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Il SNPA e l’educazione ambientale: una nuova occasione

educazione«Lo Stato e le Regioni definiscono, attraverso la concertazione, strategie, obiettivi, indirizzi, modelli di riferimento, requisiti e standard qualitativi strumentali ”, gli stessi “svolgono un’azione di programmazione finalizzata a promuovere, indirizzare, coordinare, monitorare, accreditare le attività di educazione ambientale sul territorio, sulla base degli obiettivi comuni di livello nazionale e delle specificità regionali.» (”Linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano in materia INFEA, INformazione-Formazione-Educazione Ambientale : verso un Sistema Nazionale INFEA come integrazione dei sistemi a scala regionale” a cura della Conferenza Permanente Stato – Regioni, 2000).

Dalla metà degli anni ’90 ad oggi, lo Stato e le Regioni, hanno dato avvio e realizzato una rete nazionale dedicata all’educazione ambientale, con una forte connotazione istituzionale, riconoscendo al processo educativo un ruolo cardine per la crescita culturale del nostro Paese.

Il Sistema Nazionale INFEA, seppur in modo discontinuo, ha avuto quale obiettivo innovativo quello di superare la frammentazione delle esperienze territoriali, valorizzando le stesse in un processo proattivo, dove gli enti pubblici (in particolar modo Stato e Regioni) acquisissero la dimensione di «cabina di regia volta ad integrare le politiche regionali con la proposta territoriale, svolgendo, in ultima analisi, il compito di facilitatore dei processi, prestando particolare attenzione a creare occasioni e momenti di partecipazione rivolti ai cittadini e alle organizzazioni di varia natura. Acquisendo, pertanto, il ruolo d'interfaccia tra gli indirizzi e le linee guida di politiche integrate orientate alla sostenibilità e i processi/progettualità del territorio» (Conferenza Permanente Stato – Regioni, 2000).

Nello sviluppo dell’INFEA, il sistema delle agenzie ambientali ha cercato punti di connessione con la programmazione Stato – Regioni, attraverso proprie proposte, anche se le singole leggi istitutive non sempre hanno incluso tra i compiti istituzionali l’educazione ambientale. Talvolta, come in Friuli Venezia Giulia e in Sicilia, le ARPA, attraverso specifiche strutture, hanno assunto la funzione di strutture regionali di coordinamento delle reti di educazione ambientale, in altri casi (ad esempio: Marche, Puglia, Toscana, Lombardia, Province Autonome di Trento e di Bolzano, la stessa ISPRA, etc.), sono stati negli anni organizzati programmi e iniziative rivolti preferenzialmente al mondo della scuola, con lo scopo di tradurre le attività tecnico-scientifiche delle agenzie in proposte didattiche.

La legge di riforma del SNPA (28 giugno 2016 n. 132), può rendere organiche le attività e le iniziative proposte dalle agenzie ambientali. All’art. 3, viene indicato che occorre avviare una “collaborazione con istituzioni scolastiche e universitarie per la predisposizione e per l'attuazione di programmi di divulgazione e di educazione ambientale”. Nel medesimo articolo, viene richiamato l’impegno del sistema a uno “sviluppo delle conoscenze e produzione, promozione e pubblica diffusione dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali sullo stato dell’ambiente e sulla sua evoluzione”, garantendo la “diffusione al pubblico dell’informazione ambientale ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195”. L’educazione ambientale entra, dunque, a far parte stabilmente dei compiti istituzionali del SNPA, in modo interconnesso con la comunicazione e l’informazione, realizzando un passaggio decisamente innovativo.

Il legislatore ha ribadito e rimarcato alcuni aspetti di grande valore e attuali nel dibattito sulla gestione dell’ambiente e delle sue risorse. Le politiche di sostenibilità, largamente e diffusamente presenti e operanti sia in ambito nazionale che europeo, nonché ricorrenti negli indirizzi e negli impegni di moltissimi Stati del consesso mondiale, richiedono il proficuo interscambio, la compresenza di processi educativi e comunicativi, con il compito di attuare una progressiva ed estesa conoscenza dei diversi aspetti che, nella loro complessità, definiscono le numerose emergenze ambientali, le quali impattano, talvolta in modo decisivo, sugli ecosistemi e sulla salute umana.

Se fino a qualche decennio fa, l’educazione formale, quella realizzata negli ambiti scolastici e universitari, aveva un peso preponderante e decisivo per l’alfabetizzazione e la costruzione del corpus di conoscenze della popolazione, recentemente si è assistito a una sorta d’inversione di tendenza, dove l’educazione non formale e informale hanno conquistato ampi spazi.

Il SNPA, decisamente riformato, ha il compito di proseguire e innovare il portato culturale dell’INFEA, già nato nell’alveo istituzionale, e di contribuire alla sua evoluzione, mettendo in atto una programmazione nazionale che nasca dai territori e dalla ricchezza delle proposte locali, per coniugare e far interagire l’educazione formale, non formale e informale, con l’ecosistema comunicativo e informativo, mettendo le competenze delle agenzie, soprattutto in ambito tecnico e scientifico, in relazione con quelle educative, verso il Lifelong Learning, come ampiamente e diffusamente indicato dall’Unione Europea.

L’attuazione di questo modello a rete su scala nazionale, potrà arricchirsi nel tempo, contando già su un’articolata e vasta serie di iniziative, di progetti e di proposte che il SNPA sta realizzando nelle diverse realtà territoriali, in collaborazione con le scuole, le pubbliche amministrazioni, l’associazionismo, e altri soggetti che si occupano di processi e azioni per lo sviluppo sostenibile.



ultimo aggiornamento: mercoledì 14 settembre 2016