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L'educazione ambientale e l'educazione allo sviluppo sostenibile: storia e principi

Per capire il passaggio e le differenze tra educazione ambientale ed educazione allo sviluppo sostenibile può essere utile considerare alcuni concetti fondamentali.

 

Perché l’educazione è la chiave per lo sviluppo sostenibile?

bambino con libro, seduto su un alberoAnche le Nazioni Unite riconoscono nell’educazione la chiave per divulgare dei modelli di sviluppo sostenibili, fondamentali per offrire un’alta qualità di vita per tutti, sia per i presenti che per le generazioni future.

Ma su cosa si basa tale convinzione? Perché lo sviluppo sostenibile è così strettamente legato ai processi educativi?

La possibilità di accelerare il cammino verso la sostenibilità, dipende dal prendersi maggior cura delle relazioni tra il mondo umano e quello naturale e dal facilitare la ricerca creativa di forme di sviluppo più responsabili verso l’ambiente e la società. Quindi lo sviluppo sostenibile riguarda essenzialmente le relazioni tra le persone e tra quest’ultime e il loro ambiente: l’elemento umano è centrale.

L’educazione ci permette, sia come individui che come comunità, di comprendere noi stessi e gli altri e i nostri legami con l’ambiente naturale e sociale. Questa capacità di comprensione è la base fondamentale per il rispetto del mondo attorno a noi e delle popolazioni che lo abitano.

L’educazione ha un ruolo chiave perché:

  • L’educazione deve ispirare la convinzione che ognuno di noi ha sia il potere che la responsabilità di effettuare un cambiamento positivo su scala globale.
  • L’educazione è il primo fattore di trasformazione verso lo sviluppo sostenibile, poiché accresce le capacità delle persone di trasformare le loro visioni della società nella realtà.
  • L’educazione promuove i valori, i comportamenti e gli stili di vita richiesti per un futuro sostenibile.
  • L’educazione per uno sviluppo sostenibile è un processo attraverso il quale si impara a prendere decisioni che tengono conto del futuro a lungo termine, dell’equità, dell’economia e dell’ecologia di tutte le comunità.
  • L’educazione costruisce questa capacità di ragionamento orientato al futuro.
 

Dall'educazione ambientale all'educazione allo sviluppo sostenibile

Del passaggio da una “educazione ambientale” ad una “educazione allo sviluppo sostenibile” si discute in particolare in due appuntamenti internazionali:Salonicco ‘97 e Santiago de Compostela 2000 (International experts meeting on environmental education).  In realtà se da una parte le istituzioni nazionali e internazionali hanno approvato di buon grado la nuova “definizione”, coloro che sono impegnati direttamente sul campo e che si sono fatti una loro idea di educazione ambientale critica e complessa, difficilmente si ritrovano nelle nuove semplificazioni proposte.

Se a Salonicco viene usato esclusivamente il termine di “Educazione allo Sviluppo Sostenibile”, a Santiago de Compostela si cerca di integrare i due aspetti parlando di “Educazione ambientale orientata allo Sviluppo Sostenibile” considerando che in realtà l’importante è non dimenticare l’evoluzione in corso e tenere ben presente che “il concetto di sostenibilità, referente necessario dell’educazione ambientale nei prossimi anni, dovrà essere sottoposto a revisione critica continua con il duplice obiettivo di evitare il suo uso per nascondere approcci poco solidali allo sviluppo e di impedire la sua applicazione indiscriminata a ogni iniziativa che colleghi ambiente e educazione” (UNESCO, Santiago de Compostela, 2000).

per approfondire: documento: “Environmental education related to the abatement of poverty and hunger” dall'International experts meeting on environmental education di Santiago de Compostela, 2000

 

Educazione ambientale = Educazione allo sviluppo sostenibile?

Dal giugno del 1999 al marzo del 2000 la Commissione Educazione e Comunicazione dell’IUCN ha organizzato attraverso la rete telematica, un dibattito internazionale (International debate on education for sustainable development ) tra i principali esperti in tutto il mondo, con l’obiettivo di studiare le relazioni tra l’educazione ambientale e l’educazione allo sviluppo sostenibile.

Durante il forum sono state evidenziate alcune caratteristiche diverse dell’educazione allo sviluppo sostenibile rispetto all’educazione ambientale che risiedono:

  • nell’essere più orientata al futuro (attenzione ai possibili e probabili scenari diversi);
  • nell’essere critica nei confronti di una società governata prevalentemente dal mercato e dai consumi;
  • nell’essere più sensibile rispetto alle diverse realtà che impegnano e sfi dano le persone nei diversi Paesi del mondo (sensibilità al contesto);
  • nel considerare di più i “sistemi” quando affronta la complessità;
  • nell’essere più orientata alla comunità ed alla solidarietà (in contrapposizione all’individualismo);
  • nel prestare più attenzione ai comportamenti che ai prodotti materiali;
  • nel considerare più i processi e nel creare le condizioni favorevoli per l’apprendimento nella società (life long learning);
  • nell’essere più aperta a nuove forme di pensiero e di azione;
  • nell’essere legata all’equità sociale economica ed ambientale a livello locale, regionale, globale.
 

