati nell'allegato C del DM 30/03/2010 del Ministero della Salute:

"Linee guida - Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane". Un un primo aggiornamento è stato redatto da ISPRA nel quaderno 5/2012 "Monitoraggio di Ostreopsis ovata e Ostreopsis sp.p.: protocolli operativi".

Nel 2014 l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato in Rapporti ISTISAN 14/19 un recente aggiornamento delle linee guida, attualmente in attesa di recepimento per mezzo di apposito decreto ministeriale, che meglio definisce le attività da intraprendere e i dati necessari per la caratterizzazione del rischio sanitario associato all'esposizione alle tossine prodotte da Ostreopsis cfr. ovata.

 

 

Le linee guida per la gestione del rischio associato alla fioriture di specie tossiche prevedono tre fasi di attività.

 

1. La fase di routine durante la quale, dopo aver individuato le aree a rischio di fioriture, viene effettuato il monitoraggio routinario mensile e vengono predisposti i piani di sorveglianza sindromica e di comunicazione del rischio.

    Questa fase rutinaria, in cui il rischio sanitario è considerato tascurabile, si estende fino alla presenza di Ostreopsis cfr. ovata in concentrazioni di 30000 cellule/litro in condizioni meteorologiche che garantiscono un idrodimanmismo tale da non permettere lo sviluppo di estese fioriture.

 

2. La fase di attenzione/allerta che può scatare in due casi:

    a. quando si rileva un aumento dell'abbondanza cellulare di Ostreopsis cfr. ovata tra 10000 e 30000 cellule/litro ma in presenza di scarso idrodinamismo e condizioni che favoriscono l'estensione della fioritura;

    b. quando la concentrazione cellulare varia tra 30000 e 100000 cellule/litro ma in condizioni che non favoriscono la formazione di aerosol e spruzzi. 

In questi casi i bagnanti possono venire in contatto con la fioritura o inalare l'aerosol e conseguentemente avvertire lievi sintomi.

    In questa fase l'Agenzia intensifica le attività di monitoraggio, valuta l'estensione dell'area interessata e provvede ad informare gli Organi Regionali e le Autirità Competenti.


3. La fase di emergenza che scatta quando:

    a. vengono rilevate concentrazioni dell'alga che superano il valore di 30.000 cellule/litro in condizioni che favoriscono la formazione di aerosol; 

    b. indipendentemente dalle condizioni meteoclimatiche si rilevano concentrazioni che superano le 100000 cellule/litro.

    Questa fase è caratterizzata da un'ulteriore intensificazione dei controlli sul territorio e dal coordinamento degli Organi Regionali e delle Autorità Competenti ai fini una corretta informazione al pubblico.

 

 IL MONITORAGGIO

 

Imbarcazione  ARPA

Osservazione del fondale marino

Il monitoraggio routinario prevede l'attuazione di sopralluoghi e campionamenti mensili durante la stagione balneare da maggio a settembre.

Si esegue una prima ispezione visiva del fondale marino fino a qualche metro di profondità (1-3 metri) nell'area considerata a rischio di fioriture.

Vengono rilevati i dati ambientali relativi alla temperatura dell'aria, la direzione e l'intensità del vento, nuvolosità, altezza e provenienza delle onde marine. 

 

Sonda multiparametricaFase di campionamento di macroalgheCampioni di macroalghe

Per mezzo di una sonda multiparametrica vengono registrati i dati idrologici marini: temperatura dell'acqua, salinità, pH, saturazione dell'ossigeno disciolto in acqua e concentrazione di clorofilla a da fluorescenza indotta. 

Si procede quindi alla raccolta di campioni di acqua di mare e di macroalghe o di substrati duri secondo i protocolli indicati dal DM 30/03/2010 e dal successivo aggiornamento di ISPRA nel quaderno 5/2012.

 

Microscopio ottico invertito

Cellule microalgali al microscopio ottico

I campioni vengono, infine, processati e analizzati in laboratorio.

Le analisi al microscopio ottico invertito hanno lo scopo di ricercare la presenza di tutte le specie potenzialmente tossiche presenti e stimarne l'abbondanza. 

 

 

 

 

 

 

 

Cellula di Prorocentrum lima

Cellula di Coolia monotisAccanto ad Ostreopsis ovata, infatti, vi sono altre microalghe potenzialmente tossiche come Prorocentrum lima e Coolia monotis, appartenenti alla classe dei dinoflagellati, che, se si riproducono raggiungendo abbondanze molto elevate, possono creare diverse problematiche sia all'uomo sia all'ecosistema. 

 

 



ultimo aggiornamento: giovedì 22 gennaio 2015