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Learning by doing: il SNPA tra educazione e comunicazione

SNPA_comunicazione_educazioneLa legge di riforma del SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, 28 giugno 2016 n. 132), all’art.1 riporta che “il sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente” viene istituito per “assicurare omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente”, per fornire utile supporto alle “politiche di sostenibilità ambientale”.

All’art. 3, che si occupa delle funzioni del SNPA, si indica che occorre avviare una “collaborazione con istituzioni scolastiche e universitarie per la predisposizione e per l'attuazione di programmi di divulgazione e di educazione ambientale”. Nel medesimo articolo, viene richiamato l’impegno del sistema a uno “sviluppo delle conoscenze e produzione, promozione e pubblica diffusione dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali sullo stato dell’ambiente e sulla sua evoluzione”, garantendo la “diffusione al pubblico dell’informazione ambientale ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.”.

Il legislatore ha dunque ribadito e rimarcato alcuni aspetti di grande valore e attuali nel dibattito sulla gestione dell’ambiente e delle sue risorse. Le politiche di sostenibilità, largamente e diffusamente presenti e operanti sia in ambito nazionale che europeo, nonché stabilmente ricorrenti negli indirizzi e negli impegni di moltissimi Stati del consesso mondiale, richiedono il proficuo interscambio, la compresenza di processi educativi e comunicativi, con il compito di attuare una progressiva ed estesa conoscenza dei diversi aspetti che, nella loro complessità, definiscono le numerose emergenze ambientali, le quali impattano, talvolta in modo decisivo, sugli ecosistemi e sulla salute umana.

Se fino a qualche decennio fa, l’educazione formale, quella realizzata negli ambiti scolastici e universitari, aveva un peso preponderante e, in alcuni sensi, decisivo per l’alfabetizzazione e la costruzione del corpus di conoscenze della popolazione; recentemente si è assistito a una sorta d’inversione di tendenza, dove l’educazione non formale e informale hanno conquistato ampi spazi. L’apprendimento non formale si realizza in contesti educativi diversi dei luoghi dell’istruzione formale, anche dal punto di vista dell’organizzazione dei contenuti e dei processi conoscitivi.

L’apprendimento informale, generalmente noto come “learning by doing”, avviene nella vita quotidiana, nella possibilità di un accesso multiplo e multipolare alle informazioni. Le tre dimensioni dell’apprendimento, come viene ribadito dalla Commissione Europea e dal Consiglio d’Europa, non costituiscono ambiti separati, semmai vanno favorite quelle azioni, quegli approcci d’integrazione e reciproca valorizzazione.

Il SNPA, in quanto sistema a rete, assume un ruolo di notevole rilievo per lo sviluppo di conoscenze ambientali, inserendosi in un processo più ampio che prende le mosse dalla “strategia di Lisbona”, quando nel marzo del 2000 i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, avevano lanciato l’obiettivo di fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliore posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”.

Sono seguiti “Il Libro bianco” della Commissione europea per un rinnovo delle forme di partecipazione dei giovani alla vita pubblica, il “Patto Europeo per la gioventù” per promuovere e realizzare la cittadinanza attiva, e “Gioventù in Azione, Lifelong Learning: mobilità, istruzione, formazione professionale e cittadinanza attiva”, come mezzi per realizzare i nuovi obiettivi della Strategia di Lisbona.

Comunicazione ed Educazione, soprattutto nell’era dell’educazione digitale, assumono pertanto un carattere di complementarietà, di integrazione, per una coazione efficace, finalizzata a veicolare contenuti, realizzare progetti, determinare contesti di apprendimento, dove all’autorevolezza dell’informazione, si associano metodi e prassi efficaci per la crescita culturale della popolazione, non più e non solo riconducibile alle giovani generazioni, coinvolgendo, con metodologie e strumenti specifici le differenti fasce di cittadini.

 



ultimo aggiornamento: mercoledì 27 luglio 2016