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Relazione sull’attività di monitoraggio aerobiologico in Friuli Venezia Giulia - anno 2019

20/03/2020
Relazione annuale pollini 2019

E’ disponibile online l’aggiornamento al 2019 dei dati di concentrazioni polliniche giornaliere raccolti da Arpa FVG a partire dal 2005 nelle quattro stazioni di monitoraggio di Pordenone, Trieste, Lignano Sabbiadoro e Tolmezzo. La relazione presenta anche l’aggiornamento dei principali indicatori pollinici, il calendario pollinico, l’indice pollinico allergenico la stagione pollinica allergenica, e alcune considerazioni su come sono cambiate le delle concentrazioni dei pollini negli anni.

In regione, nell’anno 2019 è iniziato il monitoraggio dei pollini del gelso e della brussonezia, appartenenti alla famiglia delle Moracee, così come del luppolo e della canapa (Famiglia Cannabacee), stanti la presenza importante osservata già negli anni precedenti e alcune informazioni di letteratura che ne attestano la forte allergenicità.

I dati del 2019, raggruppati per tipologie di piante, indicano ancora che Trieste è la località con la maggior quantità di polline. In questa città e sul Carso retrostante predominano, come si è visto nell’anno 2018, la parietaria, il cipresso e il pino, come pure i pollini di gelso e brussonezia. Tra le specie erbacee, invece, quella di gran lunga più abbondante è sempre la parietaria (famiglia Urticacee). 

A Pordenone e, in generale, nella pianura friulana, si riscontra un alto tasso di Graminacee in primavera. I pollini estivi abbondanti sono quelli della famiglia delle Cannabacee. In questa zona sono anche più abbondanti che nel resto della regione le spore di funghi e muffe, presenti in particolare a fine estate. Ciò potrebbe essere connesso alla maggior propensione al ristagno atmosferico e alla umidità tipica della pianura friulana.

A Tolmezzo e nella media montagna i pollini riscontrati sono soprattutto di cipresso, carpino nero, parietaria e Graminacee. 

Anche a Lignano i pollini più abbondanti di piante arboree sono quelli di cipresso e pino, mentre le erbacee sono rappresentate soprattutto da Graminacee e parietaria; le spore, sebbene abbondanti, sono poco più della metà di quelle registrate in pianura.

L’analisi dei 14 anni di dati (2005-2019) consente di avanzare alcune considerazioni su come il clima stia già lentamente modificando il comportamento delle piante, con ricadute per la salute umana e la diffusione di specie aliene.

Nel complesso, nel corso degli anni i pollini sono aumentati in pianura e nella media montagna, mentre sono in leggera diminuzione a Trieste. Alcune piante hanno mostrato nel 2019 un aumento della produzione pollinica su tutto il territorio regionale, soprattutto, il cipresso, la piantaggine e l’ambrosia con l’assenzio. Una minoranza, come la betulla, è in decremento: i dati possono essere, tuttavia, in parte falsati dalla particolare piovosità che ha caratterizzato lo scorso mese di maggio, un mese solitamente ricco di pollini. 

Tra le specie aliene, l’ambrosia è quella su cui si concentra la maggiore attenzione, sia per la sua invasività che per le ricadute in ambito sanitario. E’ importante notare come la quantità di polline di questa specie sia aumentata nel 2019 su tutto il territorio regionale, mentre negli anni precedenti si presentava più stazionaria.