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Cambia il clima in Friuli Venezia Giulia: l’avvio del progetto illustrato nel primo seminario tecnico-scientifico

21/06/2017

Si è svolto ieri 20 giugno a Trieste il primo evento, a carattere tecnico-scientifico, di presentazione del progetto promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per lo studio delle evidenze dei cambiamenti climatici sul territorio della regione e l’analisi dei loro impatti e connesse attività di comunicazione e di informazione al pubblico (DGR n 1890-2016). Lo studio, di cui nel 2017 si sviluppa una prima fase, è condotto da ARPA FVG con la collaborazione della Direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione, delle Università degli Studi di Udine e di Trieste e di ICTP, OGS, CNR-ISMAR.

In questo seminario introduttivo, rivolto a tecnici ed esperti del settore, gli enti coinvolti hanno illustrato i risultati iniziali dello studio e le linee progettuali per lo sviluppo del lavoro in questo primo anno di attività.

"I cambiamenti climatici - ha affermato l'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, in apertura del seminario - sono oggi un tema prioritario che attraversa scienza, società e politica e la consapevolezza sociale della questione è molto cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia, ogni regione ha specifiche vulnerabilità e subisce diversamente gli impatti dovuti a questi mutamenti epocali. Le singole regioni devono individuare una propria strategia di adattamento tramite la quale sperimentare buone pratiche e modelli di risposta, oltre a sensibilizzare la popolazione ad adottare comportamenti idonei a contrastare questo complesso fenomeno". Anche il Friuli Venezia Giulia sta operando in questa direzione, con questo primo studio volto ad aggiornare le conoscenze sulle manifestazioni del fenomeno a scala regionale e ad individuare i settori sociali ed economici sui quali gli impatti previsti nei diversi scenari futuri saranno più rilevanti.

Il direttore generale di Arpa, Luca Marchesi, ha sottolineato il fatto che la struttura dell'Agenzia per l'ambiente che si occupa di meteo-climatologia, l'Osmer, opera in un contesto di riferimento nazionale molto ampio, con al vertice il neo-costituito Servizio nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (Snpa) che assumerà un ruolo strategico anche nella comunicazione dei cambiamenti climatici e nei servizi da offrire alla collettività.

Marchesi ha inoltre ricordato i passi successivi dello studio sui cambiamenti climatici oggetto del seminario. È prevista una prima rielaborazione dei dati climatici regionali storici, quindi l'elaborazione delle proiezioni climatiche future, anche sotto forma di mappe tematiche georiferite. Successivamente da tali scenari climatici verranno derivati gli indici più utili per le analisi delle risposte dei sistemi naturali e antropici (ondate di calore, giorni di pioggia intensa, evapotraspirazione, etc). Grazie a questi indici verranno infine valutati gli impatti dei cambiamenti climatici su tre macro-settori: ambiente fisico (in particolare le risorse idriche), biodiversità-ecosistemi e produzione primaria (viticoltura, allevamento, pesca marittima e acquacultura).

Il direttore dell'Osmer-Arpa, Stefano Micheletti, ha presentato alcuni grafici che confermano l'aumento della temperatura e la variazione del regime delle piogge in atto in Friuli Venezia Giulia. Micheletti ha osservato, tra l'altro, l'importanza di mantenere delle reti di stazioni di rilevamento efficaci e ben collocate. Se oggi possiamo misurare i cambiamenti climatici nei nostri territori e ricostruire l'andamento termo-pluviometrico del passato, ha evidenziato, lo dobbiamo certamente a quei pionieri che hanno gestito manualmente le prime stazioni termo-pluviometriche meccaniche.

Dalle proiezioni climatiche stagionali del Friuli Venezia Giulia per i periodi 2021-50 e 2071-100 rispetto al trentennio 1976-2005, prodotte e illustrate da Filippo Giorgi dell'Ictp, si evince l'andamento già riscontrato negli ultimi decenni. Gli scenari futuri indicano, infatti, un aumento delle piogge invernali e una diminuzione delle piogge estive, mentre per quanto riguarda le temperature sono previste in aumento le ondate di calore. Andrea Cicogna, dell’Osmer-Arpa, ha quindi tradotto queste prime proiezioni in mappe che illustrano in maniera molto concreta quali potrebbero essere i tipi di clima futuri nelle diverse aree della regione.

Nel corso del seminario sono poi intervenuti per il Cnr-Ismar Renato Colucci, che ha parlato delle dinamiche delle formazioni glaciali del nostro territorio, e Fabio Raicic, che ha trattato delle modificazioni del livello del mare; Alessandro Peressotti e Lucia Piani dell’Università degli Studi di Udine e Stefano Martellos dell’Università degli Studi di Trieste, che hanno delineato alcuni casi di studio sui cui i rispettivi gruppi di lavoro approfondiranno le loro analisi; Daniela Iervolino, del Servizio Risorse Idriche della Regione, che ha illustrato il modello regionale utilizzato per la stima delle risorse idriche attuali, il quale potrà ora essere applicato ora ai dati forniti dalle proiezioni climatiche future; Paola Del Negro, dell'istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (Ogs), che ha approfondito gli aspetti legati alle variazioni climatiche negli ecosistemi marini.