sei in: home page » acqua » le acque sotterranee » Rapporto nitrati Stampa

Rapporto nitrati

rapporto nitratiIl Rapporto ISPRA n. 217/2015 costituisce il Rapporto Nitrati, redatto da ISPRA in collaborazione con cinque ARPA del Nord-Italia, tra le quali ARPA FVG, e la Seconda Università di Napoli, a conclusione del Progetto MiPAAF-ISPRA-ARPA dal titolo “La contaminazione da nitrati nelle acque: applicazione di un modello isotopico nelle Regioni del Bacino del Po, della Pianura Veneta e del Friuli Venezia Giulia”.

 

Visualizza e scarica il Rapporto

Vai al sito di ISPRA per approfondire e sacricare i contributi delle varie ARPA e della II Università di Napoli

 

 

Ragioni e inquadramento dello studio

Sulla base di quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 5 maggio 2011, nella primavera del 2012 il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) ed ISPRA hanno siglato una convezione finalizzata ad affinare il livello conoscitivo sull’origine del contenuto dei nitrati nelle acque sotterranee e superficiali presenti nelle Regioni del bacino del Po, della pianura Veneta e del Friuli-Venezia Giulia.

Per tale finalità, sono stati utilizzati i dati del contenuto di nitrati misurati dalle rete nazionale Sintai, ed europea, EioNet, di monitoraggio della qualità delle acque e sono state sviluppate metodologie e strumenti innovativi per valutare l’apporzionamento tra le diverse sorgenti potenziali (fertilizzanti minerali, effluenti zootecnici, reflui urbani e fanghi di depurazione). 

Le attività sono state condotte con il concorso delle Arpa (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) e in collaborazione con le Regioni afferenti alle aree d’indagine.

 

Il modello parametrico

Per una prima valutazione del grado di pericolosità per gli acquiferi legato a diverse sorgenti potenziali di nitrato che insistano in un determinato territorio, è stato sviluppato un modello parametrico basato su un indice qualitativo, l’indice SPEC (Sorgente, PEericolo e Controllo).

Tale modello, derivato da una fusione di indici già proposti e validati quali Sintacs, Ipnoa e Ipnoc, è basato sull’assegnazione di punteggi alle sorgenti, al carico totale di azoto e alle caratteristiche sito-specifiche legate a parametri climatici, pedologici, idrogeologici e antropici valutate su base comunale.

Il risultato finale è l’indice di pericolo SPEC, calcolato come sommatoria di indici parziali ottenuti per ciascuna sorgente

 

Indagini isotopiche

La discriminazione dei contributi delle diverse sorgenti, mediante l’utilizzo delle analisi isotopiche nelle acque superficiali e sotterranee, si ottiene sostanzialmente dai loro rapporti isotopici presenti sul territorio.

Per questo motivo ISPRA e le ARPA hanno individuato 6 aree di taratura, caratterizzate da tipologie di sorgenti note in cui sono state investigate le composizioni isotopiche delle sorgenti, delle acque superficiali e sotterranee.

I dati ottenuti in queste aree hanno permesso di valutare i valori di fondo dei nitrati presenti nell’area d’indagine e l’influenza dei principali processi sul frazionamento isotopico.

Contemporaneamente alle indagini nelle aree di taratura sono state effettuate indagini in 84 aree studio vulnerate, caratterizzate da concentrazioni di nitrato per lo più derivanti da contributo misto, individuate dalle ARPA partecipanti al progetto in accordo con le rispettive Regioni.

Le analisi isotopiche sono state condotte presso il laboratorio CIRCE del Dipartimento di Matematica e Fisica della Seconda Università degli Studi di Napoli.

L’apporzionamento dei contributi delle diverse sorgenti potenziali di nitrato nelle acque sotterranee delle aree studio vulnerate è stato effettuato utilizzando il modello SIAR (Xue et al., 2012), basato sulla statistica bayesiana applicata al miscelamento isotopico.



ultimo aggiornamento: venerdì 26 giugno 2015