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Gli interconfronti: dove nascono trasparenza ed autorevolezza

05/06/2019
Gli interconfronti: dove nascono trasparenza ed autorevolezza

 Misurare l’inquinamento atmosferico non è facile, sia per le piccole quantità di sostanze in gioco (si parla di microgrammi di inquinante al metro cubo d’aria quando un metro cubo d’aria pesa circa un chilogrammo) sia per le condizioni nelle quali queste misure vengono effettuate (all’aperto, con frequenti sbalzi termici, pioggia e vento) [1].

Tra gli inquinanti più difficili da misurare rientrano sicuramente le polveri sottili, dato che per poterle quantificare è necessario controllare con molta precisione sia la temperatura che l’umidità presente nell’aria, evitando tutti gli effetti confondenti rappresentati dal vento e dalla polvere grossolana, questo al fine di ottenere misure che siano coerenti tra di loro e coerenti con la norma tecnica o, come si dice nel gergo degli addetti ai lavori, “che siano riferibili” [2].

Ma se misurare le polveri sottili è così difficile, come facciamo ad essere sicuri che le stime quotidianamente effettuate e diffuse dai media siano corrette, confrontabili e “riferibili”?

Le certificazioni ISO 9001 e le procedure di qualità applicate da diverse Agenzie, tra le quali Arpa FVG, sono certamente un primo elemento di garanzia e trasparenza, ma l’elemento che più di tutti concorre a garantire la correttezza e confrontabilità delle misure delle polveri sottili (così come per gli altri inquinanti) è rappresentato dagli interconfronti.

Durante gli interconfronti le Agenzia per la Protezione dell’Ambiente di tutta Italia, assieme all’ISPRA (Istituto Nazionale di Ricerca Ambientale, una sorta di “mamma delle Arpa”) si incontrano in un medesimo “fazzoletto di terra” per misurare tutte assieme la medesima aria in modo da verificare che tutte le misure sia omogenee e comparabili tra di loro.

Quest’anno, nell’ambito degli interconfronti periodici, le Agenzie si sono ritrovate a Roma e per quasi tutto il mese di giugno condurranno tutte assieme le misure dei quantitativi di polveri sottili presenti nella medesima aria. Una volta completate le misure, queste verranno confrontate tra di loro e gli operatori potranno vedere quanto sono o non sono in linea con il resto dei partecipanti. Una volta riportati nelle Regioni d’origine, gli strumenti che hanno preso parte a questo interconfronto potranno essere usati nella calibrazione degli altri strumenti presenti sul territorio delle diverse regioni, in una catena ideale che costituisce il fondamento della riferibilità metrologica.

Un aspetto molto importante da sottolineare è che questa catena di riferibilità non si realizza solo “verso il basso” cioè tra le diverse Agenzie regionali e provinciali di protezione dell’ambiente, ma anche tra i diversi Stati Membri dell’Unione Europea. Periodicamente, infatti, ISPRA partecipa agli interconfronti europei al fine di valutare il proprio livello di coerenza e omogeneità nelle misure di inquinamento atmosferico. In questo modo, il nostro Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente è in grado di assicurare che il quantitativo di polveri sottili misurate a Udine anziché a Trieste, risulta comparabile con quello misurato a Torino o a Napoli, e che questi sono comparabili con quelli misurati a Parigi o Berlino [3] in un continuo processo di controllo e di miglioramento.

 


Bibliografia e sitografia

[1] Rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria

[2] Il Laboratorio Metrologico Regionale

[3] Air quality index per tutta l’Europa

 



Questa notizia viene pubblicata nell'ambito delle iniziative: "2019 IYPT - The International Year of the Periodic Table"

L'elemento chimico di questo mese: "JUNE 2019 / SODIUM"

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ARPA FVG
CRMA - Centro Regionale di Modellistica Ambientale

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