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"Mucillagine": informazioni aggiuntive

14/08/2014

Ad inizio e metà agosto l’Arpa Emilia-Romagna ha segnalato la presenza di mucillagine al largo delle loro coste sia in forma di nuvole che di reticoli presenti soprattutto nella colonna d’acqua e problemi di carenza di ossigeno in prossimità del fondale marino.

Il 12 agosto l’Arpa Veneto ha effettuato un monitoraggio straordinario per valutare il fenomeno lungo il loro arco costiero riscontrando solamente la presenza di piccoli fiocchi di neve marina e rari filamenti di aggregato gelatinoso presenti dalla superficie al fondo del mare.

La presenza di mucillagine osservata sabato 9 agosto al largo di Grado, che ha interessato soprattutto gli strati subsuperficiali (tra -5 e -15 metri di profondità) della colonna d’acqua, potrebbero essere associate alla circolazione delle masse d’acqua dell’Alto Adriatico che in parte potrebbero aver trasportato tali masse gelatinose da aree più meridionali; infatti l’area di probabile formazione della mucillagine è sita al largo della foce del fiume Po ed il litorale istro-dalmato. Ovviamente non si può escludere che il fenomeno di formazione possa essersi instaurato anche al largo del Golfo di Trieste.

Dal punto di vista ecologico la loro formazione è associata a diversi fattori chimico-fisici del mare, come gli apporti di sali nutritivi, il rapporto tra azoto e fosforo disciolto, la presenza di carbonio organico disciolto non più elaborabile da microorganismi marini, la formazione di una accentuata stratificazione termica e gli apporti non costanti di acque dolci, fattori associati anche alla presenta di particolari microalghe fitoplanctoniche (diatomee).

E’ importante comunque ribadire che tale materiale è innocuo ai bagnanti, che comunque non gradiscono né la vista della mucillagine sullo strato superficiale del mare, né il loro contatto appiccicoso con la pelle.

Il discorso è diverso per i pescatori che ritrovano le reti intasate dalla mucillagine che quindi può alterare lo sforzo di pesca. Ma sono soprattutto gli organismi marini che vivono a contatto con il fondale che ne subiscono l’influenza. Infatti, ampie coperture del fondale marino con mucillagine possono produrre forti riduzioni della concentrazione di ossigeno al fondo (ipossie e anossie), con conseguenti morie degli organismi bentonici.

Il monitoraggio previsto dall’Arpa FVG nei prossimi giorni è mirato ad individuare tali problematiche soprattutto in ambito costiero, l’utilizzo di sonde multiparametriche e l’osservazione diretta con telecamera subacquea serviranno ad analizzare lo stato ambientale del Golfo di Trieste. Il mantenersi di una situazione meteorologica instabile, con la presenza di temporali, favorirà il rimescolamento delle masse d’acqua marine, con la probabile riduzione del fenomeno della mucillagine.