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Lo stato ecologico delle acque superficiali interne

qualita_tutela3La Water Framework Directive 2000/60/CE (WFD), conosciuta anche come Direttiva Quadro per le Acque, introduce elementi di cambiamento sostanziali nella gestione delle acque a livello comunitario.

L’art. 1 indica una serie di obiettivi da raggiungere, tra cui proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, terrestri e delle zone umide, agevolare l’utilizzo idrico sostenibile, proteggere l’ambiente acquatico con misure specifiche sugli scarichi, ridurre l’inquinamento delle acque sotterranee, mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità.

L’obiettivo di qualità ecologica stabilito dalla Direttiva è inteso come la capacità del corpo idrico (vedi glossario) di supportare comunità animali e vegetali ben strutturate e bilanciate, strumenti biologici fondamentali per sostenere i processi autodepurativi delle acque.

Ne consegue che sono le stesse comunità animali e vegetali a garantire la “pulizia” dell’ambiente in cui vivono, le prime grazie a sminuzzatori, detrivori etc che degradano progressivamente la sostanza organica in strutture sempre più piccole, le seconde utilizzandole come nutrienti favorendo un adeguato bilanciamento degli elementi chimico-fisici (nitrati, fosfati, ammonio, ossigeno, pH etc).

Come conseguenza giuridica di questo nuovo concetto di qualità delle acque, sono stati rivoluzionati sia i sistemi di gestione che di monitoraggio delle acque.

La normativa infatti definisce lo stato ecologico tramite lo studio di alcune comunità biologiche acquatiche, utilizzando gli elementi fisico-chimico e idromorfologici (quali il regime idrico e le caratteristiche di naturalità morfologica dell’alveo), come sostegno al processo di definizione della qualità ambientale.

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Nello specifico, gli elementi biologici segnalati per la valutazione delle acque dolci superficiali interne sono: diatomee bentoniche e macrofite (flora acquatica), macroinvertebrati bentonici e pesci (fauna acquatica), dove per bentoniche si intendono le comunità di organismi che vivono non nella colonna d’acqua ma sul substrato dell’alveo fluviale o del lago. Gli elementi biologici vengono valutati sulla base di indici  dati dal rapporto tra il valore osservato e quello atteso in condizione di scarso/nullo impatto antropico (condizioni di riferimento).

Seguendo un principio di precauzione, lo stato di qualità dei corpi idrici è classificato in base al più basso dei valori riscontrati durante il monitoraggio biologico e chimico-fisico.

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L’ambizioso obiettivo ambientale stabilito dalla WFD è il raggiungimento e/o mantenimento di uno stato ecologico buono delle acque entro il 2015.

La Direttiva è stata recepita in Italia nel D.lgs 152/06, nel quale si prevede la redazione di appositi PiaSericostomatidaeni Regionali di Tutela delle Acque (PRTA), in cui vengono individuate le misure per conseguire gli obiettivi di qualità stabiliti dalla Direttiva. Al fine di redarre il PRTA, la Regione FVG ha provveduto a classificare i corpi idrici superficiali in base al rischio di non raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Direttiva, valutando le pressioni e gli impatti che insistono sui corpi idrici. La Regione si avvale della collaborazione di ARPA FVG per la parte relativa al monitoraggio biologico, chimico-fisico e idromorfologico, in modo tale da fornire la classificazione dello stato ecologico di circa 450 corpi idrici superficiali interni, di cui 20 artificiali e 11 laghi. Considerando l’immenso sforzo (si tratta della più grande campagna di monitoraggio delle acque interne superficiali di tutta Italia), tale monitoraggio è cominciato nel 2009 ed è in fase conclusiva.

macrofitepescidiatomee

 

Stato di qualità ecologica delle acque superficiali regionali a dicembre 2012: quadro di sintesi

Fino a dicembre 2012 sono state monitorate 430 stazioni di campionamento in 424 corpi idrici (in alcuni ci sono più stazioni di campionamento al fine di valutare se sia il caso di suddividerli ulteriormente). In 419 corpi idrici è stato valutato lo stato ecologico sulla base di tre elementi biologici (diatomee, macrofite e macroinvertebrati). I rimanenti 5 sono laghi e invasi artificiali per i quali i campionamenti sono in fase di ultimazione.

Le indagini relative alla composizione, abbondanza e struttura della fauna ittica sono state affidate all’Ente Tutela Pesca, che ha operato in accordo con operatori dell’ARPA FVG e dell’Università di Trieste. Allo stato attuale sono stati monitorati 130 corpi idrici.

E’ stata inoltre eseguita una valutazione generale dell’ambiente fluviale e perifluviale, relativamente al tratto monitorato, applicando l’Indice di Funzionalità Fluviale (IFF), indice che fornisce una visione integrata dello “stato di salute” di un fiume prendendo in considerazione sia la sua componente biotica che abiotica.

