sei in: home page » biodiversità » Stampa

Reti ecologiche

reti recologicheLe reti ecologiche sono degli strumenti indispensabili per la pianificazione territoriale e il miglioramento della qualità del territorio che hanno come finalità principale la creazione di un equilibrio tra spazi naturali e contesto antropizzato. Puntano a salvaguardare e potenziare la diversità biologica, fondamentale per la sopravvivenza degli ecosistemi, all’interno di una rete continua, diffusa e globale.

Gli elementi strutturali di una rete ecologica sono tradizionalmente distinti in:

1. Aree centrali (core areas), gli ecosistemi più significativi, dotati di un’elevata naturalità, che costituiscono l’ossatura della rete e che sono già soggetti a regime di protezione (parchi o riserve);

2. Fasce di protezione (buffer zones o aree cuscinetto), contigue alle core areas, che svolgono una funzione di protezione con una sorta di effetto filtro per garantire l’indispensabile gradualità degli habitat;

3. I corridoi ecologici, ovvero porzioni continue di territorio in grado di svolgere funzioni di collegamento per alcune specie o gruppi di specie e aree puntiformi o frammentate;

4. Aree puntiformi (stepping stones), frammenti di habitat ottimali sparsi nel territorio e non direttamente connessi tra loro; sono elementi importanti del paesaggio per sostenere specie in transito su un territorio oppure ospitare particolari microambienti in situazioni di habitat critici.

 

ISPRA conduce con cadenza biennale, ormai da 5 anni, un monitoraggio sul recepimento dei concetti di connettività ecologica negli strumenti di pianificazione territoriale, con l’obiettivo di valutare lo stato di attuazione della Direttiva Habitat in Italia. Infatti l’art. 10 della direttiva 92/42/CEE fa riferimento all’impegno degli Stati membri nel promuovere la gestione di elementi di paesaggio che, per la loro struttura lineare e continua e per il loro ruolo di collegamento, sono essenziali per la migrazione, la distribuzione geografica e lo scambio genetico di specie selvatiche.

 

I risultati della prima fase sono stati pubblicati nel Rapporto ISPRA 116/2010: ”Le reti ecologiche nella pianificazione territoriale ordinaria – Primo censimento nazionale degli strumenti a scala locale”.

 

Ad oggi, ISPRA continua il lavoro che andrà anche ad indagare le differenti modalità con cui il tema di rete ecologica viene tradotto nei vari strumenti pianificatori. L’iniziativa, a livello nazionale, riguarda 65 piani provinciali, 15 piani comunali e 6 piani di aree protette.

Per quanto riguarda la Regione FVG, ARPA costituisce il focal point per i piani comunali di Udine, Gorizia, Trieste e Pordenone.

Ulteriori informazioni sulla campagna di monitoraggio del 2012 sono disponibili al seguente link:

http://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/reti-ecologiche-e-pianificazione-territoriale/monitoraggio-2012



ultimo aggiornamento: venerdì 11 ottobre 2013