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Le biotossine algali

Le biotossine algali sono sostanze tossiche prodotte da alcuni tipi di alghe unicellulari microscopiche che vivono in sospensione nelle acque (fitoplancton). Alcune di queste alghe, principalmente appartenenti alle classi dei Dinoflagellati e delle Diatomee, hanno la capacità di produrre tossine dannose per l'uomo.

Nel mare Adriatico, da tempo, si è assistito ad un'intensificazione del fenomeno delle fioriture algali, dovuto da un lato all'eutrofizzazione delle aree marine costiere e dall'altro alla progressiva diffusione di fitoplancton in nuove aree geografiche. Il fenomeno, pertanto è in continua evoluzione. Nel 2005 si sono avuti in Liguria casi di ricoveri ospedalieri per malesseri (faringite, febbre, congiuntivite) di bagnanti che avevano frequentato spiagge interessate da fioriture algali (Ostreopsis).

Tale fenomeno si presenta ciclicamente ed è stato necessario impostare una continua vigilanza delle acque e dei molluschi. Infatti i molluschi bivalvi (mitili, ostriche ecc.), in quanto organismi filtratori, sono gli alimenti più a rischio, perchè ingerendo le microalghe accumulano la tossina nel loro organismo. Le biotossine sono composti termostabili, quindi la cottura dei molluschi non risolve il problema; è importante invece controllare l'etichettatura del prodotto che si acquista per essere certi che provenga da aree controllate.

 Il Dipartimento di Gorizia, quale centro di riferimento regionale per le biotossine algali, controlla dal 1989 il fenomeno evolutivo delle alghe marine tossiche e potenzialmente tossiche ed esegue sui molluschi bivalvi la ricerca delle tossine di tipo DSP, YTX, ASP e PSP.

In questo contesto viene redatto settimenalmente il "Bollettino di Monitoraggio delle biotossine marine", riportante i dati del monitoraggio che vengono trasmessi al Centro di riferimento nazionale per le biotossine marine di Cesenatico per la vigilanza della qualità dei molluschi nell' Alto Adriatico



ultimo aggiornamento: martedì 05 marzo 2013