In Figura 1 viene riportato lo stato ecologico nei 425 punti di campionamento (vedi schede stazioni), la cui ripartizione per classe di qualità nelle 4 Province è riportata in Tab.1. Dal momento che gli indici ministeriali proposti non sono stati ancora adeguatamente testati, si è provveduto a valutare lo stato ecologico tramite la formulazione di un giudizio esperto, giudizio che tiene conto di una visione integrata di tutti gli elementi rilevati durante il monitoraggio.

  CATTIVO SCARSO SUFFICIENTE BUONO ELEVATO NON CAMPIONABILI SOSPESO Totale
Udine 11 24 80 91 13 31 13 263
Pordenone 10 11 35 40 23 23 0 142
Gorizia 0 1 8 4 0 0 0 13
Trieste 0 0 2 3 2 0 0 7
totale 21 36 125 138 38 54 13 425


Dalla carta di Fig. 1 si evince che le situazioni di migliore stato ecologico (vedi approfondimento nelle schede stazioni) sono state individuate nella zona montana dove tuttavia, soprattutto nella porzione orientale, sono state riscontrate situazioni di alterazione ambientale. Infatti, lo stato ecologico dei corpi idrici risulta per lo più buono e sufficiente, mediamente più basso rispetto a quello atteso.

I corsi d’acqua montani sono soggetti in maniera crescente ad alterazioni di tipo idromorfologico rappresentate dalla presenza di briglie, prese idroelettriche, derivazioni, rilasci ed escavazioni in alveo. Gli impatti di tali pressioni ricadono sostanzialmente sugli ecosistemi acquatici e sulla biodiversità.
stato ecologico 2012

 

Le comunità vegetali e animali si destrutturano e allontanandosi dalle condizioni ottimali, diminuisce anche l’efficacia autodepurativa fluviale con conseguente aumento del carico organico e sbilanciamento della componente chimico-fisica (abiotica).

Si rischia quindi di innescare fenomeni di degradazione ambientale a feed-back negativo, ovvero la destrutturazione delle comunità animali e vegetali induce una minore efficienza autodepurativa che va a ulteriore detrimento della componente biotica, un circolo vizioso che nel lungo periodo può indurre profonde e gravi alterazioni sugli ecosistemi e sulla biodiversità.

Lo stato ecologico peggiora nella zona planiziale, dove risulta particolarmente evidente l’impatto antropico. Nell’ultimo secolo i corsi d’acqua della bassa pianura friulana hanno subito degli interventi che hanno causato profonde modificazioni idromorfologiche ed ecologiche. In modo particolare la canalizzazione di interi tratti, il taglio della fascia perifluviale e lo sfalcio delle vegetazione acquatica hanno fortemente banalizzato gli ambienti acquatici, determinando inoltre variazioni a livello delle comunità biologiche tipiche.

A queste problematiche, ed indirettamente determinato da esse, si affianca anche un diffuso aumento del carico di nutrienti, causato principalmente dall’agricoltura intensiva, dalle attività zootecniche e dall’arricchimento in nitrati della falda sotterranea.

 

Glossario

 

acque superficiali: le acque interne, ad eccezione delle acque sotterranee; le acque di transizione e le acque costiere, tranne per quanto riguarda lo stato chimico, in relazione al quale sono incluse anche le acque territoriali;

acque interne: tutte le acque superficiali correnti o stagnanti, e tutte le acque sotterranee all'interno della linea di base che serve da riferimento per definire il limite delle acque territoriali;

bacino idrografico: il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare al mare in un'unica foce, a estuario o delta;

corpo idrico superficiale: un elemento distinto e significativo di acque superficiali, quale un lago, un bacino artificiale, un torrente, fiume o canale, parte di un torrente, fiume o canale, acque di transizione o un tratto di acque costiere;

distretto idrografico: area di terra e di mare, costituita da uno o più bacini idrografici limitrofi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere che, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1 della Direttiva 2000/60/CE è definito la principale unità per la gestione dei bacini idrografici;

IFF: Indice di Funzionalità Fluviale

inquinamento: l'introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze o di calore nell'aria, nell'acqua o nel terreno, che possono nuocere alla salute umana o alla qualità degli ecosistemi acquatici o degli ecosistemi terrestri che dipendono direttamente da ecosistemi acquatici, perturbando, deturpando o deteriorando i valori ricreativi o altri legittimi usi dell'ambiente;

MATTM: Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare

PRTA: Piano Regionale Tutela Acque

stato delle acque superficiali: espressione complessiva dello stato di un corpo idrico superficiale, determinato dal valore più basso del suo stato ecologico e chimico;

stato ecologico: espressione della qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici associati alle acque superficiali, classificato a norma dell'allegato V della Direttiva 2000/60/CE ;

 



ultimo aggiornamento: mercoledì 26 giugno 2013