L’ESS deve essere...

  • Interdisciplinare e olistica

l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile non deve essere considerata una materia separata, ma un approccio multidisciplinare e trasversale alle diverse discipline e ai differenti aspetti della vita sociale

  • Guidata dai valori

è fondamentale che sia fondata su una serie di “valori condivisi” e principi comuni che sostengono lo Sviluppo Sostenibile (equità intergenerazionale, l’uguaglianza di genere, la tolleranza, la riduzione della povertà, la conservazione e il ripristino ambientale, la tutela della risorse naturali, il mantenimento della pace…)

  • Improntata al pensiero critico e al problem solving

l’ESS deve sviluppare una capacità critica di ragionamento orientata al futuro che permetta di affrontare con fiducia i problemi e le sfide dello Sviluppo Sostenibile, riconoscendone le cause e le possibili soluzioni

  • In grado di utilizzare diversi metodi

l’educazione allo Sviluppo Sostenibile rivolgendosi a tutte le fasce d’età (life long learning), deve sviluppare approcci alla sostenibilità attraverso l’arte, il teatro, i mass media, i dibattiti pubblici, presentando varie esperienze e pedagogie differenti. In particolare nella scuola, l’insegnamento trasmissivo e nozionistico, dovrebbe essere riconvertito in un approccio nel quale gli insegnanti e gli alunni lavorino assieme per acquisire conoscenze e giocare un ruolo fondamentale nel rifondare il contesto delle loro istituzioni educative

  • Strumento per favorire la partecipazione nel prendere le decisioni

coloro che apprendono devono essere messi nelle condizioni di partecipare alla scelta del metodo di insegnamento-apprendimento

  • Rivolta al contesto locale

l’ESS deve rivolgersi alle esigenze e alle condizioni del contesto culturale di riferimento (verrà data particolare importanza ai linguaggi e alle tradizioni locali), riconoscendo tuttavia che il soddisfacimento dei bisogni locali ha conseguenze anche a livello globale

 

Quali sono i valori fondamentali che l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile promuove?

Il modo in cui i diversi paesi affrontano lo sviluppo sostenibile dipende fortemente dai valori sviluppatisi nelle rispettive società, in quanto sono questi valori che influiscono sia sulle decisioni personali sia sulle politiche nazionali.

Al centro dell’educazione a un futuro sostenibile c’è dunque la comprensione dei valori che distinguono noi stessi, la società in cui viviamo, le altre popolazioni: valori che dobbiamo imparare a valutare nel contesto della sostenibilità.

I valori che l’educazione allo sviluppo sostenibile deve promuovere, comprendono:

  • Il rispetto per la dignità e i diritti umani di tutte le persone del mondo e l’impegno ad una giustizia sociale ed economica per tutti;
  • Il rispetto dei diritti umani delle generazioni future e l’impegno alla responsabilità intergenerazionale;
  • Il rispetto e la cura per la grande comunità vivente in tutte le sue diversità che coinvolge la protezione e il risanamento degli ecosistemi terrestri;
  • Il rispetto per le diversità culturali e il rispetto a costruire localmente e globalmente una cultura di tolleranza, di non violenza e di pace.
 

Che rapporto c’è tra l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e le “altre educazioni”?

L’ESS non è un’ulteriore elemento o variante che si aggiunge alla molteplicità di “educazioni” già esistenti. È piuttosto un approccio sistemico che consente di superarne la frammentazione, integrando gli obiettivi specifici dei diversi filoni educativi in una direzione comune: quella della sostenibilità.

A partire dagli anni ‘60 la nozione di educazione ambientale si è evoluta, attraverso un processo di maturazione che l’ha condotta da un approccio iniziale prevalentemente naturalistico, ad affrontare via via tutti gli aspetti che caratterizzano la questione della “sostenibilità” e cioè la diversità biologica, la capacità di carico del pianeta e in particolare la sostenibilità sociale, che è un insieme di equità e giustizia sociale, democrazia e partecipazione, modello economico, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, sistema di valori, stili di vita, diritto alla felicità e un nuovo concetto di benessere umano.

L’educazione ambientale ha dunque incrociato nel suo cammino tematiche quali l’educazione urbana, l’educazione al patrimonio, l’educazione allo sviluppo, l’educazione ai diritti umani, l’educazione alla pace e l’educazione al futuro, toccando quindi quei temi economici, culturali, sociali e politici che si intergrano a vicenda nell’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il punto di arrivo di questo percorso evolutivo e allo stesso tempo il punto di partenza per una nuova educazione alla sostenibilità, è rappresentato dal lancio del Decennio UNESCO per l’Educazione alla Sostenibilità (2005-2014).



ultimo aggiornamento: mercoledì 14 maggio 2014