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Monitoraggio acque marino-costiere e lagunari

 

Aree sensibili e SIC

lagune_SICLe acque costiere regionali appartengono alla parte più settentrionale del bacino dell’Alto Adriatico caratterizzato da fondali poco profondi e da una circolazione delle masse d’acqua fortemente influenzata dai fattori meteorologici. L’Alto Adriatico è stato recentemente designato quale “area sensibile” dal D. Lgs. 152/2006.

Le acque di transizione  regionali presentano delle caratteristiche fisico-chimiche e biologiche molto variabili dovute a caratteristiche geografiche ed ambientali. È importante evidenziare che le lagune di Marano e di Grado costituiscono Siti di Interesse Comunitario (SIC), ossia siti che ospitano habitat naturali particolarmente preziosi e meritevoli di tutela.

Queste aree sono particolarmente sensibili agli effetti negativi dovuti alle attività antropiche (dell’uomo): trasporti marittimi, industria, pesca e turismo. I complessi urbani di Trieste, Muggia e Monfalcone, con le rispettive aree industriali e portuali sono tra le sorgenti primarie di possibile inquinamento, anche se, la diffusione al largo, attraverso le condotte sottomarine delle acque reflue urbane e/o industriali trattate a terra dai depuratori, mitiga fortemente la loro azione inquinante.
Altre aree sensibili sono gli importanti centri turistici di Grado e Lignano, con il loro massiccio carico di vacanzieri concentrati nei mesi estivi, nonché l'area industriale dell'Aussa-Corno. Queste aree rappresentano possibili fonti di inquinamento, anche se sono fortemente limitate dalla presenza dai depuratori di Grado, San Giorgio di Nogaro e Lignano.

Altre pressioni sono legate alle attività di pesca, acquacoltura e molluschicoltura che sono molto sviluppate lungo tutta la costa e nelle lagune di Marano e Grado. È quindi molto importante svolgere un’attività continua di monitoraggio, e saper individuare i primi sintomi di alterazione di un ecosistema fragile come il nostro golfo, il che garantisce di poter agire velocemente per evitare possibili danni ambientali.
Inoltre, dagli anni 1990 ad oggi si sono osservate nell’ambiente marino-costiero regionale particolari situazioni associate alla presenza di mucillagini, meduse e alle fioriture di  microalghe potenzialmente tossiche per l’uomo e l’ambiente.

 

Cosa fa l'ARPA FVG

monitoraggio2Gli obiettivi dell’ARPA FVG, sono di monitorare e studiare l’ambiente per tutelare e promuovere la qualità degli ecosistemi naturali e di quelli antropizzati, nonché di prevenire i fattori di degrado che hanno o che potrebbero avere conseguenze dirette o indirette sulla salute umana. Per questo l’ARPA FVG effettua un monitoraggio mirato:


  • monitoraggio della qualità delle acque marine e costiere viene effettuato, con cadenza mensile, in 29 stazioni di campionamento distribuite lungo l’arco costiero da Muggia alla foce del Tagliamento, le stazioni sono rappresentative di 19 corpi idrici.

monitoraggioI principali parametri misurati in mare sono: temperatura, salinità, densità, pH, ossigeno disciolto e clorofilla a cui si sommano ulteriori analisi, su campioni d’acqua, per la definizione delle sostanze nutrienti potenzialmente eutrofizzanti (sali nutritivi, azoto e fosforo totali) e le analisi sulla comunità  fitoplanctonica, ed infine le indagini dei numerosi composti chimici (dagli idrocarburi, ai metalli, alle sostanze fertilizzanti, diserbanti e pesticide, ecc.) previsti dalla normativa.

        • monitoraggio della qualità delle acque di transizione: viene effettuato, con cadenza mensile, in 22 stazioni di campionamento distribuite nella laguna di Marano e Grado e nella foce dei fiumi Isonzo e del Tagliamento, le stazioni sono rappresentative di 17 corpi idrici lagunari e di 2 foci fluviali.
        • osservazione della presenza di aggregati gelatinosi nella colonna d'acqua, stima delle loro dimensioni e densità , tramite telecamera subacquea
        • monitoraggio dell’idoneità alla molluschicoltura
        • delle acque marino-costiere e di transizione: i controlli riguardano le analisi microbiologiche e chimiche delle acque e dei molluschi e i controlli biotossicologici dei molluschi bivalvi relativamente alla ricerca di biotossine algali. La rete è costituita da 52 punti di monitoraggio.

 

      • monitoraggio dell’idoneità alla balneazione delle acque marino-costiere: durante la stagione balneare, dal 1 maggio al 30 settembre, in base al D.Lgs 116/08, si effettuano, a frequenza mensile, il campionamento dello strato superficiale del mare allo scopo di verificarne l’idoneità alla balneazione. Le stazioni monitorate sono 57 distribuite lungo l’arco costiero regionale. Se i dati del monitoraggio evidenziano un superamento dei previsti valori limite sono attivate le azioni di gestione. Per consultare i dati tecnici si fa riferimento al supporto cartografico previsto nel sito web dell’ARPA FVG
      • monitoraggio delle barriere artificiali sottomarine per ripopolamento ittico: l’Osservatorio Alto Adriatico (OOA) di ARPA FVG ha realizzato le barriere artificiali sottomarine per il ripopolamento ittico nell’ambito del Progetto ADRI.BLU (Interreg IIIA alto Adriatico).

Le barriere artificiali sono localizzate all’altezza del tratto terminale del diffusore dei reflui urbani di Lignano Sabbiadoro ad una profondità di 16 metri.

A seguito della realizzazione del progetto l'OAA ha redatto un manuale per il monitoraggio condiviso delle barriere artificiali assieme ai referenti scientifici delle regioni Emilia Romagna e Veneto ed è stato incaricato di condurre il monitoraggio delle barriere, grazie a finanziamenti regionali della Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna, Servizio pesca ed acquicoltura.



ultimo aggiornamento: giovedì 28 marzo 2013