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Sentenza della Corte di Giustizia: Italia inadempiente per il PM10

17/11/2020
Sentenza della Corte di Giustizia: Italia inadempiente per il PM10

Il 10 novembre 2020 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che l'Italia "ha violato il diritto dell'Unione sulla qualità dell'aria ambiente", superando "in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017" i valori limite applicabili alle concentrazioni di particelle PM10.

La sentenza [1] accoglie il ricorso [2] presentato dalla Commissione nel 2018 e stabilisce che i chiarimenti forniti dall'Italia erano insufficienti. Le particolarità topografiche e climatiche di alcune delle aree interessate dai superamenti, il fatto che alcune delle sorgenti emissive siano influenzate dalle politiche europee, l'estensione limitata delle zone di superamento rispetto al territorio nazionale sono state considerate motivazioni insufficienti.

I superamenti dei limiti per il PM10 interessavano territori delle Regioni: Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia.

La sentenza della Corte di Giustizia UE stabilisce inoltre che l'Italia non ha prontamente adottato misure adeguate per rientrare nei limiti nel minor tempo possibile. Molte misure incluse nei piani relativi alla qualità dell'aria sono state previste solo in tempi relativamente recenti e con tempi di realizzazione anche di diversi anni se non di decenni. Secondo la Corte, ciò dimostra che l'Italia non ha messo in atto misure appropriate ed efficaci affinché il periodo di superamento dei limiti per il PM10 sia il più breve possibile.

Va comunque ricordato che l’Italia ha già iniziato un percorso virtuoso per adottare ulteriori elementi che consentano di risolvere i problemi connessi alla qualità dell’aria tramite un piano nazionale di miglioramento delle qualità dell’aria e, in particolare le regioni del bacino padano, oramai da diversi anni stanno già collaborando per adottare le strategie condivise necessarie ad affrontare in maniera strutturale le problematiche connesse alla qualità dell’aria in un contesto, quello del catino orografico padano, che rende molto difficoltoso il raggiungimento degli obiettivi europei. Tra questi sforzi va ricordato in particolare il progetto EU LIFE Prepair [3] che vede coinvolte non solo le amministrazioni regionali e alcune importanti municipalità, ma anche le Agenzie per la protezione dell’Ambiente con il loro fondamentale bagaglio di conoscenze e di capacità di monitoraggio [3].

 

Riferimenti Bibliografici e sitografici

[1] Sentenza della Corte di Giustizia della UE 

[2] Ricorso della Commissione Europea 

[3] LIFE Prepair 

 



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