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Le mucillagini

Nel Golfo di Trieste, così come nel resto dell’Adriatico, la presenza di macroaggregati mucillaginosi è stata osservata, dal 1988 e in seguito negli anni, 1989, 1991, 1997, 2000, 2002 e 2004.

Il fenomeno, noto fin dal 1729 era già stato registrato con notevole frequenza nella seconda metà del '800 e nella prima metà del '900 per poi scomparire fino alla sua nuova comparsa nel 1988. Le prime citazioni sulle mucillagini furono riferite dai pescatori, i quali erano afflitti da questo evento che impediva loro di usare le reti perché appesantite da "una certa cosa moccichiosa". Le segnalazioni riguardavano in genere aree costiere piuttosto limitate perché si basavano su osservazioni fatte dalla riva o in aree strettamente costiere da parte di ricercatori e pescatori.

Il fenomeno delle mucillagini è rappresentato dalla comparsa di particelle di sostanza organica sospese nell’acqua che variano d’aspetto e di grandezza e che tendono a scurirsi mano a mano che invecchiano. Si passa da una distribuzione a fiocchi, a filamenti fino ad arrivare ad aggregati più o meno estesi e spessi (figure 8 e 9). Le formazioni gelatinose di dimensioni maggiori possono avere effetti notevoli sugli ecosistemi e sulle attività turistiche, di pesca e di maricoltura.

Le mucillagini sono costituite per il 98–99 % da acqua, il restante è dato da polisaccaridi costituiti da monomeri di zuccheri, con dominanza del galattosio, e proteine. I polisaccaridi sono sostanze che possono essere prodotte (essudate o escrete) da un gran numero di organismi marini, ma i produttori principali sono micro e macro-alghe e batteri, sia fotosintetizzanti (cianobatteri) sia eterotrofi, quelli cioè che utilizzano la sostanza organica disciolta o particellata presente in mare.

Gli studi più recenti relativi a questo fenomeno nel Golfo di Trieste sono iniziati alla fine degli anni '80, ed hanno coinvolto le maggiori Istituzioni Scientifiche locali, in collaborazione con le Regioni e gli Stati confinanti. L’evento è stato monitorato nel corso degli anni, intensificando le osservazioni durante la comparsa degli aggregati gelatinosi.

Negli ultimi anni nell’ambito dell’Osservatorio Alto Adriatico sono stati emessi dei comunicati stampa, in collaborazione con il Veneto, la Slovenia e la Croazia, in merito all’evolversi del fenomeno in periodo estivo ed alle condizioni meteo marine ed idrologiche connesse.



ultimo aggiornamento: martedì 05 marzo 2013