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Qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia nel 2016

05/06/2017

E’ stato presentato oggi in una conferenza stampa organizzata dall’Assessore regionale all’ambiente a Trieste il rapporto di Arpa sulla qualità dell’aria per l’anno 2016. Il rapporto conferma gli andamenti noti da ormai molto tempo e cioè che in Friuli Venezia Giulia la qualità dell’aria è sostanzialmente buona, sebbene con presenza di alcune criticità determinate prevalentemente da fattori climatici e geografici.

Il report evidenzia che su tutta la regione le concentrazioni medie annue del materiale particolato più grossolano, il PM10, sono sempre inferiori ai limiti di legge, fissato a 40 microgrammi/m3. La situazione è ancora migliore per il materiale particolato più sottile, il PM2.5, le cui concentrazioni sono inferiori anche al valore obiettivo a lungo termine che dovrebbe entrare in vigore dopo il 2020.

Per quanto riguarda il materiale particolato le criticità si riscontrano sul parametro delle concentrazioni medie giornaliere, che non dovrebbero superare per più di 35 volte in un anno la soglia dei 50 microgrammi/m3. Infatti, su buona parte della regione non si sono avuti superamenti del limite di legge fissato per le concentrazioni medie giornaliere; solo sulla pianura pordenonese, caratterizzata da una bassa ventilazione e da una maggior tendenza al ristagno atmosferico, si sono manifestati dei superamenti

Il rapporto di Arpa evidenzia ancora una criticità riferita all’ozono, che presenta dei valori superiori ai limiti di legge fissati sulla soglia giornaliera su quasi tutta la regione ad esclusione della pianura centrale e della zona montana.

Nel report Arpa è evidenziato che l’andamento del particolato atmosferico e dell’ozono è sostanzialmente spiegabile ricorrendo ai determinanti meteorologici, che hanno favorito il ristagno atmosferico, in particolare a cavallo tra gennaio e febbraio. Inoltre, anche le diverse ondate di calore nel periodo estivo hanno favorito la formazione dell’ozono a partire dai precursori emessi dal traffico (ossidi di azoto) e dalle attività produttive (composti organici volatili quali i solventi).

Per quanto riguarda gli altri inquinanti gassosi normati, i valori di biossido di azoto e di benzene sono stati sempre inferiori ai limiti di legge e, per quanto riguarda il monossido di carbonio e il biossido di zolfo, prossimi alla soglia di rilevabilità strumentale.

Un inquinante che merita particolare attenzione è il benzo[a]pirene, una sostanza che si origina nelle combustioni inefficienti, che ha raggiunto livelli prossimi alla soglia prevista nella normativa sul pordenonese e udinese, pur senza superarla. Arpa ritiene che per questo inquinante un contributo importante per il raggiungimento dei valori osservati sia dovuto alla combustione della legna, soprattutto se incontrollata o associata a piccoli impianti, anche domestici, obsoleti.

Dal punto di vista della concentrazione dei metalli normati (arsenico, cadmio, nichel, piombo), per concludere, la situazione in regione può dirsi sostanzialmente tranquillizzante. Infatti, nelle aree più densamente abitate, dove questi inquinanti sono misurati, i livelli risultano molto bassi e prossimi ai livelli di rilevabilità strumentale.

> Relazione annuale sulla qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia 2016
> Infografica Polveri sottili (PM10 e PM 2.5)
> Infografica Ozono
> Infografica altri inquinanti