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Contaminanti emergenti: arsenico inorganico nel riso, introdotti nuovi limiti di legge

23/03/2016

Gli ultimi aggiornamenti del Regolamento Europeo 1881/2006 hanno introdotto, a partire da gennaio 2016, nuovi tenori massimi ammissibili per il valore dell’arsenico nel riso.

L’introduzione dell’arsenico tra i contaminanti presi in considerazione dal Regolamento scaturisce dalle valutazioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA): già nel 2009 l’EFSA aveva adottato un parere scientifico sull’arsenico presente negli alimenti, vertente per lo più sull’arsenico inorganico, forma più tossica in cui può presentarsi questo elemento.

Successivamente (marzo 2014), sulla base dei dati raccolti, EFSA ha aggiornato al ribasso le proprie stime dell’esposizione alimentare a lungo termine (cronica) all'arsenico inorganico.

I dati emersi dimostrano che le principali fonti di assunzione di arsenico inorganico sono i cereali e i prodotti a base di cereali, gli alimenti per usi dietetici speciali (ad esempio le alghe), l’acqua in bottiglia, il caffè e la birra, il riso e i prodotti a base di riso (ad esempio gallette di riso ecc.), il pesce e le verdure. Tra questi il riso è quello che presenta concentrazioni più elevate.

Perché proprio il riso? La presenza di arsenico in questo cereale è legata alla specificità della sua coltivazione: la coltura sott’acqua in assenza di ossigeno, favorisce infatti l’assorbimento da parte della pianta di questo elemento, un contaminante largamente diffuso, di origine sia naturale che antropica.

A fronte del cresciuto interesse riscontrato intorno all’arsenico negli alimenti, il Laboratorio dell’ARPA FVG ha negli anni passati partecipato a test di intercalibrazione con altri laboratori nazionali per valutare le proprie perfomances analitiche a riguardo. I risultati dei test effettuati sono stati conformi alle aspettative. Il Laboratorio Alimenti ha già accreditato il metodo per la determinazione dell’arsenico totale nei prodotti di origine marina e nel prossimo futuro prevede di accreditare la determinazione dell’arsenico inorganico nella matrice riso, per dare un’ulteriore garanzia di affidabilità alle proprie risultanze analitiche.

Parallelamente all’attività di accreditamento dei metodi analitici tuttavia il Laboratorio Alimenti ARPA FVG ha scelto di dare una risposta concreta e tempestiva alle richieste europee e garantire al meglio la salute pubblica. Pertanto, di concerto con la Regione e le Aziende per l’Assistenza Sanitaria del Friuli Venezia Giulia, ha concordato di introdurre nel Piano Regionale di controllo Ufficiale Matrici Alimentari di Origine Vegetale 2016 l’analisi di campioni di riso per l’analisi di arsenico inorganico e totale.